<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813</id><updated>2011-12-20T19:17:02.519+01:00</updated><category term='Lo scafandro e la farfalla'/><category term='Truffaut'/><category term='Dopo il matrimonio'/><category term='La mia notte con Maud'/><category term='Sussurri e grida'/><category term='Jean-Luc Godard'/><category term='Kevin Smith'/><category term='Essere e avere'/><category term='Into the wild'/><category term='Pi greco il teorema del delirio'/><category term='Il deserto rosso'/><category term='Viaggio a Tokyo'/><category term='Dreyer'/><category term='Wong Kar-Wai'/><category term='Punch-drunk love'/><category term='I vitelloni'/><category term='Ozu'/><category term='La notte'/><category term='Il coltello nell&apos;acqua'/><category term='Luci della ribalta'/><category term='2046'/><category term='Le notti bianche'/><category term='la doppia vita di veronica'/><category term='Bogdanovich'/><category term='Film blu'/><category term='Angeli perduti'/><category term='Harold and Maude. Harold e Maude'/><category term='L&apos;eclisse'/><category term='Michael Mann'/><category term='La 25a ora'/><category term='Public enemies'/><category term='Zack and Miri make a porno'/><category term='Mizoguchi'/><category term='Aronofsky'/><category term='questa è la mia vita'/><category term='Irene Jacob'/><category term='Je vous salue Marie'/><category term='Happy together'/><category term='La calda amante'/><category term='Ubriaco d&apos;amore'/><category term='Ordet'/><category term='Le conseguenze dell&apos;amore'/><category term='in tho mood for love'/><category term='Les amants'/><category term='Repulsion'/><category term='Solondz'/><category term='Susanne Bier'/><category term='Tim Burton'/><category term='Bergman'/><category term='Charlie Chaplin'/><category term='Bunuel'/><category term='Gli amanti crocifissi'/><category term='L&apos;uomo che scambiò sua moglie per un cappello'/><category term='Kieslowski'/><category term='Polanski'/><category term='sean penn'/><category term='hong kong express'/><category term='Happiness'/><category term='Nemico pubblico'/><category term='Film bianco'/><category term='Wall-e'/><category term='Vivre sa vie'/><category term='Welcome'/><category term='L&apos;arco'/><category term='Fahrenheit 451'/><category term='Bella di giorno'/><category term='monica vitti'/><category term='8 e mezzo'/><category term='my blueberry nights'/><category term='godard'/><category term='la venticinquesima ora'/><category term='as tears go by'/><category term='Film rosso'/><category term='days of being wild'/><category term='Lioret'/><category term='Louis Malle'/><category term='Rohmer'/><category term='Fellini'/><category term='Cul de sac'/><category term='Kim Ki-duk'/><category term='Tre colori'/><category term='L&apos;avventura'/><category term='Visconti'/><category term='L&apos;ultimo spettacolo'/><category term='Ed Wood'/><category term='antonioni'/><title type='text'>Antoine Doinel et ses copains</title><subtitle type='html'>«Sopra le loro teste, sul ramo di un albero di olmo, l’uccello non rilasciò il suo canto; stette in silenzio e non fuggì».</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>57</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-5765521990918124331</id><published>2011-02-25T23:06:00.082+01:00</published><updated>2011-03-05T23:14:25.272+01:00</updated><title type='text'>La merlettaia (C.Goretta)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a href="https://lh5.googleusercontent.com/-xtAur4JY36k/TWjqk2Ih0-I/AAAAAAAAAkc/dt719FiZ0p0/s1600/5_orig.jpg" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="https://lh5.googleusercontent.com/-xtAur4JY36k/TWjqk2Ih0-I/AAAAAAAAAkc/dt719FiZ0p0/s400/5_orig.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;È difficile e quasi contraddittorio descrivere sia il personaggio di Pomme, che il film di Goretta, perché sarebbe come parlare del silenzio, perché è come se il suo mutismo, la sua immobilità, l’incomunicabilità di cui è intrisa la pellicola potessero essere espressi fedelmente solo attraverso il silenzio stesso. Ora, mentre cerco di trovare parole appropriate per delinearla, lo contraddico, quel silenzio, perché mi avvalgo di uno strumento che ha in sé movimento, azione, fragore: la scrittura. Scrivendo, inoltre, cerco di rendervi partecipi di ciò che sento, provo, avverto e quindi smuovo qualcosa dall’interno esternandolo, comunicandolo e condividendolo con gli altri. Facendo ciò, contraddico nuovamente la protagonista e il suo film, perché è proprio tutto ciò che lei non sa fare, è proprio ciò che Goretta ha cercato di raccontare: e cioè la complessità di comunicare, di mostrarsi, palesarsi, di rendere comprensibili agli altri i nostri pensieri. Pomme non sa fare nessuna di queste cose: sta zitta. Ma la sua non è mancanza di coraggio, di viltà o perché non le avverte davvero quelle sensazioni, è un’incapacità fisiologica, innata, che può solo subire. Né io né le orde di scrittori di cinema, letteratura, e chi più ne ha più ne metta, ci teniamo di più a quegli ardori, se li trascriviamo, li comunichiamo a voce, se li confermiamo con i fatti: Pomme ha dentro, molto probabilmente, più di qualsiasi poeta, benefattore, mecenate, filantropo. È solo che lei non sa manifestarlo, non sa farlo uscire fuori, spiegarlo, metterlo in movimento, tradurlo in parole o azioni. È un vortice di emozioni costretto dalla sua incapacità di “conversione” ad attendere. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Tutti cerchiamo di trasformare quel groviglio di cose che ci portiamo internamente in parole scritte, orali o gesti. Tutti cerchiamo, una volta trasformato, di condividerlo e farlo conoscere agli altri. È un istinto, un bisogno primario, un’esigenza. Isolarlo lì, segregato in noi stessi, sarebbe come autorinchiudersi in gabbia. Ma non è facile, non è semplice descriversi, raccontarsi, tramutare in un idioma chiaro ed accessibile agli altri ciò che ci tormenta o allieta. Pomme ne sente il bisogno come e quanto tutti, ma non riesce a trasformare, non riesce a convertire, può solo aspettare. Ed allora il suo silenzio è ciò che di più spaventoso possa esistere, perché quella quiete, in realtà, nasconde un mondo dentro: una moltitudine di paure, gioie, afflizioni, passioni, amori soffocati, asfissiati e relegati dalla difficoltà umana di esprimersi, in una gelida prigione insonorizzata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“La merlettaia” racconta di tutte quelle parole rimaste bloccate in gola a causa della complessità di decodificare le proprie emozioni; dell’uccello di Maupassant che, sebbene fosse desideroso di cantare, &lt;i&gt;&lt;b&gt;«non rilasciò il suo canto; stette in silenzio e non fuggì»&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;; dell’uomo che, nonostante cerchi di decrittare quell’intrico di percezioni che si porta dentro, continua a sentirsi perennemente incompreso, frainteso, limitato, mai pienamente capito; di esseri umani e non, che sentono di non essere liberi, di non potersi esprimere appieno. Pomme è tutto questo, l’uomo, spesso, è tutto questo. In particolare, ciò che ci spaventa di più è quello stacco, quel divario fra ciò che avvertiamo dentro e ciò che invece riusciamo ad esternare e rendere comprensibile agli altri. Uno stacco che, quando sentiamo che è così abissale, ci consegna alla triste realtà dell’impossibilità di descrivere pienamente noi stessi. Ed è proprio quel baratro il responsabile del silenzio di Pomme e, di conseguenza, dell’uomo. È quella distanza incolmabile a farci tacere. È di fronte a quel solco, dinanzi a quest’abisso che separa il pensiero dalla parola, al cospetto di questa incomunicabilità, che l’uomo si arrende. È proprio qui che crolla il linguaggio, che fallisce la parola: dinanzi a Pomme, dinanzi al suo inesplicabile splendore dell’animo, che non trova via di sbocco nella realtà, né vocaboli o azioni alla sua altezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, mentre Pomme sta pensando alla Grecia, a quel viaggio che tanto avrebbe voluto fare, ma che purtroppo mai farà; mentre pensa a quanto sarebbe stata felice, se François l’avesse capita; mentre immagina che sarebbe meraviglioso, se tutto fosse come nei suoi sogni; non è forse il silenzio l’unico a poter descrivere pienamente tutto? Un po’ come la realtà fa con i sogni, il linguaggio ci tradisce, ci travisa, ci sminuisce, crea una frattura insanabile fra il nostro mondo interiore e quello vero, fra quello che abbiamo nell’animo e quello che riusciamo a raccontare o far comprendere agli altri. Pomme alza lo sguardo lentamente, fissa la camera e pensa che quella comprensione, quel mondo interiore, così come la Grecia, possono solo essere sognati, in silenzio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;«Sarebbe passato vicino a lei, proprio accanto a lei, senza vederla.  Perché lei faceva parte di quelle anime che non mostrano alcun segno, ma  che occorre pazientemente interrogare, su cui bisogna saper posare lo  sguardo. In altri tempi, un pittore ne avrebbe ricavato il soggetto per  un quadro di genere. Sarebbe stata una cucitrice, una portatrice d'acqua  o una ricamatrice». &lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://lh5.googleusercontent.com/-k3IYABXzg5I/TWjqZXK35oI/AAAAAAAAAkY/eb44TS6IBfI/s1600/Senza-titolo-1.png" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="https://lh5.googleusercontent.com/-k3IYABXzg5I/TWjqZXK35oI/AAAAAAAAAkY/eb44TS6IBfI/s400/Senza-titolo-1.png" width="302" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-5765521990918124331?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/5765521990918124331/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2011/02/la-merlettaia.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/5765521990918124331'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/5765521990918124331'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2011/02/la-merlettaia.html' title='La merlettaia (C.Goretta)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='https://lh5.googleusercontent.com/-xtAur4JY36k/TWjqk2Ih0-I/AAAAAAAAAkc/dt719FiZ0p0/s72-c/5_orig.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-5690572111832101665</id><published>2010-11-02T00:37:00.002+01:00</published><updated>2010-11-02T00:43:03.762+01:00</updated><title type='text'>Les roseaux sauvages (A.Téchiné)</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/TM9O3JDNi7I/AAAAAAAAAkE/T8MadqU_eYk/s1600/vlcsnap-2010-10-30-01h47m10.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="212" src="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/TM9O3JDNi7I/AAAAAAAAAkE/T8MadqU_eYk/s400/vlcsnap-2010-10-30-01h47m10.png" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;C’è qualcosa che può sintetizzare alla perfezione questo film: la favola di La Fontaine recitata da François. La canna, protagonista insieme alla quercia di questa storia, rappresenta e raffigura ogni singolo personaggio di Téchiné. Folate di vento ed ogni tipo di intemperie la costringono a piegarsi, a curvarsi, la sottomettono a loro piacimento, ma non riescono mai e poi mai a spezzarla. Quel giunco riesce sempre a cavarsela. Ha qualcosa nel suo dna che gli permette di inclinarsi e flettersi fin quasi a spaccarsi in due, per poi ritornare in posizione eretta e ritta come se nulla fosse accaduto. Ed è proprio ciò che succede agli interpreti del film. Téchiné, pur parlando di adolescenza – visto che quasi tutti i protagonisti lo sono – , abbraccia tutte le età. L’adolescenza è “usata” piuttosto come punto di partenza, come fase in cui tutto avviene per la prima volta, dove si imparano a conoscere le parole ’delusione’ e ’fallimento’, dove ci si vede soggetti alle prime burrasche, ai primi marasmi interni ed esterni, alle prime folate. Ma è, appunto, solo un principio, un punto di partenza. Esse saranno sempre presenti nel corso della vita. Ed è per questo che “Les roseaux sauvages” non è solo un film sulla giovinezza, ma plurigenerazionale, senza tempo. Anche Madame Alvarez, professoressa dei ragazzi, è un giunco; anche il professor Morelli lo è. Sono tutti (siamo tutti), indistintamente, ramoscelli estremamente sensibili a quelle ventose raffiche. Dietro ognuna di loro si nasconde un disinganno, un fiasco, un’angoscia, un’inquietudine, una paura, ma, al loro termine, quei rami saranno sempre lí, pronti e preparati a riceverne altre ondate.&lt;br /&gt;Questi ragazzi e queste ragazze, questi uomini e queste donne sono tutti canne in grado di resistere a qualsiasi condizione, capaci di adattarsi nonostante la paura di cedere, il timore di frantumarsi, di vedersi spazzati via da quelle correnti. Sono canne selvagge, proprio come quelle del titolo. Organismi che persistono, che, dinanzi ad un albero sempre piú alto, allungano di pari passo il loro collo in cerca di cibo, che rispondono colpo su colpo, che reagiscono, che si adeguano, che si evolvono pur di sopravvivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi piace questa doppia anima dei suoi soggetti: da una parte l’ipersensibilità, la fragilità e l’emotività dei loro rami, che li rende estremamente vulnerabili ai soffi del vento, che li obbliga a inarcarsi ed arcuarsi fino allo stremo delle forze; dall’altra la forza immensa, la resistenza innata, iscritta nel loro codice genetico, talmente cinica, ingegnosa, scaltra e fredda da esser pronta a tutto, e capace di uscir fuori da tutto.&lt;br /&gt;Mi piace l’idea dell’uomo-giunco, gli si confà, lo delinea in modo chiaro e indiscutibile, lo immatricola in una categoria ibrida, spuria, tra l’umano e l’animale, tra l’essere e l’avere. L’unica, a mio modo di vedere, in grado di resistere a qualsiasi genere di tsunami.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;«La quercia dice al giunco: “Che aspetti ad accusare la natura? Un grillo per te è un pesante fardello, la piú lieve brezza di vento ti fa subito abbassare la testa; mentre la mia chioma, come stupenda montagna, ferma i raggi del sole e affronta la tempesta. La tormenta per te è per me lo zeffiro e, inoltre, se fossi nato all’ombra del mio fogliame, non dovresti soffrire cosí tanto, io ti darei riparo, ma tu cresci spesso sui bordi umidi del regno dei venti. La natura con te è stata ingiusta!”. “La tua compassione”, risponde il giunco, “è apprezzabile, ma non serve. Io non temo il vento perché mi piego, ma non mi spezzo. Finora tu hai resistito ai suoi colpi senza mai curvare il dorso, ma aspetta, e vedrai”. A queste parole si alza la tempesta piú terribile che il cielo del nord abbia mai conosciuto: la quercia ancora non si piega, il vento incalza, un poderoso colpo sradica l’albero, la sua testa sfiora il cielo, i piedi toccano il regno dei morti».&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 class="UIIntentionalStory_Message" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:&amp;quot;msg&amp;quot;}" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="UIStory_Message"&gt;– Ma che hai?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;– Dimenticare, io non dimentico. Dimenticare è una cosa orrenda. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;–  Tu non lo puoi dire, François. Io l’ho visto con Pierre, dei giorni non  ci penso. È brutto, ma è cosí. La morte di un fratello è orribile,  credevo di morire. Ma c’è una cosa piú orribile, anche della guerra: che  tutto passa!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/h3&gt;&lt;h3 class="UIIntentionalStory_Message" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:&amp;quot;msg&amp;quot;}" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="UIStory_Message"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/h3&gt;&lt;h3 class="UIIntentionalStory_Message" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:&amp;quot;msg&amp;quot;}" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="UIStory_Message"&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/h3&gt;&lt;h3 class="UIIntentionalStory_Message" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:&amp;quot;msg&amp;quot;}" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="UIStory_Message"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/h3&gt;&lt;h3 class="UIIntentionalStory_Message" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:&amp;quot;msg&amp;quot;}" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="UIStory_Message"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;–&lt;/i&gt; Sai Irène, la moglie di Pierre? Una sera è venuta nella mia  camera. Mi sono svegliato. Era lí, in piedi, in camicia da notte. Mi  guardava. Io ero nudo. Sai che ha fatto? Si è messa a piangere. Ha detto  che ero bello e che aveva voglia. E poi, mi ha chiesto perdono. Mi ha  detto che si sentiva una puttana, si vergognava per mio fratello. Voleva  che la picchiassi.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;–&lt;/i&gt; E tu, allora, che hai fatto?&lt;br /&gt;&lt;i&gt;–&lt;/i&gt; L’ho scopata tutta la notte per calmarla. E poi perché ne avevo voglia anch’io.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;– &lt;/i&gt;È con lei che ti sposi? La ami?&lt;br /&gt;&lt;i&gt;–&lt;/i&gt; Leggi troppi libri!&lt;br /&gt;&lt;i&gt;–&lt;/i&gt; Anche mio fratello non la amava. L’ha usata. Senza la guerra, non l’avrebbe mai sposata.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;–&lt;/i&gt; Ma la guerra è finita. Se non la ami, perché ti sposi lo stesso con lei?&lt;br /&gt;&lt;i&gt;–&lt;/i&gt; Perché  voglio una moglie ed anche dei figli! Capisci? C’è lei, non devo  cercarne un’altra. Che, magari, non trovo neanche. La vita è dura per  tutti!&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/h3&gt;&lt;h3 class="UIIntentionalStory_Message" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:&amp;quot;msg&amp;quot;}" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/TM9O7Hl9QKI/AAAAAAAAAkI/eYiodNbjEBs/s1600/vlcsnap-2010-10-30-01h48m13.png" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="212" src="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/TM9O7Hl9QKI/AAAAAAAAAkI/eYiodNbjEBs/s400/vlcsnap-2010-10-30-01h48m13.png" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/h3&gt;&lt;div activeid="-1" expanded="0" id="divCleekiAttrib" menubottom="0" menuleft="0" menuright="0" menutop="0" style="display: none;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div activeid="-1" expanded="0" id="divCleekiAttrib" menubottom="0" menuleft="0" menuright="0" menutop="0" style="display: none;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div activeid="-1" expanded="0" id="divCleekiAttrib" menubottom="0" menuleft="0" menuright="0" menutop="0" style="display: none;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-5690572111832101665?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/5690572111832101665/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2010/11/les-roseaux-sauvages-atechine.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/5690572111832101665'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/5690572111832101665'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2010/11/les-roseaux-sauvages-atechine.html' title='Les roseaux sauvages (A.Téchiné)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/TM9O3JDNi7I/AAAAAAAAAkE/T8MadqU_eYk/s72-c/vlcsnap-2010-10-30-01h47m10.png' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-3873791492110859537</id><published>2010-09-28T18:05:00.000+02:00</published><updated>2010-09-28T18:05:57.677+02:00</updated><title type='text'>Synecdoche, New York (Charlie Kaufman)</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/TKIRyhm9XOI/AAAAAAAAAj0/kuyvN1srvJE/s1600/vlcsnap-2010-09-28-18h00m13s118.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="171" src="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/TKIRyhm9XOI/AAAAAAAAAj0/kuyvN1srvJE/s400/vlcsnap-2010-09-28-18h00m13s118.png" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo che il&amp;nbsp; piú grande sbaglio che uno spettatore possa commettere sia  quello di tentare di capire tutto, di spiegarsi per filo e per segno i  passaggi, di cercare una logica o quanto meno una plausibilità in ogni  sequenza. Cosí facendo, egli finisce per ridurre il cinema ad una  mera spiegazione degli eventi, ad un processo meccanico, matematicamente  freddo, dimenticandosi dell'unica cosa importante: l'anima del film.&amp;nbsp;  Ed è la stessa, identica cosa nella vita: quanti giorni, settimane,  autunni trascorsi a tentar di capire qualcosa, a darle una spiegazione logica.  Spiegazione logica, che significa? Chi vive seguendo questa teoria è  interessato piú a capire che a sentire, vuol dare un senso a tutto, una  ragione ed un nome ad ogni cosa, ma, piú di tutto, vuole darla a sé  stesso. Le domande che lo assillano sono: "Chi sono, io?"; "Cosa ci  faccio qui?", "Qual è il mio scopo, la mia ragione di vita?". Quindi, la  vita di questa categoria di spettatori e, parallelamente, quella di  queste persone viene vissuta esclusivamente alla ricerca di questo significato. Ma il senso di molte  cose spesso (quasi sempre) non esiste, ed allora questa gente piú che  viverla, la riduce ad un rebus, ad problema da risolvere, ad una  cervellotica incognita matematica. Poi, un giorno, questi uomini e donne  riescono finalmente a sostituire quella "x" con un numero reale, trovano il modo di rendere ammissibili tutte le sequenze di una  pellicola e sensati gli avvenimenti giornalieri. Ma, accanto a questa  scoperta, trovano qualcos'altro, un vuoto ben piú penoso ed opprimente di  quello che lasciavano le "x" misteriose: l'assenza di vita. Solo ora  che stringono forte quella soluzione tanto sospirata, quel risultato  cosí tanto aspettato, comprendono che è stato tutto tempo sprecato.  Perché, in effetti, cos'hanno fra quelle mani? Un numero? Un risultato?  IL SENSO? E cosa se ne fanno? Cosa ci si possono fare con la loro  freddezza?&lt;br /&gt;Cosa se ne fa Caden, - Guido Anselmi ottomezziano del  nuovo continente - dopo averlo finalmente trovato? Ha attraversato  anni, rapporti sentimentali, genitoriali, pièce teatrali ossessionato da  un'unica cosa: questo "numero". Caden ha praticamente passato ogni  singolo giorno della sua - a detta sua - triste vita a cercare il VERO  Caden. Come se ce ne fosse uno falso. Ha sottoposto sé stesso ad esami  continui, a ricerche infinite, s'è auto-posto quantità industriali di  domande per capire chi fosse davvero. E, mentre la vita andava avanti,  lui rimaneva lí: a tentare di capire, piuttosto che a provare, a cercare di  spiegare, piuttosto che a sentire. Quanti Caden ci sono? Volete ancora  il vostro numerino? O vi basta il suo martirio per pensare... No,  pensare è il verbo sbagliato; volevo dire "vivere". O vi basta il suo  martirio per vivere? Il cervello dell'uomo raziocinante è strano,  riversa tutte le sue energie alla comprensione dell'impossibile, mentre  non ne spreca nemmeno una per ciò che è già lí, a portata di  mano, pronto ad esser raccolto senza il minimo sforzo. È come se questi uomini volessero immolarsi, nel tentativo di risolvere calcoli indecifrabili per la nostra specie, ma rifiutassero anche la sol idea di provarci con quelli a noi adatti, con quelli semplici e naturali. Inseguono la perfetta comprensione delle cose, vogliono che tutto sia  limpido e terso davanti ai loro occhi, vogliono conoscere a menadito sé  stessi e gli altri. La loro vita è come se fosse un'eterna gara, un  continuo inseguimento. Inseguimento che si rivelerà sempre e comunque  deludente, perché pedinavano e cercavano d'afferrare qualcosa d'impossibile: la loro ombra. Ed allora credo sia giunto il momento di dire che tutto  quell'affanno è inutile, senza senso (perché non lo avrà mai) un ingombrante quanto scomodo ostacolo che si frappone fra noi e la vita.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/TKISBtEbRnI/AAAAAAAAAj8/j10lyyfXutk/s1600/vlcsnap-2010-09-28-17h58m25s51.png" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="171" src="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/TKISBtEbRnI/AAAAAAAAAj8/j10lyyfXutk/s400/vlcsnap-2010-09-28-17h58m25s51.png" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Caden  ha tanto di Guido Anselmi, sia nella mente che nel messaggio, ma ci  troviamo in uno di quei casi dove il film postumo, seppur simile e pieno  di congruenze, splende di luce propria. Kaufman, attraverso i dubbi, le paure, i quesiti, i rimorsi, i sogni di Caden e degli altri personaggi, attraverso quelle stanze infuocate, quei salti temporali, quei corpi che via via diventano piú cadenti ma sempre caotici, è riuscito a descrivere in maniera sublime la confusione, lo stato mentale di chi è perennemente alla ricerca di un senso. Ma il senso è uno solo: che coloro i quali preferiscono la cognizione alla sensazione, finiscono per  sovraccaricare un organo, il cervello, e rendere atrofico un altro, il  cuore. E la cosa straordinaria è proprio questa, che, senza scomodare sterili quanto odiosi paragoni, il film di Kaufman riesce a riportarti nelle atmosfere vorticose e convulse di "Otto e mezzo", riesce a porgerti davanti un moderno Guido che solo in punto di morte riuscirà a non farsi piú affliggere da quelle domande, ma a guidare e basta, senza pensare alla meta verso cui è diretto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. Hoffman è, come al solito, un camaleonte che adatta la sua pelle ad ogni trasformazione interna ed esterna di Caden. Pazzesco. Il cast che gli ruota intorno è a dir poco all'altezza: Morton, Keener, Watson, Williams, Noonan. &lt;b&gt;Synecdoche, New York&lt;/b&gt; credo sia uno dei film piú belli di questo secolo perché capace di tuffarsi nei viluppi piú intimi della mente umana, scoprendone la sua infinita complessità, oscurità ed insicurezza, ma giungendo, infine, ad una sola e semplice risposta:&lt;i&gt;&lt;b&gt;"Non vieni da nessun posto, non vai in nessun posto, guida e basta!". &lt;/b&gt;&lt;/i&gt;In questa breve e succinta frase c'è, al contempo, una grande verità ed un immenso senso di consolazione. Superfluo aggiungere che Kaufman sia una delle menti piú genialoidi ed estrose dei nostri tempi. &lt;br /&gt;Impossibile non mettersi a frignare per la mancata distribuzione italiana, son cose dell'altro mondo, dell'altro mondo. Ma come cazzo si fa? Come? Son passati due anni dall'uscita, due. Io ho avuto la fortuna di trovare dei sottotitoli tradotti da un'anima pia, e, vista la assoluta qualità della pellicola, li condividerò con chiunque lo voglia.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/TKISF4mxJZI/AAAAAAAAAkA/UbwNQh1XPdo/s1600/vlcsnap-2010-09-28-17h56m48s103.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="171" src="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/TKISF4mxJZI/AAAAAAAAAkA/UbwNQh1XPdo/s400/vlcsnap-2010-09-28-17h56m48s103.png" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/TKISBtEbRnI/AAAAAAAAAj8/j10lyyfXutk/s1600/vlcsnap-2010-09-28-17h58m25s51.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/TKIR-HIkxII/AAAAAAAAAj4/2mu_SX2RDsQ/s1600/vlcsnap-2010-09-28-17h59m33s235.png" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-3873791492110859537?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/3873791492110859537/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2010/09/synecdoche-new-york-charlie-kaufman.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/3873791492110859537'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/3873791492110859537'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2010/09/synecdoche-new-york-charlie-kaufman.html' title='Synecdoche, New York (Charlie Kaufman)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/TKIRyhm9XOI/AAAAAAAAAj0/kuyvN1srvJE/s72-c/vlcsnap-2010-09-28-18h00m13s118.png' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-1466071147974637490</id><published>2010-06-17T18:26:00.002+02:00</published><updated>2010-09-07T16:16:58.963+02:00</updated><title type='text'>Krzysztof Kieślowski - Ricordati di santificare l'Uomo!</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/TBpL46wa_FI/AAAAAAAAAio/WRsGXaO8QP4/s1600/Three-Colours-Redd.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="280" src="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/TBpL46wa_FI/AAAAAAAAAio/WRsGXaO8QP4/s400/Three-Colours-Redd.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ero al Napoli film festival, quando uscendo dalla sala incontrai due  signori di mezza età che discutevano animatamente di qualcosa. Tesi  l'orecchio e mi avvicinai con immensa curiosità per capire cos'è che  accalorasse così tanto il loro discorso, poi capii: quale poteva essere  il soggetto se non Kieślowski? Oltre ad accostarmi sempre di più a  quella coppia senile all'apparenza, ma effervescente nell'animo, dovetti  giocoforza inserirmi in quel dialogo. Vista la frenesia post-visione,  non avrei potuto fare altrimenti. Così, come un accattone di opinioni e  conversazioni, dopo essermi presentato m'inserii in quel discorso.&lt;br /&gt;Una  parola mi colpii particolarmente, fu il maschio a pronunciarla:  &amp;lt;&amp;lt;&lt;i&gt; Umanità, l'Umanità di Kieś...&lt;/i&gt; &amp;gt;&amp;gt;. Proprio così,  ´Umanità`. Quel termine, così semplice e conciso, mi fece pensare che  non avrei saputo trovare vocabolo migliore per esprimere ciò che quelle  visioni m'avevano dato, che non avrei saputo sintetizzare più  adeguatamente ciò che questo regista voleva comunicare oltre ogni cosa. E  poi, pensandoci bene, credo sia proprio questa parola il motivo per cui  sono qui: non sarebbe stato per caso un delitto tenerla da parte tutta  quest'umanità? Di certo lui non ne sarebbe stato contento ed inoltre  sarei stato sicuramente un egoista celandola, cioè l'esatto contrario  dell'uomo kieślowskiano.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; line-height: 100%;"&gt;&lt;span style="font-family: Optima;"&gt;&lt;b&gt;Krzysztof Kieślowski&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;,  nato a Varsavia nel Giugno del '41, credo non sia solo un autore, ma,  come diceva la donna della coppia effervescente di prima: &amp;lt;&amp;lt; &lt;i&gt;È  un ARTISTA&lt;/i&gt; &amp;gt;&amp;gt;. Per questa signora esisteva il buon regista,  l'autore ed appunto l'artista. Secondo la sua definizione: &lt;i&gt;artista è  colui che riesce a far sbocciare il bene dell'uomo anche, e soprattutto,  quando attorno affiora il male, anche quando c'è sofferenza e patimento&lt;/i&gt;.  Mi accorsi nuovamente che questi signori avevano ragione, poi dissi a  me stesso che avrei dovuto imbucarmi più spesso nei discorsi, specie se  questi. Quindi, riassumendo, si può dire che sommando le parole di  queste mie fugaci amicizie, vien fuori tutta l'essenza del cinema di  Kieś: un cinema che "sa" di uomo; che esalta i suoi pregi, sebbene ne  conosca i misfatti; che apre il suo cuore mostrando ciò di cui ha più  bisogno; che lo bacchetta, ma senza disprezzarlo. D'altronde Kieś questo  non avrebbe mai potuto farlo, perché i suoi ammonimenti hanno lo stesso  proposito di quelli del padre al figlio: il suo bene. L'amore di papà  Krzysztof per la sua prole lo si può sentire in ogni film, perché  nonostante i mille allontanamenti dalla vita, le morti, le ingiustizie, i  supplizi, ciò che erompe e si staglia imponente è la sete infinita di  vita, di amore. I suoi personaggi aspettano sempre qualcosa, hanno  costantemente voglia di vivere, d'affetto, di tenerezza. Ognuno di loro  desidera tutto ciò in un modo incredibilmente naturale, istintivo,  oserei dire primordiale. Questi desideri sono talmente indispensabili da  divenire esigenze, o meglio urgenze, cioè quel numero di cose senza cui  non si può tirare avanti. Le sue pellicole fanno bene al cuore perché  in esse prorompe sempre questa vita/vitalità, anche quando c'è di mezzo  un lutto, un tradimento, un omicidio, un'ingiustizia. Infatti non  esistono solo uomini buoni nelle sue storie, il Male c'è, ma anche  quando quest'ultimo riesce ad ottenere una vittoria, anche quando la  spunta, dentro lo spettatore c'è perennemente la sensazione che la vita  vinca ugualmente, che uno spiraglio per sperare esista in ogni tempo o  luogo. Sin dal corto "&lt;i&gt;&lt;b&gt;Dalla città di Lódz&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;" emerge  incontrastato il primo dei grandi temi kieślowskiani: la &lt;u&gt;voglia di  vivere&lt;/u&gt;. Sin da "&lt;i&gt;&lt;b&gt;La tranquillità&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;" , primo dei film  inediti proiettati al film festival, spicca il secondo: la &lt;u&gt;famiglia&lt;/u&gt;,  gli &lt;u&gt;affetti&lt;/u&gt;. Ed infine già a partire da "Il cineamatore" si fa  largo il &lt;u&gt;desiderio di giustizia&lt;/u&gt;, di un uomo migliore. I tre  grandi temi sono sempre presenti, aleggiano su ogni storia come se,  insieme all'Umanità di cui parlavo in precedenza ed alla &amp;lt;&amp;lt; Pietas  &amp;gt;&amp;gt; (nuovo vocabolo di quel geniale signore brioso), fossero gli  unici elementi importanti, i soli a meritare l'umana attenzione. Pietas  perché sebbene l'uomo durante il suo viaggio ceda a vizi ed aberrazioni,  per Krzys c'è sempre bisogno di compassione, comprensione ed  indulgenza. La stessa pietas che si lega a doppio filo con la voglia di  vivere, di tornare a vivere, poiché non averla è come esser stanchi,  arrendersi, e la resa non è tra le caratteristiche dei suoi personaggi.  Avere davanti il quadro generale della sua filmografia (o quanto meno  quello che è stato possibile recuperare) riempie di gioia, fa esultare,  esalta. Questo per il semplice fatto che ripensando a tutti quei  racconti, a quelle vicende piccole o grandi, ne vien fuori la  celebrazione della sua parte migliore: quella cardiaca. Il bisogno di  attenzioni e di premure umane dei suoi protagonisti si colloca sempre al  primo posto nelle sue narrazioni, è un punto di partenza, un caposaldo,  un pilastro, un elemento senza il quale non possono respirare. Anche  quando qualcuno è ormai logorato e svigorito da qualche delusione,  perdita, infedeltà, la voglia di riaverli si ridesta ininterrottamente.  Certo, qualcuno si perde lungo il cammino (&lt;i&gt;Urszula&lt;/i&gt; di "&lt;b&gt;Senza  fine&lt;/b&gt;") e qualcun altro è in procinto di farlo (La &lt;i&gt;Binoche&lt;/i&gt; del  "&lt;b&gt;Film Blu&lt;/b&gt;"; &lt;i&gt;Trintignan&lt;/i&gt; nel "&lt;b&gt;Rosso&lt;/b&gt;"; &lt;i&gt;Magda&lt;/i&gt;  del "&lt;b&gt;Breve film sull'amore&lt;/b&gt;"; &lt;i&gt;Dorota&lt;/i&gt; nel &lt;b&gt;Decalogo II&lt;/b&gt;),  però tutti ritorneranno, e se non lo fanno è solo perché quel ricordo è  troppo forte, quell'affetto troppo importante da dimenticare. Se  muoiono lo fanno solo ed esclusivamente per aver amato troppo, per aver  consacrato ogni parte di sé a quell'uomo/donna. Ecco il motivo per cui  l'estroso signore parlava di Umanità: per il semplice fatto che nella  sua poetica l'essere umano non riesce a vivere senza il suo simile.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/TBpMTQZ4xTI/AAAAAAAAAiw/xHJRS9Q-PSA/s1600/3.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="291" src="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/TBpMTQZ4xTI/AAAAAAAAAiw/xHJRS9Q-PSA/s400/3.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Kieś però non desidera solo la ´tranquillità`ed il calore dei rapporti  interpersonali, ma anche un nuovo uomo: migliore, giusto, più fraterno,  più umano, quindi nelle sue pellicole ricorre spesso il tema della  Giustizia. "&lt;b&gt;Il Decalogo&lt;/b&gt;" ne è quasi un compendio, una sorta di  Bibbia scritta con un linguaggio laico, ma spirituale, in cui vengono  enumerati i nuovi comandamenti. Qual è il contenuto di questi novelli  precetti? A cosa si ispirano? Cosa tutelano? La risposta è sempre la  stessa: l'Uomo. Anche quando si parla di politica (perché spesso se ne  parla, specie ne "&lt;b&gt;Il cineamatore&lt;/b&gt;", ne "&lt;b&gt;Il caso&lt;/b&gt;"), anche  quando ci si pone domande sull'utilità della pena detentiva, su quella  di morte ("&lt;b&gt;Non uccidere&lt;/b&gt;"), tutto ruota sempre attorno all'uomo.  Quando non lo si fa più, quando si smette di ruotargli intorno, lì,  proprio in quel momento, Kieś bacchetta. Rimbrotta la situazione  politica post-bellica, quella sull'utilità della pena detentiva,  striglia tutto ciò che è ingiusto, disumano. Anche la religione è tra i  suoi argomenti, "Il Decalogo" ne è praticamente intriso, ed anche con  essa è spesso duro, pronto a individuarne le contraddizioni, i princìpi  ipocriti, inventandone altri più semplici, più tangibili, più sensibili.  Non c'è bugia che tenga, non c'è peccato, blasfemia che abbiano  priorità su di esso, non c'è fede, dogmi o Redentore, l'uomo viene prima  di tutto. Questo non vuol dire che neghi l'esistenza di una  dimensione/entità astratta, anzi, c'è sempre un dubbio, uno spazio che  lascia incerti sulla sua presenza, difatti ne "&lt;b&gt;La doppia vita di  Veronica&lt;/b&gt;", nel "&lt;b&gt;Decalogo I&lt;/b&gt;" , ne "&lt;b&gt;Il caso&lt;/b&gt;" (e durante  il percorso di altre opere) ha espresso e reso evidente l'esistenza di  un universo intangibile, di situazioni ed eventi inspiegabili, oscuri,  che si divincolano da qualsiasi logica. Ed è pertanto giusto dire che lo  ´Spiritualismo` sia un altro dei suoi temi, ma è uno spiritualismo che  ha inevitabilmente come elemento cardine l'animo umano, che se presenta  degli assiomi o delle norme, sono tutte volte a tutelarlo, a proteggerne  i valori, i veri valori, quelli del cuore. Perché tutto gira attorno  all'uomo, tutto.&lt;br /&gt;Si dice che secondo una credenza popolare il cuore  non è soltanto un organo che costituisce il centro del motore  dell'apparato circolatorio, ma anche il &lt;i&gt;primum movens&lt;/i&gt; della vita  spirituale ed affettiva. È stato proprio quel muscolo involontario a  portarcelo via, proprio quell'organo che ha tanto inneggiato ed  osannato. Scherzi della vita. Probabilmente avrebbe lasciato lo stesso  (seppur avesse in programma una trilogia su "&lt;b&gt;La divina commedia&lt;/b&gt;"),  ma d'altronde cosa doveva fare di più? Ha praticamente detto tutto ciò  che c'è da fare nella vita, tutto quello che conta davvero.&lt;br /&gt;Alla fine  dei suoi racconti ti scappa sempre via un sorriso, anche in quelli più  drammatici e tragici. Un riso nato dalla consapevolezza che se tutti  seguissero i suoi comandamenti, il mondo sarebbe a dir poco magnifico.&lt;br /&gt;Più  ci penso e più ho la certezza d'aver scritto troppo poco, d'aver  saltato moltissimi passaggi, questioni e concetti importanti. Tuttavia  ho cercato, con i miei modesti mezzi, di far trapelare quanto più  possibile il maggiore, il primario, l'essenziale dei suoi messaggi:  quello umanitario. Non posso non segnalare però, la fulgida fotografia  di &lt;i&gt;Piotr Jaxa&lt;/i&gt;, le musiche straordinarie di &lt;i&gt;Zbigniew Preisner&lt;/i&gt;  (mai fuori luogo, mai eccessive né accessorie, ma sempre essenziali, in  linea con l'incalzare delle immagini e delle emozioni sullo schermo) e  la collaborazione dell'amico-avvocato &lt;i&gt;Krzysztof Piesiewicz&lt;/i&gt;,  triade sempre fedele al regista polacco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi ritengo non fortunato, ma miracolato per aver avuto la possibilità  d'assistere a tre, quattro film inediti ed ai corti. Di questi ultimi ce  n'è uno che mi ha praticamente folgorato, "&lt;b&gt;Le teste parlanti&lt;/b&gt;":  una passeggiata tra le strade di Varsavia con annesse interviste alla  gente più comune. Giovani, donne, anziani, bambini, confessano le loro  ambizioni, i loro sogni, cosa vorrebbero dalla vita e dall'uomo. È  talmente semplice, disadorno, ma profondo, che è in grado di raggiungere  da solo l'essenza della poetica kieślowskiana.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/TBpMZYwizKI/AAAAAAAAAi4/c5dBffnlmbs/s1600/R2_White_00_05_34.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="215" src="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/TBpMZYwizKI/AAAAAAAAAi4/c5dBffnlmbs/s400/R2_White_00_05_34.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-1466071147974637490?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/1466071147974637490/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2010/06/krzysztof-kieslowski-ricordati-di.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/1466071147974637490'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/1466071147974637490'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2010/06/krzysztof-kieslowski-ricordati-di.html' title='Krzysztof Kieślowski - Ricordati di santificare l&apos;Uomo!'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/TBpL46wa_FI/AAAAAAAAAio/WRsGXaO8QP4/s72-c/Three-Colours-Redd.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-7328555889110319021</id><published>2010-04-17T15:24:00.003+02:00</published><updated>2010-06-15T23:58:47.720+02:00</updated><title type='text'>The Royal Tenenbaums (W.Anderson)</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S8m2c-INw5I/AAAAAAAAAiI/ll7daEtEp9w/s1600/vlcsnap-483854.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="167" src="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S8m2c-INw5I/AAAAAAAAAiI/ll7daEtEp9w/s400/vlcsnap-483854.png" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Il cinema è assolutamente incredibile, ci sono casi in cui il sol  pensare ad un film, mi mette di buon umore, mi fa sorridere; e  perdindirindina se questa scalmanata famiglia non mi rende raggiante.  Richie, Margot, Eli, Royal, Raleigh, Etheline, Chas, ogni singolo  componente ha un incondizionato bisogno di sentirsi un Tenenbaum,  persino Eli, semplice vicino di casa, farà di tutto pur di entrarne a  far parte, pur di sentirsene membro. C'è un'aitante e grandiosa carica  affettiva nel film di Wes, una forza di gravità che attira i suoi  personaggi verso quell'enorme ed accogliente casa in via Archer, che li  richiama a sé perché da soli, lì fuori, non resistono. Ed allora quella  dimora si trasforma in un vero e proprio rifugio, in un posto caldo,  confortante, in una specie di Eden dove finalmente i suoi inquilini si  sentono a loro agio, acclimatati, beati, esultanti.&lt;br /&gt;Mi fa sorridere  questa famiglia perché pur affrontando le traversie e le burrasche  tipiche d'ogni tetto, ognuno di loro si ritroverà sempre lì, allo stesso  posto, accanto a quel focolare. Mi fa sorridere perché persino Royal,  autentico bastardo d.o.p. , capirà dopo mille strafalcioni e peccati,  che non può fare a meno di loro. E forse è proprio quello uno dei punti  più importanti del film di Wes: aver saputo dar vita ad una lode  appassionata ed entusiasta della famiglia, nonostante i vizi, gli sbagli  e le mancanze umane. Per comprendere il ruolo imprescindibile e vitale  che hanno queste premure affettive nei confronti dei soggetti  andersoniani, basterebbe pensare al genio precoce di Richie,Margot e  Chas, appassito a causa della loro insufficienza; all'insicurezza e la  solitudine di Eli, per via della loro totale inesistenza; alla  sproporzionata e maniacale protezione di Chas nei confronti dei suoi  figli; al semplice bisogno di comprensione e di un abbraccio di Margot;  alla fuga di Richie da un amore impossibile. L'esigenza, il desiderio e  quasi l'urgenza d'entrare in qualsiasi albero genealogico, di  abbracciare, stringersi, posare la testa su una spalla di qualcuno dei  suoi componenti, sprizza fuori da ogni sequenza di questa pellicola.&amp;nbsp;  fantastico, è uno dei film più carichi di positività, di filantropia, di  fratellanza, di gioia che nasce solo dallo stare insieme, dalla ricerca  e dal bisogno del prossimo, che abbia mai visto. Come accipicchia fai a  non sorridere?&lt;br /&gt;I componimenti di Mothersbaugh, Nico da sola e con i Velvet, Lennon,  Dylan, Nick Drake, i Clash, Paul Simon, Elliot Smith, gli Stones,  Morrison, ma che colonna sonora è?&lt;br /&gt;Stra-stra-stra-bello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; line-height: 100%;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;"Ho sempre  voluto essere un Tenenbaum, lo sai."&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S8m2lX_1wMI/AAAAAAAAAiQ/v4YI4v1-yj0/s1600/vlcsnap-485599.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="167" src="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S8m2lX_1wMI/AAAAAAAAAiQ/v4YI4v1-yj0/s400/vlcsnap-485599.png" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-7328555889110319021?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/7328555889110319021/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2010/04/royal-tenenbaums-wanderson.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/7328555889110319021'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/7328555889110319021'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2010/04/royal-tenenbaums-wanderson.html' title='The Royal Tenenbaums (W.Anderson)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S8m2c-INw5I/AAAAAAAAAiI/ll7daEtEp9w/s72-c/vlcsnap-483854.png' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-980925381683459390</id><published>2010-04-16T13:10:00.005+02:00</published><updated>2011-02-28T15:51:22.471+01:00</updated><title type='text'>Solaris (A.Tarkovskij)</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S8hE-96rAzI/AAAAAAAAAh4/NeQj9wzWsYs/s1600/vlcsnap-946448.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="225" src="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S8hE-96rAzI/AAAAAAAAAh4/NeQj9wzWsYs/s400/vlcsnap-946448.png" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;C'è poco da fare, ci sono film in cui ti devi rassegnare: non puoi  spiegarne la bellezza, non puoi raccontarne il genio. Di pari passo, ci  sono cose nella vita che non possono esser comprese, non hanno una  ragione né un'interpretazione. L'uomo, però, non si è mai arreso a  quest'assioma, ha sempre voluto ( e sempre vorrà) sapere, toccare con  mano, tastare perché il semplice sentire non gli basta. Ed è così che si  perde, si allontana, vaga alla ricerca di tutte le verità, perché una  soltanto non lo &lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;soddisferebbe&lt;/span&gt;, lui vuole tutto. Quest'avidità di  &lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;comprensione&lt;/span&gt; verso tutto ciò che ci circonda ha spinto l'uomo fin oltre  le sue mura, verso luoghi arcani, sconosciuti, nell'indeterminatezza per  eccellenza: lo SPAZIO. Incapace di trovarla nella nostra dimensione, qui  l'uomo insegue la ragione &lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;dimenticandosi&lt;/span&gt; della sensazione, è affamato  di conoscere ogni suo angolo perché preferisce il sapere, al sentire,  antepone la logica scientifica, la rigorosa e matematica razionalità, a  tutto ciò che è intangibile, &lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;appartenente&lt;/span&gt; all'universo mentale,  cardiaco, spirituale. Ecco il motivo per cui ogni spedizione "Solaris"  sarà destinata a fallire, perché nasce dalla smania di conoscere il vero  assoluto che non c'è; e, ancor di più, è destinato a fallire " &lt;i&gt;l'uomo  perché&lt;/i&gt; ": metodico e cinico, spinto da un unico, megalomane ed  utopico desiderio, l'onniscienza. Non ci basta provare e basta, senza  pretendere un'aritmetica spiegazione di ciò che stiamo sentendo? Perché  voler a tutti i costi decifrare l'universo, esigendo un riscontro  &lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;inconfutabile&lt;/span&gt; per ogni cosa? Siamo per caso degli androidi costruiti per  dare risposte infallibili? Non sopportiamo l'idea di qualcosa  d'incomprensibile, di illogico, poiché abbiamo paura delle cose prive di  un perché, mistiche, non palpabili. Ci affligge il sol pensiero di un mondo  pieno di quesiti irrisolti, di accadimenti &lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;inspiegabili&lt;/span&gt;, perché  vogliamo, dobbiamo spiegarceli a tutti i costi; guai a non capirne  l'origine. Ma bisogna farlo cessare questo delirio della ragione, prima  che sia troppo tardi, prima di ritrovarci a fluttuare tutti insieme nel  cosmo, spinti da una vuota ricerca dell'infinito.&lt;br /&gt;Sentire, sentire,  sentire, non importa perché.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Capolavoro.&lt;br /&gt;Il &lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;pianosequenza&lt;/span&gt;  finale con l'abbraccio al padre e la camera che sale man mano sulla casa  fino ad evidenziare la comparsa dell'isola, m'ha fatto venire la pelle  d'oca.&lt;br /&gt;La fotografia di &lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;Vadim&lt;/span&gt; &lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;Jusov&lt;/span&gt; non ha validi aggettivi terrestri per esser  misurata, spaziale!&lt;br /&gt;Le musiche di Bach di un'inquietudine ed  un'angustia incredibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;"È un essere umano, è  reale? È vulnerabile, si può toccare? Si può ferire? Chi è?"&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;"e  tu, tu sei reale, tu?"&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;"in ogni  caso, la mia missione è compiuta. E poi? Tornare sulla terra? Un po' per  volta, tutto rientrerà nella normalità, nasceranno nuovi interessi,  nuove amicizie. Ma io non sarò in grado di dedicarmi ad essi fino in  fondo. Avrò il diritto di rinunciare anche solo ad un'immaginaria  possibilità di contatto con l'Oceano, verso il quale la mia razza cerca  di tendere un filo di &lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;comprensione&lt;/span&gt;? O devo restare qui, tra le cose che  abbiamo toccato e che ancora portano il ricordo del nostro respiro? In  nome di cosa? Nella speranza che lei ritorni? Ma io non ho più questa  speranza. Tutto quel che mi resta è attendere. Attendere cosa? Non so,  nuovi miracoli."&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S8hFQFRX9sI/AAAAAAAAAiA/Hw0JJcwe4oc/s1600/vlcsnap-943968.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="225" src="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S8hFQFRX9sI/AAAAAAAAAiA/Hw0JJcwe4oc/s400/vlcsnap-943968.png" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/2Fk94kgt5JU&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/2Fk94kgt5JU&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-980925381683459390?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/980925381683459390/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2010/04/solaris-atarkovskij.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/980925381683459390'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/980925381683459390'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2010/04/solaris-atarkovskij.html' title='Solaris (A.Tarkovskij)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S8hE-96rAzI/AAAAAAAAAh4/NeQj9wzWsYs/s72-c/vlcsnap-946448.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-1240280023146578951</id><published>2010-03-30T01:38:00.007+02:00</published><updated>2010-06-18T14:37:45.489+02:00</updated><title type='text'>Two lovers (J.Gray)</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S7E6PVq1x6I/AAAAAAAAAhU/uXucaWQfxT0/s1600/vlcsnap-913806.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="225" src="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S7E6PVq1x6I/AAAAAAAAAhU/uXucaWQfxT0/s400/vlcsnap-913806.png" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Caro Leonard, so quanto hai sofferto in passato, so che hai abbandonato e perso ogni fiducia in una parola  per te ora sovrastimata, insignificante, infida, qual è l'amore; ma adesso, in questo preciso  istante, noto che mentre guardi &lt;i&gt;Michelle&lt;/i&gt;, non puoi fare a meno d'attendere, sperare, fantasticare,  sognare, fremere, struggerti, pur di riottenerlo. È più forte di te, non ce la fai a resistere ed ora che è lì vicino, ad un passo, la intravedi, ne senti il presagio, l'odore, nonostante la paura la segui; non ci speravi più, eppure eccola lì la felicità, è a portata di mano,&lt;i&gt; &lt;/i&gt;è così  vicina, la meriti, ah quanto la meriti!&lt;br /&gt;Ecco che ricomincia tutto da capo, i tuoi dolori sono stati cancellati, i timori e le angosce rimosse, sei di nuovo pronto, catapulti per l'ennesima volta tutto te stesso in questa appassionata, quanto ossessiva ricerca. Ti stimo sai, pochi la cercano come te, pochissimi ne sono degni quanto te.&lt;br /&gt;Sei felice finalmente, lo sento, lo vedo, ed io lo sono per te. Fai pace con la vita, con tutte le creature del mondo, perché alla fine ce l'hai fatta: Michelle è lì che ti aspetta, pronta a volare via con te non importa dove. Ci pensi? Hai finalmente ciò che da sempre volevi. Niente più fantasmi, né dispiaceri, hai ottenuto finalmente ciò che ti spetta.&lt;br /&gt;Ma qualcosa va storto, non sai cosa, non riesci a spiegartelo. Forse è la vita che si fa beffe di te, che ingrata, forse il destino, che barbaro, ciò che sai è solo che ora sei in riva al mare, solo, i tuoi occhi lo fissano, si perdono non sai dove, non sai come, sai solo che la felicità t'ha dato di nuovo buca, ha annullato ancora l'appuntamento con te, l'appuntamento che hai così intensamente anelato.&lt;br /&gt;Ed ora, cosa farai?&amp;nbsp; Fingere? Be' sì, non ti resta altro che questo, andare avanti, nascondere tutto sotto un mantello e sperare in un rapido oblio. Sì lo so, è solo un'illusione, il peso dell'infelicità ti resterà attaccato addosso per sempre...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'occhio finale di Leonard, inquadrato in zoomata, esprime disillusione e disincanto più di qualsiasi parola, narra di una rinuncia, una resa, un'abdicazione al sogno di una vita, è specchio di un sacrificio: quello di arrendersi ad un'esistenza ordinaria, banale, esanime, per sempre incompleta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;"Tu piangi!"&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;"Perché sono felice." &lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S7E5_dghRII/AAAAAAAAAhM/k7PthOMjK28/s1600/vlcsnap-919024.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="225" src="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S7E5_dghRII/AAAAAAAAAhM/k7PthOMjK28/s400/vlcsnap-919024.png" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-1240280023146578951?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/1240280023146578951/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2010/03/two-lovers-jgray.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/1240280023146578951'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/1240280023146578951'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2010/03/two-lovers-jgray.html' title='Two lovers (J.Gray)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S7E6PVq1x6I/AAAAAAAAAhU/uXucaWQfxT0/s72-c/vlcsnap-913806.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-807448911096434570</id><published>2010-03-14T20:50:00.012+01:00</published><updated>2011-02-28T16:05:33.822+01:00</updated><title type='text'>Monica e il desiderio (I.Bergman)</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S508cE706NI/AAAAAAAAAfs/q5EPAMaW5ck/s1600-h/vlcsnap-354425.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="300" src="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S508cE706NI/AAAAAAAAAfs/q5EPAMaW5ck/s400/vlcsnap-354425.png" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;L'amore muore in città. Tira le cuoia non appena accede ai suoi meandri  fatti di privazioni, limitazioni, conformismo, bigottismo. Soffoca  all'interno di quelle case oberate di lavoro, occupazioni d'ogni genere e  tipo, consuetudini da onorare: c'è da occuparsi dei figli, da sbarcare  il lunario, c'è da rispettare tutta una sfilza di oneri tipicamente  borghesi. Tra questa miriade di impegni, vincoli ed incombenze, c’è ancora tempo per esso?&lt;br /&gt;Non c'è nulla da meravigliarsi se gli  amanti di Bergman - Monica &amp;amp; Harry - vivano gli unici momenti di  vera felicità, quando decidono di trascorrere le vacanze soli tra la  natura, fra un bagno nel mare limpido ed una corsa tra le verdi  praterie. Lì, lontani da tutto e da tutti, hanno vissuto i giorni più  lieti, si sono potuti esprimere davvero, in piena libertà, senza  costrizioni né doveri, senza dover badare alla reputazione né lasciarsi  travolgere dal caos cittadino. Lì, tra quelle terre selvagge, il loro  amore era una fusione di passione e sentimento, desiderio fisico e  d'animo. Laggiù, non c'era orario di lavoro che tenesse, impegno che li  separasse, amarsi era il loro impiego. Ma una volta attraccati  nuovamente nel porto cittadino, tutto è svanito di colpo, inghiottito ed  anestetizzato dalla morsa vorace della società. L'amore vero perisce  una volta varcate le sue soglie, agonizza tra i suoi infiniti obblighi,  responsabilità, gravami, ipocrisie, usanze, tra la sua frenesia. Ecco  perché gli amanti bergmaniani scappano via: fuggono momentaneamente da  quel mondo triste e freddo, compiendo un gesto che è tanto ribelle,  quanto accusatorio verso una società che l'ha completamente esautorato,  sostituito con un suo surrogato, relegato in un piccolo angolino alla  mercé di tutto il resto. I due innamorati, però, sono costretti a tornare  perché, pur odiandola, non possono fare a meno di quella città/società. Eppure, in una delle ultime sequenze, Monica s'accende una sigaretta,  aspira, fissa la camera e rimanda il suo pensiero a quei giorni allegri e  fausti tra scogli e boschi: avrebbe preferito andare avanti così, tra  stenti e miseria, pur di conservare intatta ed immutata la purezza di  quell'amore selvaggio. Ora, di quel surrogato, non sa davvero che  farsene...&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S508ywOK9OI/AAAAAAAAAf0/gcF4YiOZcGA/s1600-h/vlcsnap-361129.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="300" src="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S508ywOK9OI/AAAAAAAAAf0/gcF4YiOZcGA/s400/vlcsnap-361129.png" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;" Pensa, a quest'ora alla ditta lavorano tutti."&lt;br /&gt;" E anche nel mio  scantinato, portano ceste e ceste da pesare, ed è tutto sporco ed  umido"&lt;br /&gt;" Noi ci siamo ribellati, contro loro, contro tutti.&lt;br /&gt;"Di',  ricordi la novella che abbiamo letto? Gli amanti della foresta? "&lt;br /&gt;"Sì,  uuuu,aaaaa,eeeee"&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;Harriet Andersson divina&lt;br /&gt;Fotografia sublime&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S509CFIenYI/AAAAAAAAAgE/kB8fPl5vEEA/s1600-h/vlcsnap-357735.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S509CFIenYI/AAAAAAAAAgE/kB8fPl5vEEA/s320/vlcsnap-357735.png" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S5086gi98HI/AAAAAAAAAf8/uqYBJ7DO8eE/s1600-h/vlcsnap-353118.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S5086gi98HI/AAAAAAAAAf8/uqYBJ7DO8eE/s320/vlcsnap-353118.png" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S509S2ppt2I/AAAAAAAAAgU/e125EoQmJ6I/s1600-h/vlcsnap-374968.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S509S2ppt2I/AAAAAAAAAgU/e125EoQmJ6I/s320/vlcsnap-374968.png" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S509M19XKtI/AAAAAAAAAgM/88pwwoYgLMM/s1600-h/vlcsnap-362774.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S509M19XKtI/AAAAAAAAAgM/88pwwoYgLMM/s320/vlcsnap-362774.png" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S509n2oIphI/AAAAAAAAAgk/nfKQpyTTkOw/s1600-h/vlcsnap-358581.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S509n2oIphI/AAAAAAAAAgk/nfKQpyTTkOw/s320/vlcsnap-358581.png" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S509fTVYtXI/AAAAAAAAAgc/EnFLCkaCp38/s1600-h/vlcsnap-364113.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S509fTVYtXI/AAAAAAAAAgc/EnFLCkaCp38/s320/vlcsnap-364113.png" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S509tu6w2kI/AAAAAAAAAgs/AOp7lIxgRbo/s1600-h/vlcsnap-355994.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S509tu6w2kI/AAAAAAAAAgs/AOp7lIxgRbo/s320/vlcsnap-355994.png" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-807448911096434570?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/807448911096434570/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2010/03/monica-e-il-desiderio-ibergman.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/807448911096434570'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/807448911096434570'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2010/03/monica-e-il-desiderio-ibergman.html' title='Monica e il desiderio (I.Bergman)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S508cE706NI/AAAAAAAAAfs/q5EPAMaW5ck/s72-c/vlcsnap-354425.png' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-746465595132113321</id><published>2010-03-06T00:43:00.004+01:00</published><updated>2010-06-18T14:36:13.358+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Welcome'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lioret'/><title type='text'>Welcome (P.Lioret)</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S5GXcP9qr6I/AAAAAAAAAe0/eBTaCAzpdEY/s1600-h/welcome2c.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5445299936044953506" src="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S5GXcP9qr6I/AAAAAAAAAe0/eBTaCAzpdEY/s400/welcome2c.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 190px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella loro completa differenza di stili, tempi cinematografici, generi e temi trattati, credo che il film di Lioret abbia qualcosa in comune con "Il concerto" di Radu. C'è questa passione sfrenata, quest'abnegazione, questa dedizione che li rende incredibilmente affini. C'è questa forza umana, questo coraggio intrepido, che seppur utilizzato per cause dissimili ( Ne "il concerto" era la musica, qui è l'amore) è condiviso da entrambi. Nel film di Radu, pur di partecipare finalmente a quel concerto ed in aggiunta agli altri mille ostacoli ed escamotage, Andrei finge che la sua orchestra sia quella del Bolschoi, qui pur di raggiungere la sua ragazza(Mina), Bilal attraversa a nuoto per due volte La Manica. Questi gesti folli e passionali, sono però delle rose nel deserto: attorno alla figura di Bilal - iracheno immigrato &lt;i&gt;clandestinamente&lt;/i&gt; in Francia - non c'è altro che risentimento, livore, xenofobia, c'è la smania di pulizia e rassettamento dei governi nei confronti di questi cittadini abusivi, quasi la loro semplice presenza fosse capace di rompere l'equilibrio naturale del paese. C'è silenzio, c'è indifferenza, freddezza, insensibilità, così, in quest'arida steppa cui s'è trasformata l'odierna Francia, le bracciate di Bilal nelle acque gelide della Manica, diventano l'unico raggio di sole tra tutta quell'apatia. La Francia di Lioret è ormai sorda e monca di sentimento, completamente assorbita nel suo ruolo di "ripulitrice", risucchiata nell'ossessione della legalità. A furia di rassettare, riordinare e detergere dalle - loro presunte - "impurità", sono diventati dei mostri. Simon ed uno scarso numero di altri personaggi(compresa la moglie) sono gli unici ad avere ancora qualche residuo di umanità. Così, mentre Sarkozy infligge pene severe con chi "pecca di solidarietà" con il clandestino, ed i suoi compatrioti si fanno divorare dall'odio e dell'acredine, Bilal nuota, sguazza sbattendo quelle braccia a più non posso, con una sola meta in testa: Mina.&lt;br /&gt;Dov'è finita la Francia? L'odio la sta divorando. Se non l'ha già fatto.&lt;br /&gt;Bello,bello.&lt;br /&gt;Le bracciate di Bilal sono di una potenza emotiva pazzesca, un maremoto di vita.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-746465595132113321?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/746465595132113321/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2010/03/welcome-plioret.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/746465595132113321'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/746465595132113321'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2010/03/welcome-plioret.html' title='Welcome (P.Lioret)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S5GXcP9qr6I/AAAAAAAAAe0/eBTaCAzpdEY/s72-c/welcome2c.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-6876871311116627157</id><published>2010-03-01T13:17:00.025+01:00</published><updated>2010-06-18T14:35:14.551+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Jean-Luc Godard'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Je vous salue Marie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='godard'/><title type='text'>Je vous salue, Marie (J.L.Godard)</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S4vbND53aoI/AAAAAAAAAdo/Wo8OW3KWbeE/s1600-h/vlcsnap-297207.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5443685592040172162" src="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S4vbND53aoI/AAAAAAAAAdo/Wo8OW3KWbeE/s400/vlcsnap-297207.png" style="cursor: pointer; display: block; height: 300px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Esiste, senza alcun'ombra dubbio, un certo tipo di cinema che si sente in gabbia rinchiuso fra una recensione, un commento o una discussione verbale, che si ritrova molto più a suo agio quando lo guardi. Questo perché c'è tutta un'alchimia che si scatena quando visioni: entra in gioco la SENSAZIONE, la PERCEZIONE, esperienze filo-mistiche che una mera descrizione logica non può in alcun modo ricreare. Stesso discorso per la fede o l'amore( ho scelto le prime due cose - banali - che mi son venute in mente, tanto per render l'idea),come fai a descriverli? Come puoi farli comprendere agli altri? Bisogna per forza sentirli, provarli, saggiarli personalmente. Quindi non so in che veste parlare di fronte a "Je vous salue,Marie", è difficile trovare un atteggiamento giusto ed un modo preciso per esprimersi. È così - per l'appunto - mistico, legato all'esperienza sensoriale, che è quasi inutile star qui a razionalizzare. E forse è proprio quello che Godard desidererebbe dall'uomo: il cessare del ragionamento, della logica, del pensiero, della meditazione, del capire, tastare ad ogni costo, a favore della fede che non ha alcun bisogno d'esser toccata con mano, ma semplicemente sentita. Per Jean-Luc basterebbe quello, basta credere. Un "credere" che è ovviamente da intendersi nel senso più ampio possibile del suo termine, è assolutamente sterile impantanarsi sulla sua comune accezione religiosa, nonché estremamente sbagliato. Difatti, questa parabola cinematografica in chiave moderna sulla nascita di "Gesù", non è altro che una metafora sulla necessità della FEDE, una fede laica, sulla fiducia, anche a costo d'apparir ingenui e suonati. Tant'è vero che l'amore richiesto da Maria, non necessita del suo aspetto carnale, corporeo e lussurioso, ma unicamente di quello spirituale. Non c'è spazio per la materialità delle cose nel film di Godard, tutto è sintonizzato su frequenze trascendentali, legate all'anima e non al corpo. La castità di questa vergine,accentuata in modo volutamente smisurato, fin quasi all'inverosimile, è un chiaro invito ad un amore più candido e genuino, spoglio di qualsiasi brutalità.  Quindi potremmo parlare d' innocenza e fiducia da una parte, contro materialità e scetticismo dall'altra.&lt;br /&gt;In questo modo, mentre l'uomo cerca una spiegazione coerente e sensata in ogni dove, Godard "sponsorizza" - concedetemi il termine - l' amore (insisto con le scelte scontate, ma purtroppo è nuovamente il termine di paragone che fa più presa) puro, autentico, incontaminato, persino illogico, cieco, folle, e non importa che sia umano,ascetico, o quant'altro. Perché dobbiamo per forza toccare? Perché cercare sempre, perennemente e costantemente, un' interpretazione? Perché voler capire tutto? Perché abbiamo bisogno di vedere con i nostri occhi prima d'aver fiducia in qualcosa?&lt;br /&gt;L'uomo moderno è sempre più scettico, cinico, dubbioso, circondato da una sfera di agnosticismo - inteso sempre in senso lato - cosmico, ha smesso di amare incondizionatamente, ha smesso di credere, a furia d'aspirare alla corporeità, alla tangibilità delle cose, da soggetto è diventato oggetto. Jean-Luc invece, con "&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Je vuous salue, Marie" &lt;/span&gt;, si fa portavoce di una rinnovata fede/fiducia incondizionata, senza riserve, piena ed integrale, verso l'uomo e le sue sensazioni, emozioni,verso i suoi &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;credo&lt;/span&gt;, verso la VITA.  Esistono quindi, senza alcun dubbio, un certo tipo di cose che non hanno logica, ma solo cuore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;"Credo che lo spirito agisce sul corpo, lo trasfigura, lo copre d'un velo che lo fa apparire più bello di quanto non lo è in realtà. Cos'è dunque la carne stessa, in sé medesima? Si può guardare e provare soltanto disgusto, si può vedere ubriaca nel ruscello o morta nel sarcofago. Giacché il mondo è pieno di carne come il magazzino d'un droghiere, è pieno di candele all'inizio dell'inverno. Ma questo avviene solo dopo averne portata una da voi ed averla accesa, solo allora può offrire un po' di conforto."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;misticamente bello&lt;br /&gt;Jean, oltre alle scontatissime capacità registiche e cinematografiche, ha un'abilità pazzesca di scegliere le sue muse: Myriem Roussel è praticamente perfetta nell'incarnare il ruolo di questa odierna vergine Maria, colma di una gioia di vivere innocente e pura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S4vbTGx3l1I/AAAAAAAAAdw/kdWan-I25kk/s1600-h/vlcsnap-171194.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5443685695891150674" src="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S4vbTGx3l1I/AAAAAAAAAdw/kdWan-I25kk/s400/vlcsnap-171194.png" style="cursor: pointer; display: block; height: 300px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S4vbY98exfI/AAAAAAAAAd4/eFfsoZMmoyg/s1600-h/vlcsnap-298973.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5443685796598957554" src="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S4vbY98exfI/AAAAAAAAAd4/eFfsoZMmoyg/s400/vlcsnap-298973.png" style="cursor: pointer; display: block; height: 300px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S4vcVbU3e0I/AAAAAAAAAeI/aRGLrQ0j7aU/s1600-h/vlcsnap-375691.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5443686835278019394" src="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S4vcVbU3e0I/AAAAAAAAAeI/aRGLrQ0j7aU/s400/vlcsnap-375691.png" style="cursor: pointer; display: block; height: 300px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S4vc-l31DDI/AAAAAAAAAeY/lBn9FP7zGik/s1600-h/vlcsnap-419604.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5443687542483651634" src="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S4vc-l31DDI/AAAAAAAAAeY/lBn9FP7zGik/s400/vlcsnap-419604.png" style="cursor: pointer; display: block; height: 300px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S4vdISf-kaI/AAAAAAAAAeg/fGbQhy_Wpxo/s1600-h/vlcsnap-420075.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5443687709082030498" src="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S4vdISf-kaI/AAAAAAAAAeg/fGbQhy_Wpxo/s400/vlcsnap-420075.png" style="cursor: pointer; display: block; height: 300px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-6876871311116627157?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/6876871311116627157/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2010/03/je-vous-salue-marie-jlgodard.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/6876871311116627157'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/6876871311116627157'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2010/03/je-vous-salue-marie-jlgodard.html' title='Je vous salue, Marie (J.L.Godard)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S4vbND53aoI/AAAAAAAAAdo/Wo8OW3KWbeE/s72-c/vlcsnap-297207.png' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-7748854165552542048</id><published>2010-02-25T22:24:00.010+01:00</published><updated>2010-06-18T14:30:10.893+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Susanne Bier'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dopo il matrimonio'/><title type='text'>Dopo il matrimonio (S.Bier)</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S4b4WxDczrI/AAAAAAAAAdA/VvyJE4py4IE/s1600-h/vlcsnap-97030.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5442310269732441778" src="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S4b4WxDczrI/AAAAAAAAAdA/VvyJE4py4IE/s400/vlcsnap-97030.png" style="cursor: pointer; display: block; height: 219px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Se il cinema venisse giudicato per temi trattati, allora le classifiche di gradimento verrebbero stilate da associazioni benefiche no-profit, le quali guarderebbero il soggetto e sospirerebbero: "Uh toccante. Uh molto umano, davvero impegnativo come argomento". Magari lo inserirebbero di diritto e senza passare dal via, cioè dalla visione, nel patrimonio da preservare. Per nostra fortuna non è così, la differenza nel cinema non lo fa l'argomento che scegli, ma il linguaggio con cui decidi di comunicare. Se così non fosse allora potremmo anche chiuder bottega: s'è parlato già di tutto, s'è mostrato già tutto, s'è detto ormai ogni cosa.&lt;br /&gt;Dicono che i figli, anche da piccolissimi, riescano a percepire bene se l'amore dei genitori è sincero o meno, io dico che la priorità per un cinefilo sia quella di capire se un autore lo è, perché un film funziona solo se congiuntamente al tema, ci sono altri due elementi basilari: la schiettezza e la dimestichezza nel mostrarla, il mestiere in altre parole.&lt;br /&gt;Nel film della Bier ci sono entrambi, ed anche se - come ho già detto - la famiglia, la necessità dei legami sono temi utilizzati un giorno sì e l'altro pure, ciò che fa la differenza in "Dopo il matrimonio", è il linguaggio adottato, ciò che lo proietta fuori dalle voci del coro è questa storia di mondi agli antipodi: India e Danimarca, povertà e bisogno d'affetto dei cittadini della prima, opulenza, lusso ed insensibilità nei secondi. La Danimarca - ma un po' tutto l'Europa,  visto che la Bier attraverso la sua terra ha voluto fare un quadro generale dell'intero occidente - ha smarrito tutto, ogni traccia di fedeltà, ogni virtù, sentimento, non c'è più spazio per una vecchia ed atavica istituzione come la famiglia, è in corso un evidente nichilismo. Invece, quando la sua mdp si sofferma più verso oriente, tra l'austerità di quei luoghi, c'è un fuoco di gioia che arde in ognuno di quei bambini. Questo divario colpisce, balza all'occhio con nettezza, ma c'è anche qualcos'altro che attrae la nostra attenzione, un altro elemento che fa la differenza, ed è il ritorno, la redenzione, uno spazio nuovo ed obbligatorio che l'algida Danimarca concede al tanto bistrattato e deriso calore umano, Jorgen, Helene e Jacob ci si aggrappano con forza, consci di quanto tutto ciò gli sia mancato. E quindi c'è una magica e forte redenzione nel film di Susanne, i suoi concittadini chiederanno perdono, strisciando e pregando di poter tornare a sentire di nuovo qualcosa.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S4b4gc23eJI/AAAAAAAAAdI/A8tkkGDy2R8/s1600-h/vlcsnap-108797.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5442310436109645970" src="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S4b4gc23eJI/AAAAAAAAAdI/A8tkkGDy2R8/s400/vlcsnap-108797.png" style="cursor: pointer; display: block; height: 219px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S4b4k5gSJLI/AAAAAAAAAdQ/lZhWQmHvToc/s1600-h/vlcsnap-115807.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5442310512519029938" src="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S4b4k5gSJLI/AAAAAAAAAdQ/lZhWQmHvToc/s400/vlcsnap-115807.png" style="cursor: pointer; display: block; height: 219px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S4b5AX_YacI/AAAAAAAAAdg/Z4kFTCdXk1Y/s1600-h/vlcsnap-114687.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5442310984558995906" src="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S4b5AX_YacI/AAAAAAAAAdg/Z4kFTCdXk1Y/s400/vlcsnap-114687.png" style="cursor: pointer; display: block; height: 219px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è tanto autentico fervore umano nel film della Bier, tanta passione e zelo in quei primissimi piani, in quei dettagli, tanto bisogno di energia, vitalità. Ha mostrato un mondo frenetico,senza scrupoli, né coscienza, per poi riscattarlo e salvarlo con una genuinità immensa.&lt;br /&gt;Provo un gusto particolare quando un regista sa cogliere la realtà, le sue contraddizioni, ipocrisie, e in "Dopo il matrimonio" ce ne sono tante, per poi strizzare l'occhio alla vita, è quasi un: "nonostante tutto siamo qui, nonostante tutto abbiamo sempre bisogno di qualcuno/osa." Ed è questo ciò che per me fa la differenza: possiamo affrontare lo stesso argomento, ma se non sai essere puro, chiaro, limpido e genuino, il tuo film risulterà sempre artefatto. Il film della Bier è terso come il cristallo.&lt;br /&gt;Splendide le zoomate ed i dettagli, splendidi.&lt;br /&gt;Bravissimo ogni membro del cast, &lt;a href="http://www.imdb.com/name/nm0461746/" onclick="(new Image()).src='/rg/castlist/position-14/images/b.gif?link=/name/nm0461746/';"&gt;Sidse Babett Knudsen (Helene)&lt;/a&gt; su tutti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S4b46ww7iSI/AAAAAAAAAdY/1rs7Edv97cI/s1600-h/vlcsnap-182399.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5442310888130054434" src="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S4b46ww7iSI/AAAAAAAAAdY/1rs7Edv97cI/s400/vlcsnap-182399.png" style="cursor: pointer; display: block; height: 219px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-7748854165552542048?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/7748854165552542048/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2010/02/dopo-il-matrimonio-sbier.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/7748854165552542048'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/7748854165552542048'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2010/02/dopo-il-matrimonio-sbier.html' title='Dopo il matrimonio (S.Bier)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S4b4WxDczrI/AAAAAAAAAdA/VvyJE4py4IE/s72-c/vlcsnap-97030.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-4994292192513640420</id><published>2010-02-17T11:25:00.003+01:00</published><updated>2010-06-18T14:28:50.425+02:00</updated><title type='text'>Dancer in the dark (L.Von Trier)</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S3vEqhGZpuI/AAAAAAAAAck/BzWZq_A6zbA/s1600-h/vlcsnap-139585.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5439157209698772706" src="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S3vEqhGZpuI/AAAAAAAAAck/BzWZq_A6zbA/s400/vlcsnap-139585.png" style="cursor: pointer; display: block; height: 225px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Battere sulla tastiera emozioni non è operazione facile, questo perché prima d'indirizzare le dita verso il tasto giusto, devi un attimino trasformare in frasi di senso compiuto tutto ciò che hai sentito, che è grossomodo una sorta di sinapsi fra cuore e cervello, ed io, quando cerco (di solito è uno sproloquio e basta) scrivendo di comunicare e di condividere qualcosa, mi sento un po' come Woody quando dice che:" spesso cuore e cervello non vanno d'accordo, i miei non si salutano neanche". Ma sono qui per fare uno sforzo.&lt;br /&gt;E di sforzi ce ne vogliono tanti per far "cantare" i tasti di fronte ad un film come "Dancer in tha dark", perché non è semplice razionalizzare e ridurre in parole logiche la vita di Selma, finirei per sminuirla, ed allora meglio lasciar parlare le immagini, anzi meglio lasciar cantare lei, Selma: ragazza prossima alla cecità, con un lavoro misero e massacrante, solitaria, un po' goffa e con un figlio che purtroppo in un futuro prossimo perderà di certo anch'egli la vista. Già, un moderno quadretto deprimente vien da pensare, ma no, non ci provate nemmeno, perché tutte le avversità che tristemente avvolgono la sua vita, troveranno un muro che si erge contro di esse, una muraglia cinese - già, proprio quella che lei mai nella vita vedrà - che da frangiflutti impedirà loro di passare. La forza di Selma è incredibilmente magnifica, è stoica, imponente, il suo carisma, il suo attaccamento alla vita, il suo amore per il figlio è talmente energico da stonare, che dico, da fare a pugni se confrontato alla debolezza dei personaggi che la circondano.&lt;br /&gt;Selma è un fiume in piena impossibile da prosciugare, un uragano di joie de vivre che travolge tutto, una bomba, una bomba di vita, un... le mie frasi di senso compiuto sono terminate. Ma c'è ancora qualcosa che voglio dire. Resisto.&lt;br /&gt;Von Trier gioca di paesaggi, d'atmosfere e la scelta di attorniarla di persone fragili, senza spina dorsale, privi d'energia, esalta e sottolinea come il giallo fosforescente d'un evidenziatore, la determinazione di Selma: costante, indomita. Lei è... eroica, la sua devozione per il figlio è magnifica perché non c'è turno di lavoro troppo estenuante che la distolga dall'unico suo obiettivo: far operare il figlio Gene, permettendo quindi che i suoi occhi vedano ancora, vivano ancora. Ecco il motivo per cui reputo impossibile il "travaso" d'emozioni tra colui che batte sulla tastiera/scrive e Tizio/Caio che è lì nell'attesa d'esser invaso, perché come si può far parlare in modo adeguato questi tasti, dinanzi alle gesta d'una creatura simile? Come si può dire abbastanza di un film che sa così tanto di vita? Di una donna che amandola così follemente, vuole che il figlio la goda appieno, la veda appieno?&lt;br /&gt;Selma ormai è nel buio, quasi non vede più, quasi non ha più forze dopo l'ennesimo turno di notte, ma resiste, e resiste, e persiste, guidata da quella missione per Gene, e mentre Bill, per dei patetici problemi economici, vuole farla finita con la vita, lei pur nell'oscurità, continua a danzare.&lt;br /&gt;Il personaggio di Selma è un vero e proprio ossimoro in quella società gracile e senza fondamenta, dotato di una forza ercolina, taurina, un moto perenne, c'è vita, vita, vita, vita nella sua anima, energia, vigore, amore folle nel suo cuore. È assurdo, è praticamente assurdo ed impossibile farli cantare a dovere questi maledetti tasti(quante volte l'ho detto?), perché mi accorgo che, avendo esaurito ogni ragionevole e raziocinante vocabolo od espressione per condividere le emozioni di "Dancer in the dark", ho ancora la sensazione di non aver fatto abbastanza per quest'eroina. In effetti - forse ci penso troppo tardi, magari avrei fatto meglio a scrivere: "10,capolavoro. Vedetelo!" - non si può rendere partecipe il lettore di tanta POTENZA E GIOIA DI VIVERE, se non ha ancora osservato Selma sognare ad occhi aperti d'esser la protagonista di un musical, mentre attorno a lei incalza il buio, mentre la vita si fa sempre più dura, mentre i soldi non bastano, mentre i risparmi per l'operazione del figlio non sono abbastanza, mentre tutto sembra così oscuro. Nonostante tutto lei non cede, neanche d'un millimetro. Potrà accadere qualsiasi cosa, ma Selma danzerà sempre, sempre. Danzerà per Gene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;"Dicono che è l'ultima canzone,&lt;br /&gt;non ci conoscono vedi.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/u&gt;&lt;u&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;È l'ultima canzone solo se permettiamo che lo sia."&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;10&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;. C'ho riflettuto a lungo, ora ho la conferma che non riesco minimamente ad esser oggettivo vedendola danzare, quindi voi mi scusate se quassù non c'è nulla di sensato. C'ho provato a far 'sta benedetta sinapsi, ma non ce la faccio.&amp;nbsp; È un po' come se ti mettessero coi piedi all'aria, il sangue ti sale tutto alla testa, qui, di fronte a Selma, sale tutto al cuore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-4994292192513640420?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/4994292192513640420/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2010/02/dancer-in-dark-lvon-trier.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/4994292192513640420'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/4994292192513640420'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2010/02/dancer-in-dark-lvon-trier.html' title='Dancer in the dark (L.Von Trier)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S3vEqhGZpuI/AAAAAAAAAck/BzWZq_A6zbA/s72-c/vlcsnap-139585.png' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-7101552756067262313</id><published>2010-02-16T11:39:00.028+01:00</published><updated>2010-06-18T14:25:03.589+02:00</updated><title type='text'>Ellie Parker (S.Coffey)</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S3p3FYCGWcI/AAAAAAAAAZ0/pubpjCDsseA/s1600-h/1.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5438790434237602242" src="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S3p3FYCGWcI/AAAAAAAAAZ0/pubpjCDsseA/s400/1.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 216px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ellie Parker sembra un personaggio costruito apposta per la Watts (difatti il film nasce in realtà da una serie di corti incentrati sul carattere di Naomi): un'attrice sventurata che tenta in tutti i modi di farsi scritturare, che cerca di piacere a registi, produttori, sceneggiatori, ma in più in generale alla gente. Ellie vuole esser accolta, approvata, accettata, vuole sentirsi parte integrante del mondo, e siccome la vera se stessa non ci riesce nella vita reale, inscena decine e decine di personaggi fittizi, pensando e sperando che almeno uno di essi sia gradito ed accolto con gioia dalle persone.&lt;br /&gt;Ma purtroppo niente da fare ,nessuno la scrittura, nemmeno le pseudo-Ellie vanno bene per quel mondo là fuori, e quindi la nostra attrice finisce per non capirci più nulla: "Qual è la Ellie giusta? Troverò mai quella che piacerà alla gente? Com'è dannatamente difficile farsi accettare."&lt;br /&gt;Quindi Ellie, nonostante abbia modellato e plasmato tante versioni di se stessa secondo i canoni della società, ancora non piace. A questo punto tanto vale smetterla di fingere, finirla con la voglia d'uniformarsi e di piacere agli altri, snaturando se stessa, tanto vale esser Ellie Parker e basta, con tutte le conseguenze del caso e con buona pace dell'approvazione altrui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il film di Coffey racchiude in sé tutte le complessità e la fatica d'essere semplicemente noi stessi, soprattutto ora, nell'era del conformismo,della clonazione a catena di esseri tutti uguali. Ma in fondo è sempre esistito l'impulso a farsi accettare, ognuno ha da sempre cercato il suo spazio, e quando non lo trova, tende a cambiare, a mutare. Quando scopriamo che qualcosa in noi non va, quando comprendiamo che siamo diversi, e che il vero "IO" non viene riconosciuto ed approvato, commettiamo tutti lo stesso errore: ci trasformiamo per adattarci a ciò che vogliono, e questo solo ed esclusivamente per una cosa: per piacer loro, per sentirci apprezzati, accolti. "Ellie Parker" è l'arduo lavoro di chi fa a botte per staccare l'ambito biglietto d'appartenenza alla gente, di chi tenta in tutti i modi di non esser escluso, di chi si dimena e si dibatte per entrare nel gruppo, di chi urla: "qui ci sono anch'io".&lt;br /&gt;È dura sopravvivere interpretando unicamente te stesso, hai da sgobbare parecchio, è un lavoro sporco e scomodo, e tu guarda un po' che ci tocca fare per sentirci accettati. Buona fortuna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Watts è immensa, ha sfornato una prova "estrosamente sublime": scontenta, isterica, ispirata, incazzata, dolce, collerica, trasognata, irrequieta, smaniosa, amareggiata, paranoica, e l'uso del digitale contribuisce in maniera esponenziale a marcare le mille e più sfumature del suo volto, esalta il suo istrionismo, una marea di primi e primissimi piani riescono a catturare alla perfezione ogni sbalzo d'umore, ogni volo pindarico da un'emozione all'altra, e Coffey è bravissimo nel saperli cogliere. Assolutamente fantastica. Il film andrebbe visto anche solo per la sua prova, cucita apposta per lei, ma ne vale la pena anche come pellicola tout court: è onesta, sincera, reale, capace di mostrare con efficacia - il digitale gli calza a pennello - l'affannosa vita di chi cerca in tutti i modi di ritagliare al suo modo di pensare, di vedere la vita, l'amore, o più brevemente al suo modo d'essere, uno spazio tra la folla.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S3p6PdN5HfI/AAAAAAAAAcc/gTlSD0lLBiI/s1600-h/69636642.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5438793905962819058" src="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S3p6PdN5HfI/AAAAAAAAAcc/gTlSD0lLBiI/s400/69636642.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 162px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 300px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S3p5rcFVsOI/AAAAAAAAAcU/gW42GDRf45o/s1600-h/91171004.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5438793287183216866" src="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S3p5rcFVsOI/AAAAAAAAAcU/gW42GDRf45o/s400/91171004.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 162px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 300px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S3p5omKCvQI/AAAAAAAAAcM/TW3Ksda36AA/s1600-h/89968319.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5438793238347693314" src="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S3p5omKCvQI/AAAAAAAAAcM/TW3Ksda36AA/s400/89968319.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 162px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 300px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S3p5kCAkITI/AAAAAAAAAcE/nzKgxbikv_k/s1600-h/83458796.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5438793159924785458" src="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S3p5kCAkITI/AAAAAAAAAcE/nzKgxbikv_k/s400/83458796.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 162px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 300px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S3p5ZesuSII/AAAAAAAAAb0/0yxq35u7tNI/s1600-h/68300262.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5438792978647632002" src="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S3p5ZesuSII/AAAAAAAAAb0/0yxq35u7tNI/s400/68300262.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 162px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 300px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S3p5WMeI2YI/AAAAAAAAAbs/EVZjLPBXQtI/s1600-h/65463549.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5438792922215012738" src="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S3p5WMeI2YI/AAAAAAAAAbs/EVZjLPBXQtI/s400/65463549.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 162px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 300px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S3p5TBsIHyI/AAAAAAAAAbk/KtOhIcXhxFc/s1600-h/49632877.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5438792867781287714" src="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S3p5TBsIHyI/AAAAAAAAAbk/KtOhIcXhxFc/s400/49632877.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 162px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 300px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S3p5QYd7h4I/AAAAAAAAAbc/B5C-rho6WiU/s1600-h/56674948.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5438792822356150146" src="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S3p5QYd7h4I/AAAAAAAAAbc/B5C-rho6WiU/s400/56674948.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 162px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 300px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S3p5N4nXohI/AAAAAAAAAbU/-u2t3guIvEA/s1600-h/55915025.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5438792779446067730" src="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S3p5N4nXohI/AAAAAAAAAbU/-u2t3guIvEA/s400/55915025.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 162px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 300px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S3p5KgraLZI/AAAAAAAAAbM/DzqX3KCiGtM/s1600-h/48081542.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5438792721480953234" src="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S3p5KgraLZI/AAAAAAAAAbM/DzqX3KCiGtM/s400/48081542.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 162px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 300px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S3p5IOOnydI/AAAAAAAAAbE/gFS8nprD5to/s1600-h/38035411.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5438792682168633810" src="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S3p5IOOnydI/AAAAAAAAAbE/gFS8nprD5to/s400/38035411.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 162px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 300px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S3p6PdN5HfI/AAAAAAAAAcc/gTlSD0lLBiI/s1600-h/69636642.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5438793905962819058" src="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S3p6PdN5HfI/AAAAAAAAAcc/gTlSD0lLBiI/s400/69636642.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 162px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 300px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S3p5FBuBa8I/AAAAAAAAAa8/prMP5pOSCBA/s1600-h/29639911.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5438792627271068610" src="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S3p5FBuBa8I/AAAAAAAAAa8/prMP5pOSCBA/s400/29639911.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 162px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 300px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S3p5CQqMQ6I/AAAAAAAAAa0/lsSv4ZkufiE/s1600-h/27227654.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5438792579741926306" src="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S3p5CQqMQ6I/AAAAAAAAAa0/lsSv4ZkufiE/s400/27227654.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 162px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 300px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S3p494uL1mI/AAAAAAAAAas/mQj2dhnPsQo/s1600-h/13851421.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5438792504596747874" src="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S3p494uL1mI/AAAAAAAAAas/mQj2dhnPsQo/s400/13851421.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 162px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 300px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S3p46hPAasI/AAAAAAAAAak/zgRQMSdKrNs/s1600-h/10864765.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5438792446752352962" src="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S3p46hPAasI/AAAAAAAAAak/zgRQMSdKrNs/s400/10864765.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 162px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 300px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S3p4vUwsKeI/AAAAAAAAAaM/W_Cwi7HZayQ/s1600-h/20.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5438792254425410018" src="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S3p4vUwsKeI/AAAAAAAAAaM/W_Cwi7HZayQ/s400/20.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 162px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 300px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S3p4sZHcEoI/AAAAAAAAAaE/sC3LIc9qXm8/s1600-h/18.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5438792204054958722" src="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S3p4sZHcEoI/AAAAAAAAAaE/sC3LIc9qXm8/s400/18.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 162px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 300px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S3p4n9WrcKI/AAAAAAAAAZ8/2hVX61IeaTY/s1600-h/2.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5438792127883210914" src="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S3p4n9WrcKI/AAAAAAAAAZ8/2hVX61IeaTY/s400/2.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 162px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 300px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-7101552756067262313?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/7101552756067262313/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2010/02/ellie-parker-scoffey.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/7101552756067262313'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/7101552756067262313'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2010/02/ellie-parker-scoffey.html' title='Ellie Parker (S.Coffey)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S3p3FYCGWcI/AAAAAAAAAZ0/pubpjCDsseA/s72-c/1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-8181758655806325133</id><published>2010-02-04T16:06:00.007+01:00</published><updated>2010-06-18T14:23:03.124+02:00</updated><title type='text'>Il posto (E.Olmi)</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S2riwDq05HI/AAAAAAAAAZE/-R7do3DktY4/s1600-h/10.JPG" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5434405215622456434" src="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S2riwDq05HI/AAAAAAAAAZE/-R7do3DktY4/s400/10.JPG" style="cursor: pointer; display: block; height: 226px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Un test, due test: il primo teorico, l'altro psico-fisico. Domande, tante assurde domande. La tensione dei tuoi, l'impazienza del responso. Pare che tutta la tua vita dipenda da quell'esito, sembra che in quel momento ti giochi tutto; se fai centro sei a posto, hai un &lt;b&gt;POSTO&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;Tutto gira attorno ad esso, tutto dipende da esso e c'è talmente tanta apprensione in quella stanza (stipata di ragazzi/e, giovani dalle belle speranze) che quella risposta - idoneo o non idoneo - assume quasi le sembianze di una sentenza, di un verdetto: vivo o morto?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S2ri1XtOBmI/AAAAAAAAAZM/C78vQHBNeEg/s1600-h/Immagine.JPG" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5434405306900547170" src="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S2ri1XtOBmI/AAAAAAAAAZM/C78vQHBNeEg/s400/Immagine.JPG" style="cursor: pointer; display: block; height: 208px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 373px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Domenico&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; - quindicenne abituato alla vita di campagna - ce la fa, ora è al sicuro, un posto fisso a Milano significa mai più stenti né rinunce, la fortuna gli sorride e la vera vita sta per avere inizio. Ma gli basta il primo giorno per accorgersi di una cosa, anzi, di tante cose:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S2ri_m_pEgI/AAAAAAAAAZU/Jbhjz5WT8S4/s1600-h/4.JPG" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5434405482803040770" src="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S2ri_m_pEgI/AAAAAAAAAZU/Jbhjz5WT8S4/s400/4.JPG" style="cursor: pointer; display: block; height: 206px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 371px;" /&gt;&lt;/a&gt;Il direttore lo guarda dall'alto in basso, il collega gli arraffa il posto migliore, tutti corrono, tutti sembrano alienati, lontani, risucchiati in un mondo frenetico, meccanico.&lt;br /&gt;Tutti quegli uomini e donne, una volta varcata la soglia e timbrato il cartellino, si tramutano in qualcosa di diverso, assumono una forma diversa, acquistano un epiteto differente: impiegati, e tutto, a partire dal palazzo che li ospita, sembra d'improvviso circondato da un'aria più fredda, distaccata ed asettica.&lt;br /&gt;Domenico, abituato ai valori semplici, ai ritmi tranquilli della vita rurale, resta spiazzato e confuso di fronte all'andirivieni caotico e gelido di quella industriale. Sembra quasi che non ci sia contatto fra quelle persone, come se quel &lt;b&gt;posto&lt;/b&gt; avesse creato fra di loro distanze insormontabili, e, nel gelo di quegli spazi, ogni forma di rapporto, di calore umano fosse smarrito per sempre.Ecco perché, mentre l'industrializzazione corre avanti all'impazzata trascinando con sé la glaciale ed oberata Milano-operaia, spiccano e scintillano in quel grigiore, il tenero gioco di sguardi e la corsa mano nella mano tra il traffico e le aiuole di Domenico e Magalì, capaci di riportare quella polare città a temperature umane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S2rjJk9ydDI/AAAAAAAAAZc/JjQ4s4rbQRA/s1600-h/ecco.JPG" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5434405654057088050" src="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S2rjJk9ydDI/AAAAAAAAAZc/JjQ4s4rbQRA/s400/ecco.JPG" style="cursor: pointer; display: block; height: 112px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;Pur raccontando un'epoca, quella del boom economico, "Il posto" è un film che parla una lingua modernissima, che non passerà mai di moda perché sempre attuale: quella del LAVORO. Dirò di più, il film di Olmi è ancor più sincero, vero ed odierno di qualcun altro ben più recente, perché descrive con estrema semplicità e realismo, la sorpresa e lo sbigottimento di un giovane provinciale - avvezzo ad un tipo di lavoro, un genere ed una concezione della vita, dei rapporti fra uomini, di modi di pensare, antichi, ancorati alle tradizioni di un'Italia pre-moderna, prettamente contadina - catapultato nella scatenata e meccanica era dell'industrializzazione. Siamo oramai nel XXI secolo inoltrato, è cambiato qualcosa nella Milano olmiana? Quanta differenza c'è fra quei primi impiegati e quelli odierni? Nessuna.&lt;br /&gt;Domenico, attraverso i suoi occhi ingenui e trasognati, è testimone in prima persona di un cambiamento storico che darà vita ad un uomo diverso: alienato, inghiottito, assorbito, schiavo quasi alla mercé di quel tanto ambito LAVORO.&lt;br /&gt;Mostrando i dolci attimi di ardore fanciullesco tra il protagonista e la sua compagna, Olmi riesce a creare uno stacco, un paradosso, un ossimoro direi, che in sé racchiude tutto il leitmotiv: &lt;i&gt;convulsa e glaciale città&lt;/i&gt; contrapposta a quel &lt;i&gt;tenero primo amore&lt;/i&gt;. Lo sguardo finale di Domenico, seppur ancora sbigottito e stralunato, sa già che dovrà lottare duramente per sopravvivere in quel &lt;b&gt;"posto"&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S2rjSOry-SI/AAAAAAAAAZk/Oy3uL6eqoQo/s1600-h/1.JPG" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5434405802694867234" src="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S2rjSOry-SI/AAAAAAAAAZk/Oy3uL6eqoQo/s400/1.JPG" style="cursor: pointer; display: block; height: 223px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-8181758655806325133?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/8181758655806325133/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2010/02/il-posto-eolmi.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/8181758655806325133'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/8181758655806325133'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2010/02/il-posto-eolmi.html' title='Il posto (E.Olmi)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S2riwDq05HI/AAAAAAAAAZE/-R7do3DktY4/s72-c/10.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-5303751828656059753</id><published>2010-01-16T03:02:00.007+01:00</published><updated>2010-06-18T14:21:43.213+02:00</updated><title type='text'>The Road (J.Hillcoat)</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S1EeXzESkLI/AAAAAAAAAYU/GHlZnOK_iBo/s1600-h/THE+ROAD.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5427152420152185010" src="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S1EeXzESkLI/AAAAAAAAAYU/GHlZnOK_iBo/s400/THE+ROAD.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 218px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Si sa, portare su un telo cinematografico un romanzo è impresa assai ostica, inutile elencarne i mille motivi, come inutile è lamentarsi delle altrettanto mille delusioni che una trasposizione c'ha creato.&lt;br /&gt;Hillcoat non fa solo una trasposizione fedele dell'apolitticamente affascinante romanzo di McCarthy, non porta solo con sé gli scenari, le situazioni, i personaggi, i dialoghi, ma mantiene vivo, VIVISSIMO, il &lt;b&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;fuoco&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; che portano i suoi protagonisti. In fondo quando ci cadon le braccia di fronte ad uno sciatto adattamento, è proprio perché il fuoco, essenza del romanzo, vien bello che spento, calpestato direi.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;" Voi portate il fuoco?"&lt;/i&gt; chiede il ragazzo in una delle ultime battute, Hillcoat lo porta eccome, perché se il libro è intriso di speranza, fede, di voglia d'umanità dell'uomo - scusate il giro di parole ma spesso e volentieri questi due termini, tanto simili fra loro, sono così profondamente agli antipodi - il film lo è altrettanto, urca se lo è, e se leggendo immagini - grazie a quel benedetto dono quale è la fantasia - quest'apocalisse, questo mondo fatto di cenere e morte, questi due uomini, padre e figlio, famiglia in miniatura in un completo deserto di uomini, ora alzando gli occhi verso lo schermo, rivedi tutto come per magia, o forse come per punizione visto che quella catastrofe è opera dell'uomo.&lt;br /&gt;Che dicevamo prima? Ah sì, il fuoco, quest'elemento tanto naturale quanto primitivo è la prova che c'è ancora umanità, che esiste ancora bontà, che c'è ancora una strada da seguire, ed Hillcoat la segue, perché ricalcando quella di Cormac, riesce a creare un binomio (cinema-letteratura) dalla potenza devastante, che lo diventa ancor di più perché capace di unire due forme di linguaggio così simili, eppur così diverse.&lt;br /&gt;È una gioia assistere a questi connubi, queste fusioni perfette. &lt;b&gt;The Road&lt;/b&gt; va letto e visto tutto d'un fiato, senza perder tempo, 256 pagine le butti giù in 2 giorni, uno se non hai un cazzo da fare, e se proprio non hai un cazzo da fare non t'avanzano 111 min.? E allora via, pigia play, quella terra tormentata, arida e lugubre, tra cui però s'intravede ancora un briciolo di speranza alimentata da quel fuoco, è lì davanti a te, sarebbe un peccato spegnerlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Libro+Film&lt;/i&gt;= &lt;b&gt;&lt;u&gt;evento dell'anno&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S1Eed2QTeiI/AAAAAAAAAYc/Wa4vLbxZB1c/s1600-h/19194999.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5427152524087097890" src="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S1Eed2QTeiI/AAAAAAAAAYc/Wa4vLbxZB1c/s400/19194999.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 225px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;meravigliosa la theme di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nick Cave&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="265" width="320"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/aye_WH0txl8&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/aye_WH0txl8&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="320" height="265"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-5303751828656059753?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/5303751828656059753/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2010/01/road-jhillcoat.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/5303751828656059753'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/5303751828656059753'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2010/01/road-jhillcoat.html' title='The Road (J.Hillcoat)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S1EeXzESkLI/AAAAAAAAAYU/GHlZnOK_iBo/s72-c/THE+ROAD.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-6188535518021937060</id><published>2010-01-09T13:42:00.009+01:00</published><updated>2010-06-18T14:20:26.062+02:00</updated><title type='text'>Signore e signori (P.Germi)</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S0iN_TH1aDI/AAAAAAAAAYM/foD0w9-dvVc/s1600-h/vlcsnap-162353.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5424741869772171314" src="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S0iN_TH1aDI/AAAAAAAAAYM/foD0w9-dvVc/s400/vlcsnap-162353.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 225px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Probabilmente il cinema italico è tra quelli che meglio ha saputo raccontare la sua realtà. Non si contano i film che la ritraggono fedelmente. Quello di Germi denuncia, con la classica pungente ironia tipica del nostro cinema, l'Italia radical-chic. Radical-chic non nel senso politico del termine, ma sociale: bigotti fuori, mostri dentro. E ne sono coinvolti tutti eh, uomini, donne, giustizia, religione, un turbine di nefandezze nascoste dietro un muro d'ipocrisia ed omertà. Tutti vanno a puttane, o non importa con chi, ma l'importante è salvare le apparenze, il rispetto, la REPUTAZIONE. E cos'è stata (è) l'Italia se non questo? Naturalmente ieri - visto il perbenismo,conformismo cattolico e non, moralismo di cui era intrisa - più di oggi?&lt;br /&gt;E quant'è bello quel finale con Moschin/Osvaldo che si tappa le orecchie, stanco di quell'infido caos di persone che lo circonda e che ha portato via a lui ed all'Italia, l'unica cosa sincera, l'amore tra lui e Milena?&lt;br /&gt;Schietto, beffardo, canzonatorio e pieno di quella tipica pietanza del cinema nostrano: risate amarissime in salsa italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cast superbo&lt;br /&gt;G.Moschin una spanna sopra tutti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-6188535518021937060?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/6188535518021937060/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2010/01/signore-e-signori-buonanotte-pgermi.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/6188535518021937060'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/6188535518021937060'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2010/01/signore-e-signori-buonanotte-pgermi.html' title='Signore e signori (P.Germi)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S0iN_TH1aDI/AAAAAAAAAYM/foD0w9-dvVc/s72-c/vlcsnap-162353.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-5567499206722065649</id><published>2010-01-09T13:21:00.007+01:00</published><updated>2010-06-18T14:19:53.615+02:00</updated><title type='text'>Il marito della parrucchiera (P.Leconte)</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S0h48WvPkhI/AAAAAAAAAYE/AIKQhRPpWcA/s1600-h/193-capt2.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5424718729458979346" src="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S0h48WvPkhI/AAAAAAAAAYE/AIKQhRPpWcA/s400/193-capt2.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 173px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi piace l'idea di quest'amore, di questa passione che risale all'infanzia, mi piace la forza di quest'attrazione - sessuale, platonica, ideale - che sin da piccolo ossessionava Antoine. La parrucchiera, sogno proibito di un fanciullo già cresciuto, sogno perpetuato sino alla mezza età, coltivato ed alimentato. Antoine dopo circa 40 anni è ancora lì, ora c'è una nuova parrucchiera, ma lui ne è già innamorato, preso, ammaliato e perso com'è, nei ricordi passati. Già allora decise che ne avrebbe sposata una, già a quel tempo aveva deciso che il suo cuore sarebbe appartenuto ad una di esse.&lt;br /&gt;Il film di Leconte è sensuale, spesso fino all'estremo, ma più di tutto è passionale, una passione sfrenata, antica eppur forte, costante,inalterabile. È così che Leconte vorrebbe l'amore: non un'esitazione su di esso, non un dubbio, niente affievolimento, niente perdita passionale, niente morte del desiderio sessuale ed affettivo. Antoine è stato capace di tener fede a quel patto di sangue per anni ed anni, è riuscito a rimanere talmente attaccato,affezionato, fedele a quella romantica riminiscenza, che crea scandalo e disgusto il come possa un uomo, un cliente del negozio, dimenticare da un giorno all'altro i versi di una semplice poesia. Così, mentre Antoine ricorda, desidera, si lega, si vincola, appartiene per sempre alla/e parrucchiera/e; l'uomo dimentica, smorza il desiderio (sessuale e sentimentale), svigorisce la passione, l'ardore, tradisce. Tutto muore lì intorno tranne una cosa: la passione di Antoine per la parrucchiera.&lt;br /&gt;Nella sua semplicità di temi, luoghi, idee, obiettivi - perché in fondo il marito della parrucchiera è un film sobrio, essenziale - Leconte riesce a far emozionare perché fa vivere/rivivere dentro di noi quell'ardore mai perso di Antoine. E così vengon giù i ricordi di quand'eri bambino, neanche adolescente, la prima cotta, convinto che mai sarebbe finita... sì, mai finita perché l'intensità di quell'entusiasmo era travolgente, un vortice che travolgeva tutto, niente l'avrebbe fermato né sciupato. Che bei ricordi...&lt;br /&gt;Dov'è finita la fedeltà, dove la lealtà nel mondo dell'usa e getta?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S0h42i-bxYI/AAAAAAAAAX8/EwG2IPP313M/s1600-h/193-capt1.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5424718629664703874" src="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S0h42i-bxYI/AAAAAAAAAX8/EwG2IPP313M/s400/193-capt1.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 173px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-5567499206722065649?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/5567499206722065649/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2010/01/il-marito-della-parrucchiera-pleconte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/5567499206722065649'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/5567499206722065649'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2010/01/il-marito-della-parrucchiera-pleconte.html' title='Il marito della parrucchiera (P.Leconte)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S0h48WvPkhI/AAAAAAAAAYE/AIKQhRPpWcA/s72-c/193-capt2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-6104651414989920073</id><published>2010-01-07T12:11:00.004+01:00</published><updated>2010-06-18T14:19:02.246+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pi greco il teorema del delirio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Aronofsky'/><title type='text'>Pi greco - il teorema del delirio (D.Aronofsky)</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S0XBtuXxqUI/AAAAAAAAAX0/MCGBqYIZS1A/s1600-h/vlcsnap1001156.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5423954317523659074" src="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S0XBtuXxqUI/AAAAAAAAAX0/MCGBqYIZS1A/s400/vlcsnap1001156.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 225px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Opera prima di Aronofsky. Regia frenetica, videoclippara(ripresa poi in &lt;i&gt;Requiem for a dream&lt;/i&gt;), un b/n disturbante, convulso, che accompagna perfettamente il delirio del suo protagonista Max. Un matematico convinto che l'esistenza sia racchiusa in leggi matematiche, e che cerca da tempo immemore lo schema della vita, la VERITÀ, il suo senso. Si ridurrà ad un vegetale su una sedia a fissare nient'altro che numeri, numeri e poi ancora numeri. Pensa che la vita possa riassumersi ed essere compresa sotto forma di sequenza numerica. Accanto a lui cercano la stessa cosa mistici ebrei ortodossi, ed avidi agenti di Wall street. I primi inseguono la verità secondo Dio, gli altri quella d'un Dio leggermente diverso: alias Danaro.&lt;br /&gt;Ma non c'è cifra che tenga. L'essenza della vita non ha né schemi , né risultati. Forse non ha neanche una risposta; e guai a chi cercherà esasperatamente di trovarla. Basta cercare risposte. Viviamo...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;interessantissimo questo primo lavoro di Darren, stilisticamente ricercato ed affascinante. Perfetto nel ruolo Sean Gullette.&lt;br /&gt;ottima colonna sonora...&lt;br /&gt;bravo Darren,bravo&lt;br /&gt;trionfatore al Sundance&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-6104651414989920073?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/6104651414989920073/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2010/01/pi-greco-il-teorema-del-delirio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/6104651414989920073'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/6104651414989920073'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2010/01/pi-greco-il-teorema-del-delirio.html' title='Pi greco - il teorema del delirio (D.Aronofsky)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S0XBtuXxqUI/AAAAAAAAAX0/MCGBqYIZS1A/s72-c/vlcsnap1001156.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-1619812458891755251</id><published>2010-01-06T23:16:00.011+01:00</published><updated>2010-06-18T14:18:22.062+02:00</updated><title type='text'>Il raggio verde (E.Rohmer)</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S0UpIWW2oxI/AAAAAAAAAXs/5OxPleJ0dOg/s1600-h/il+raggio.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5423786549654758162" src="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S0UpIWW2oxI/AAAAAAAAAXs/5OxPleJ0dOg/s400/il+raggio.png" style="cursor: pointer; display: block; height: 223px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 349px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si sente parlare spesso del bisogno d'amicizia, di legami, di "far gruppo", di socializzare. È un trantran continuo, qua e là ci son sempre riferimenti al desiderio di star insieme, alla NECESSITÀ di star insieme. La felicità è un dovere sociale, prima che un'esigenza personale, ed onestamente non ho mai visto nessuno esserlo da solo.  Tutti te lo ricordano: la tv, un film, un libro, la gente. E ne hanno ben donde. Hanno più che ragione. Non credo ad un mondo fatto di uomini e donne ognuno per cazzi suoi, m'inquieta la sol idea. Ma spesso non è una propria colpa, noi non ne siamo responsabili, non è misantropia e nemmeno voglia di stare soli, è semplicemente la vita che ti mette da parte, e forse ancor di più la differenza tra te e gli altri: gusti diversi, caratteri opposti, passioni differenti, ciò che entusiasma loro, annoia te e viceversa. E quindi è come essere lì e non esserlo, desiderare queste "unioni", questo calore, ma non saperlo acchiappare. Delphine infatti tiene le distanze per due motivi: uno perché ha paura di scottarsi, due perché sente d'esser parecchio difforme dagli altri. Delphine è sola. Ma come dicevo non  è una solitudine voluta, cercata, non è una scelta di vita, è solo incomprensione, è solo un insieme di aspetti che la tiene lontana dal gruppo, che la rende estranea ad essi. Non la capiscono e lei non capisce loro. Forse cercano tutti la stessa cosa (felicità?) ma a differenza degli altri lei non sa spiegarsi, non riesce a capire come si fa per raggiungerla e probabilmente non ha neanche voglia di farlo.  Non attende certo che un miracolo le apra le porte del paradiso, ma preferisce guardare, aspettare... e quanta attesa c'è nella vita di Delphine, infinita, lenta, costante, la porta con sé anche in quei viaggetti d'estate. Ma a furia d'attendere quel "qualcosa" che non arriva, l'ansia e l'inquietudine prendono il sopravvento, e così Delphine, costatando il divario immenso che c'è fra lei e la gente che di volta in volta conosce,  sballotta se stessa da una città all'altra senza trovar pace. Sembra quasi aver perso la speranza, il mondo attorno a lei diventa man mano più grigio e plumbeo, più triste, quella capacità di restare immobile ed aspettare è ormai svanita, persa, andata. Nei suoi continui e ripetuti voli pindarici di idee, luoghi ed umori, sembra essere entrata a far parte di quel gruppo di persone chiamate fantasmi, esseri che ci sono e non ci sono, che hanno perso la speranza ed abbruttito lo spirito. Che sia in campagna, montagna o sulla battigia, Delphine passeggia sempre assorta nei pensieri, nell'incubo di una vita destinata all'isolamento, all'incomunicabilità ed all'infelicità. Ma di ritorno da una di quelle passeggiate solitarie, ascolta una storia, sente un gruppo di anziani discutere di un libro, IL RAGGIO VERDE, di un'eroina, un'eroina in attesa; sì, proprio come lei. Questa donna attende un evento straordinario, un raggio, verde, l'ultimo emanato dal sole prima del definitivo tramonto e che solo in rari casi si mostra. Una sorta di miracolo insomma. Così, l'ermetica, oscura, diversa, stramba Delphine, sente affiorare sulla pelle una sensazione che sembrava ormai svanita: un calore, uno slancio di vitalità, uno spiraglio di speranza. La fiducia, D. aveva smarrito la fiducia, la fede che prima o poi quel "qualcosa" l'avrebbe trovato. Ma per fortuna quella conversazione rubata a quegli affabili vecchietti l'ha risvegliata, D. è lì, fissa il sole al tramonto, sicura che prima o poi quel verde verrà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi piace da morire il modo in cui Rohmer ha raccontato l'anormalità di Delphine, quello in cui l'ha resa inquieta, distante, assettata di cose che ogni essere dotato di cuore desidera - amicizia, comprensione, amore, divertimento - ed allo stesso tempo incapace, inetta, disadattata. Ci sono molti film che parlano d'incomunicabilità, a me vengono sempre in mente le "Moniche" di Antonioni. Lo so, l'avrò citate milioni di volte, ma non ci posso far niente, incarnano alla perfezione quel vagare in modo sbandato, disorientato e costante dell'animo, quell'infelicità ed insoddisfazione perenne. Oppure mi balza in mente la Karina di "Vivre sa vie", il Mastroianni di "8 e mezzo". Con queste analogie voglio dire che "Il raggio verde" di Rohmer s'avvicina molto a questi personaggi da me tanto amati, la storia di Delphine è tanto fuori dal comune quanto vera, tanto triste quanto incredibilmente carica di speranza.&lt;br /&gt;Perfetta la prova di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Marie Rivière&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S0UpA2KGVFI/AAAAAAAAAXk/feFqyh6qAe4/s1600-h/il+raggio+2.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5423786420752241746" src="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S0UpA2KGVFI/AAAAAAAAAXk/feFqyh6qAe4/s400/il+raggio+2.png" style="cursor: pointer; display: block; height: 220px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 347px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-1619812458891755251?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/1619812458891755251/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2010/01/il-raggio-verde-erohmer.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/1619812458891755251'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/1619812458891755251'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2010/01/il-raggio-verde-erohmer.html' title='Il raggio verde (E.Rohmer)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/S0UpIWW2oxI/AAAAAAAAAXs/5OxPleJ0dOg/s72-c/il+raggio.png' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-5582453490250575938</id><published>2009-12-19T11:02:00.029+01:00</published><updated>2010-06-18T14:16:38.498+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Le conseguenze dell&apos;amore'/><title type='text'>Le conseguenze dell'amore (P.Sorrentino)</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sy6j_8tERbI/AAAAAAAAAXM/USs-O3Irdd8/s1600-h/vlcsnap-401915.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5417447720795522482" src="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sy6j_8tERbI/AAAAAAAAAXM/USs-O3Irdd8/s400/vlcsnap-401915.png" style="cursor: pointer; display: block; height: 168px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;"La cosa peggiore che può capitare ad un uomo che trascorre molto tempo da solo, è quella di non avere immaginazione. La vita, già di per sé noiosa e ripetitiva, diventa in mancanza di fantasia uno spettacolo mortale"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella vita esistono due categorie di persone: la prima conta un numero minimale di esse, estremamente esiguo, di nicchia, quasi inesistente, a me piace chiamarla "&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;dei LEONI&lt;/span&gt;". Sono esseri energici, vitali, che seppur li confini in spazi ristretti, angusti, dall'aria malsana, si ribelleranno sempre con ferocia a quelle lugubri prigioni. Loro desiderano sempre spazi nuovi, emozioni/esperienze diverse, affrontano il mondo con vigore,con una luce speciale negli occhi, lo mangiano a morsi voraci ed insaziabili. Alla seconda appartengono tutti gli altri, uno sciame immenso, "&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;i più&lt;/span&gt;" , piatti, ordinari e con vite incolore. Inutile scomodare il fato, ci pensano loro ad auto-rinchiudersi  in quelle gabbie. D'altronde è il massimo a cui possono ambire, essendo dotati di una mente grezza ed un cuore povero.&lt;br /&gt;Tra queste due tipologie di essere umani c'è una netta differenza: i primi hanno una fervida immaginazione, e se anche la vita/destino decidesse un giorno di rinchiuderli in gattabuia, porre loro ostacoli di qualsiasi genere, conserveranno sempre l'indole alla fantasia, al sogno, al volere tutto, al desiderare tutto; hanno sete/fame di vita; i secondi, pur privi d'ogni freno o catena, hanno come habitat naturale un vano stretto e ridotto,in cui trascorrono un'esistenza frivola, vuota ed insipida.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Titta di Girolamo&lt;/span&gt; si guarda attorno, osserva il viavai di ospiti dell'albergo, e trae una conclusione: i leoni sono una razza in estinzione.&lt;br /&gt;La quasi totalità di quegli uomini e donne che soggiornano lì, che prendono un tè, che conversano fra di loro, sono superficiali, insulsi, assolutamente privi di fantasia, di allegria, sono persone materiali, fatue,NOIOSE. Sì, ecco, tremendamente noiose è la parola giusta.&lt;br /&gt;Non c'è vita, non c'è mordente, non c'è brio, quegli inquilini sono così tristemente grigi, limitati. La loro più grande condanna è proprio quella: essere limitati, individui che oltre le loro "celle" non possono andare, sono incollati ed incapaci di staccarsene, non sanno volare.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Titta&lt;/span&gt; è rinchiuso lì dentro, imprigionato, costretto - da forze esterne incontrastabili - a fare una vita monotona, stupida, di solito trascorsa su un divanetto da dove può osservare tutto, e non c'è giorno in cui non chieda a se stesso: "Perché? Perché la gente ha tutto, è libera di fare tutto, e si limita? Come fanno a sentirsi appagati in vite così vacue? A respirare in spazi così ristretti, non soffocano? Non sentono il bisogno d'aria nuova, fresca, salubre e briosa? Che meschini."&lt;br /&gt;Soffre d'insonnia Titta, e forse è proprio il desiderio di vivere, di scoprire, di provare emozioni forti ad impedirgli il riposo. Non dorme già abbastanza quell'anima chiusa a chiave fra quattro mura? Così, quel corpo murato in uno scafandro, evita il sonno perché smanioso di spiccare il volo.&lt;br /&gt;La gente invece dorme beatamente, poltrisce nella mediocrità, mette in standby ogni parte di sé che ha capacità emozionali. E ci sta bene, s'accontenta. Insomma sopravvive, non vive mica.&lt;br /&gt;Ma in quelle uggiose ed identiche giornate, in quei pomeriggi passati ad immaginare e bramare un sussulto di vita, una traccia di trepidazione, un barlume di turbamento, di per sé preclusi in quella tetra hall, Titta con sua enorme sorpresa e gioia, scopre che oltre a lui, ci sono altri 3 esseri appartenenti a quella specie in estinzione: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sofia&lt;/span&gt; e gli &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ex proprietari dell'albergo&lt;/span&gt;: costretti da una bancarotta ad accontentarsi di una delle camere che in passato appartenevano proprio a loro.&lt;br /&gt;Quella coppia lo incuriosisce, pizzica la sua fantasia al punto da auscultare, con l'aiuto d'uno stetoscopio appoggiato alla porta adiacente alla sua camera, le conversazioni fra i due coniugi. Saranno dialoghi incredibili, di una forza devastante. Questi anziani sposi, ormai alle soglie delle loro vite, hanno una grinta indescrivibile, un entusiasmo fanciullesco, un amore reciproco stupefacente, un cumulo immenso di gioia, felicità, letizia, che certo non s'addice a quella vita tediosa e chiusa in una bara. In quel mondo misero e piccolo, deanimato e banale, quei due personaggi stonano:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;"- Io non posso aspettare la morte in albergo, io voglio fare qualcosa di spettacolare, qualunque cosa. La mia vita, la mia vita è stata SPETTACOLARE.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;- Ma lo spettacolo è finito, e tu ti devi rassegnare Carlo. Siamo vecchi, moriremo qua dentro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;Se morirai prima tu, io ti seguirò subito dopo per il crepacuore... e viceversa."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sy6kPTa2BpI/AAAAAAAAAXU/KhT67jtBkYM/s1600-h/vlcsnap-414296.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5417447984591144594" src="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sy6kPTa2BpI/AAAAAAAAAXU/KhT67jtBkYM/s400/vlcsnap-414296.png" style="cursor: pointer; display: block; height: 168px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Conversazioni come questa, stracolme di passione e trasporto, gli risveglieranno il cuore, sopito e sedato da quelle giornate cupe, plumbee e monotone. Senza accorgersene Titta era diventato come i &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;più&lt;/span&gt;: superficiale, senza verve e spaventosamente scontento, pronto ad esser scaraventato nel loro funereo limbo&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;. Ma ora basta grigiore, basta tristezza, basta sopravvivere, lui va, c'aveva pensato milioni di volte, l'aveva desiderato, voluto, ma non ne aveva avuto mai il coraggio, sta di fatto che ora va, si alza da quel divanetto e s'accomoda di fronte a Sofia:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;"Forse sedermi su questo bancone è la cosa più pericolosa che ho fatto in tutta la mia vita"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il suo cuore comincia a galoppare veloce, sempre di più, sempre di più, gli occhi gli luccicano, l'anima, intorpidita ed assonnata, si ridesta. Titta torna a vivere, quel misto d'affetto, attrazione, tenerezza - celato per lungo tempo - che prova per Sofia, defibrilla finalmente il suo cuore, rimette in vita quel leone dormiente. Ma niente paura Titta, avevi solo dimenticato &lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;le conseguenze dell'amore&lt;/span&gt;...&lt;br /&gt;Ciò che però non ha dimenticato il nostro amico, è tutto quello che hanno fatto per lui quei senili innamorati, quegli sposini invecchiati solo nell'età. Ecco il perché di quel &lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;regalo&lt;/span&gt; finale, ecco il perché di quel dono generoso: Titta, grato,raggiante e felice d'esser rinato assistendo alla vita poetica di quegli eterni amanti, sacrificherà se stesso liberando quegli amabili coniugi. Consegnerà loro la chiave d'uscita da quel mesto albergo, come a dire " &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Eccoli là, li vedete? Sono loro il vostro modello. Guardate ed imitate, guardate ed imitate&lt;/span&gt;! "&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Regia perfetta&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Toni Servillo da incorniciare&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Musiche fantastiche&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 180%;"&gt;Meraviglioso &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sy6kmZT7CfI/AAAAAAAAAXc/Re95Zgd9oNY/s1600-h/vlcsnap-397266.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5417448381309716978" src="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sy6kmZT7CfI/AAAAAAAAAXc/Re95Zgd9oNY/s400/vlcsnap-397266.png" style="cursor: pointer; display: block; height: 168px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-5582453490250575938?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/5582453490250575938/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/12/la-cosa-peggiore-che-puo-capitare-ad-un.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/5582453490250575938'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/5582453490250575938'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/12/la-cosa-peggiore-che-puo-capitare-ad-un.html' title='Le conseguenze dell&apos;amore (P.Sorrentino)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sy6j_8tERbI/AAAAAAAAAXM/USs-O3Irdd8/s72-c/vlcsnap-401915.png' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-5256480571347403777</id><published>2009-12-18T01:37:00.006+01:00</published><updated>2010-06-18T14:14:30.553+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La 25a ora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la venticinquesima ora'/><title type='text'>La 25a ora (S.Lee)</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SyrPLGt0aaI/AAAAAAAAAW8/1aeNLkWTnFk/s1600-h/vlcsnap-2261409.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5416369291554744738" src="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SyrPLGt0aaI/AAAAAAAAAW8/1aeNLkWTnFk/s400/vlcsnap-2261409.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 170px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Pare calzi a pennello questo principio della dinamica newtoniana all'uomo ed ai suoi sbagli, difatti li paga tutti, dal primo all'ultimo, nessuno escluso.&lt;br /&gt;In realtà dopo averli commessi vorrebbe arrestarla quella reazione, bloccarne il flusso, tornare indietro e non aver mai sbagliato, vorrebbe rimediare, prega perché ciò non sia mai successo. "&lt;i&gt;Ah, che testa di cazzo sono stato&lt;/i&gt;", tipica frase umana post errore.&lt;br /&gt;Ma è così sterile e vano questo discorso, dovevi pensarci prima, ora non puoi far altro che pagarne le conseguenze.&lt;br /&gt;Spike e gli errori, Spike e la voglia d'aver fatto qualcosa in più, di balzare nel tempo e non aver agito così avventatamente, di auto-sostituirsi con un flash-back e &lt;b&gt;fare la cosa giusta&lt;/b&gt;. La cosa giusta, proprio ciò che si ripete &lt;b&gt;Monty &lt;/b&gt; in auto, ma è facile ora che sta per andare in carcere sapere qual è. Ma prima, perché non c'ha riflettuto prima?&lt;br /&gt;Rimorsi, senso di colpa, questo è l'uomo post cosa sbagliata, un turbine di tormenti, pentimenti, rimpianti di una vita che avrebbe potuto esser migliore, una miriade di se, di sé stessi immaginari che cercano di mettere a posto le cose. Ora è inutile, è tardi, quel flusso naturale non lo puoi fermare. E forse è meglio così, la reazione/lezione è servita, nonostante tutto i 7 anni di carcere per Monty prima o poi passeranno, ed allora non ci saranno più sbagli, no niente più errori, ora sa qual è la cosa giusta!&lt;br /&gt;Fa maledettamente riflettere &lt;i&gt;la venticinquesima ora&lt;/i&gt; di Lee, quel giro d'orologio in più che tutti vorremmo, un'ora in più per aver più tempo, per sistemare tutto, per avere un'altra chance. Purtroppo non esiste, eppure potrebbe nelle nostre menti, un'ora fantastica, onirica, dove l'uomo medita, pensa, pensa, pensa, fino a capire finalmente qual è la scelta giusta.&lt;br /&gt;Quello di Spike è un elogio al pensiero, alla riflessione, alla maturazione. L'uomo deve ponderare di più, a che serve farlo dopo? A che serve piangere sul latte versato? Niente scuse né colpevoli, gli unici responsabili della nostra vita siamo noi. Pensiamo!&lt;br /&gt;&lt;i&gt;La 25a ora&lt;/i&gt; ha tutto: sceneggiatura, regia perfetta, fotografia eccelsa, dialoghi, colonna sonora. Vogliamo parlare della scena in discoteca? Del dialogo allo specchio? Del triste ground zero? Di quei ripetuti abbracci in angolazioni diverse?&lt;br /&gt;Uno dei migliori film della decade. Siamo dalle parti del capolavoro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-5256480571347403777?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/5256480571347403777/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/12/la-25a-ora-slee.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/5256480571347403777'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/5256480571347403777'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/12/la-25a-ora-slee.html' title='La 25a ora (S.Lee)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SyrPLGt0aaI/AAAAAAAAAW8/1aeNLkWTnFk/s72-c/vlcsnap-2261409.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-930836222499463266</id><published>2009-12-17T15:17:00.007+01:00</published><updated>2010-06-18T14:13:37.249+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bogdanovich'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='L&apos;ultimo spettacolo'/><title type='text'>L'ultimo spettacolo (P.Bogdanovich)</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Syo-DEhUIrI/AAAAAAAAAW0/agYI68_0kUc/s1600-h/vlcsnap-1869867.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5416209724340445874" src="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Syo-DEhUIrI/AAAAAAAAAW0/agYI68_0kUc/s400/vlcsnap-1869867.png" style="cursor: pointer; display: block; height: 225px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come il vuoto che si dipana allo schianto di una bomba, così i personaggi americani di Bogdanovich vivono le loro vite, nel nulla. Hanno smarrito la bussola del cuore, il senso del vero, rincorrono il peccato più grande: quello dell'amore fatuo. È  tutto un susseguirsi di errori, di scelte sbagliate, fatte da giovani e pagate ora da adulti. Scelte d'amore. Amore? Dov'è l'amore in questi pseudo-matrimoni? Organizzati e pianificati alla bell'e meglio?&lt;br /&gt;Non c'era criterio in quelle "scelte": diventavi &lt;i&gt;marito&lt;/i&gt; o &lt;i&gt;moglie &lt;/i&gt; per convenienza, per fretta, per paura di restar sola/o, per desiderio d'assomigliare agli altri, ma mai ascoltando il cuore, mai. Quindi dov'è l'amore?&lt;br /&gt;L'America di Bogdanovich è quella degli scontenti, delle casalinghe frustrate e disilluse, dei mariti menefreghisti e disinteressati che non hanno neanche il tempo d'accompagnare le rispettive consorti dal medico, dove ognuno sta per fatti suoi, vicini eppure miglia e miglia distanti, ciascuno nel proprio eremo. Dov'è la comunicazione, o il semplice piacere di starsene in silenzio l'uno accanto all'altro?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"a questa squadra mancano le fondamenta" &lt;/span&gt;sentenzia un uomo in una delle ultime battute. Già, proprio vero, mancavano le basi, mancava il cuore a quelle coppie, e per la sua assenza ora pagano con l'infelicità, la solitudine, con i rimorsi, con il desiderio di tornare indietro.&lt;br /&gt;La bomba di cui parlavo ha lasciato un vuoto da qualche parte, ora riesco a vederlo, ha sventrato ed inaridito l'uguaglianza &lt;b&gt;Unione=Amore&lt;/b&gt;, trasformandola in un tutt'uno, &lt;b&gt;Matrimonio&lt;/b&gt;: istituzione nata per sancire, sottolineare, marcare, dar risalto a quel legame di felicità, ma che è divenuto solo un guscio, una barriera sotto cui questi uomini e donne cercano riparo dalla realtà vivendo nell'inganno, facendosi scudo con esso, ponendolo come facciata. Ma si sa, di facciate non ce n'è solo una, si fa presta a girarla ed a scoprire la verità. Verità che non c'è alcuna speranza di trovare felicità in quel vuoto completo; d'altronde cosa vuoi trovare in un mare di bugie?&lt;br /&gt;L'unico puro era &lt;i&gt;&lt;b&gt;Sam the Lion&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;, l'unico che non s'è sporcato in quel bagno di menzogne. Amava una ragazza, erano perfetti, si completavano, ma non se ne fece nulla, lei s'era già sposata, s'era già legata a quel vincolo di pura ipocrisia.&lt;br /&gt;Bogdanovich ritrae l'America di ieri - che ahimè, seppur in minor misura si sposa benissimo anche in quella di oggi - conformista, ligia ad un obbligo, ad un dovere, ad un vocabolo creato apposta per l'amore, ma divenuto la sua tomba, che ha istituito solo una cosa: l'infelicità. Lì vagheranno i suoi personaggi tormentanti e scontenti, nel vortice di un ciclone che ha spazzato via ogni residuo d'innocenza, di purezza. Sam è morto e con lui l'amore, ora ne stanno dando l'ultimo spettacolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;cast spettacolo:&lt;br /&gt;dalla splendida &lt;b&gt;Cibyll Sheperd&lt;/b&gt;, ad un giovanissimo &lt;b&gt;Jeff Bridges &lt;/b&gt;, dalla meravigliosa prova di &lt;b&gt;Cloris Leachman&lt;/b&gt; - giustamente premiata con l'oscar - alla trasognata &lt;b&gt;Ellen Burstyn&lt;/b&gt;? Ma soprattutto al fenomenale &lt;b&gt;Ben Johnson &lt;/b&gt;the Lion, era il minimo l'oscar. Ora ho una voglia incredibile di leggere il romanzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Syo9_KWaz6I/AAAAAAAAAWs/bDzDXaQrQvo/s1600-h/vlcsnap-1207009.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5416209657185882018" src="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Syo9_KWaz6I/AAAAAAAAAWs/bDzDXaQrQvo/s400/vlcsnap-1207009.png" style="cursor: pointer; display: block; height: 225px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-930836222499463266?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/930836222499463266/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/12/lultimo-spettacolo-pbogdanovich.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/930836222499463266'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/930836222499463266'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/12/lultimo-spettacolo-pbogdanovich.html' title='L&apos;ultimo spettacolo (P.Bogdanovich)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Syo-DEhUIrI/AAAAAAAAAW0/agYI68_0kUc/s72-c/vlcsnap-1869867.png' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-333119796577521512</id><published>2009-12-12T12:19:00.012+01:00</published><updated>2010-06-18T14:11:36.557+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='L&apos;uomo che scambiò sua moglie per un cappello'/><title type='text'>L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello (O.Sacks)</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SyU3yTXOpGI/AAAAAAAAAWc/WyWOK_-C9Wo/s1600-h/sacks.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5414795464313578594" src="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SyU3yTXOpGI/AAAAAAAAAWc/WyWOK_-C9Wo/s400/sacks.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 307px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Mi sono sempre limitato a dire la mia su un film, non avevo mai pensato di farlo per un libro. Non perché i libri letti in passato non lo meritassero, anzi, ma per il semplice fatto che questo: "&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello&lt;/span&gt;", me l'ha in un certo senso imposto, m'ha obbligato a parlarne, tanto il fascino che ha esercitato su di me. Parte come un folto agglomerato di casi neurologici presentatisi man mano nella vita di questo professor &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sacks&lt;/span&gt;, evolvendosi in qualcosa di ben più che romanzesco, toccando corde, temi, aspetti della vita, dell'uomo, che solo un libro perfetto può fare. Ogni paziente una stranezza, ogni stranezza un esempio di come è stramba la vita e la mente umana: un uomo che cammina arcuato su un lato stile torre di Pisa e non lo sa; un altro che dimentica tutto nel giro di pochi secondi; un altro ancora che non dimentica nulla; una donna sorda che sente della musica che proviene dalla sua testa; una bambina autistica che dipinge da Dio; un ragazzo affetto da sindrome di Tourette(tic continui) geniale nel ping-pong; un aspirante medico tossicomane che un giorno sogna d'essere un cane. Queste sono solo un numero limitatissimo di stravaganze che il dott. Sacks ha conosciuto ed analizzato, anomalie del nostro cervello perlopiù sconosciute, a volte snobbate, altre poco approfondite per superficialità, per mancanza di interesse, etichettate alla bell'e meglio come "pazzie", o "eccentricità" senza speranza. Alcuni casi sono davvero incurabili, il professore non ce lo nasconde affatto, ma il punto non è questo, ma che ognuno di questi  esempi d'uomo e donna "originali" ,ogni stramberia, ogni personaggio "folle" ,a suo modo riesce a trasformare quel difetto in valore, quella insufficienza in qualità. E tutto ciò non è fantastico? Non dimostra quanto incredibile sia la forza umana?&lt;br /&gt;Certo, non tutti riusciranno in quest'impresa, a volte c'è ben poco da fare, ma la stragrande maggioranza di queste signore e signori strampalati, con una tenacia, una costanza, un accanimento/attaccamento alla vita fenomenali, riusciranno a compiere un personale miracolo. La neurologia è una scienza in continua evoluzione, che come tutte le altre ha una teoria, dei libri da cui apprenderla, ma credete sia possibile racchiudere la sconfinata, sfaccettata, multiforme mente umana, negli spazi angusti di un libro? Certo che no. Solo conoscendo quegli esserini bislacchi il dott. Sacks migliorerà la sua conoscenza, di caso in caso, sempre nuovi, sempre diversi, un'astrusità dopo l'altra, ma tutte con un unico comune denominatore: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;l'inesauribile risorsa umana&lt;/span&gt;. È  incredibile come ciascuno di questi pazienti affetti da un handicap qualsiasi, riesca se non a superarlo, a limitarlo, fino a volgerlo a suo favore, a farlo divenire un vantaggio. Da intralcio ad utilità, da ostacolo a privilegio, la fermezza di queste persone non molla di un centimetro. Una natura che prima ci toglie e poi rigenerandosi dentro di noi c'invita a colmare o ad accettare quel vuoto, quella manchevolezza, come &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ray dai mille tic&lt;/span&gt;, che pur conscio di quanto gli abbiano complicato la vita, evita di assumere farmaci 1-2 giorni la settimana per sentirsi se stesso, per convivere con la sua vera natura; senza di essa come sarebbe un campione di ping-pong? O come la sorda signora &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;O.C.&lt;/span&gt; che non vuol assolutamente spegnere quelle musichette nella testa che le ricordano così tanto l'infanzia perduta. Ed il ragazzo che crede d'essere un cane? Ora è cresciuto, è un collega del dott. Sacks, ma vorrebbe tanto tornare indietro e sentirsi di nuovo un quadrupede: &lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;"Quel mondo olfattivo, quel mondo così fragrante, così vivido e reale. Era come un altro mondo, di pura percezione, ricco, vivo, autosufficiente e pieno. Cosa darei per poter ritornare ogni tanto ad essere un cane"&lt;/span&gt;. Chi vorrebbe essere un cane? Nessuno, eppure nella sua singolarità ha qualcosa di speciale, ognuno di questi piccoli racconti ha qualcosa di straordinario, di magico e di incredibilmente fervido. L'uomo ha una capacità d'adattamento che neanche immagina, dei rimedi, delle doti nascoste illimitate; in questo libro ci sono tutte. Com'è &lt;span style="color: red; font-style: italic;"&gt;eccentricamente&lt;/span&gt; bella la vita.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-333119796577521512?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/333119796577521512/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/12/luomo-che-scambio-sua-moglie-per-un.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/333119796577521512'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/333119796577521512'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/12/luomo-che-scambio-sua-moglie-per-un.html' title='L&apos;uomo che scambiò sua moglie per un cappello (O.Sacks)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SyU3yTXOpGI/AAAAAAAAAWc/WyWOK_-C9Wo/s72-c/sacks.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-6053060988502724409</id><published>2009-12-09T10:34:00.021+01:00</published><updated>2009-12-09T10:46:05.357+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Irene Jacob'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la doppia vita di veronica'/><title type='text'>La doppia vita della Jacob</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sx9xNBb73tI/AAAAAAAAAWU/G_n6GV8c72g/s1600-h/vlcsnap-1172580.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sx9xNBb73tI/AAAAAAAAAWU/G_n6GV8c72g/s400/vlcsnap-1172580.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5413169745660468946" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sx9xJRBigUI/AAAAAAAAAWM/aE5aRJ-INiY/s1600-h/vlcsnap-749595.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sx9xJRBigUI/AAAAAAAAAWM/aE5aRJ-INiY/s400/vlcsnap-749595.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5413169681125245250" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sx9xEHp8d4I/AAAAAAAAAWE/5-x5Mc1EtS4/s1600-h/vlcsnap-748797.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sx9xEHp8d4I/AAAAAAAAAWE/5-x5Mc1EtS4/s400/vlcsnap-748797.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5413169592711018370" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sx9xACV-oTI/AAAAAAAAAV8/qnWeRm2XJHw/s1600-h/vlcsnap-748155.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sx9xACV-oTI/AAAAAAAAAV8/qnWeRm2XJHw/s400/vlcsnap-748155.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5413169522565620018" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sx9w8Z4YeaI/AAAAAAAAAV0/ThPna-6U5Yg/s1600-h/vlcsnap-747311.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sx9w8Z4YeaI/AAAAAAAAAV0/ThPna-6U5Yg/s400/vlcsnap-747311.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5413169460164458914" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sx9w36eA9II/AAAAAAAAAVs/aCJClv0xkI4/s1600-h/vlcsnap-745861.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sx9w36eA9II/AAAAAAAAAVs/aCJClv0xkI4/s400/vlcsnap-745861.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5413169383012889730" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sx9wwHTWpeI/AAAAAAAAAVk/C7jGFM3uwMQ/s1600-h/vlcsnap-744720.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sx9wwHTWpeI/AAAAAAAAAVk/C7jGFM3uwMQ/s400/vlcsnap-744720.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5413169249018881506" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sx9wgYgHcmI/AAAAAAAAAVc/xxf7ofz4xUE/s1600-h/vlcsnap-744345.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sx9wgYgHcmI/AAAAAAAAAVc/xxf7ofz4xUE/s400/vlcsnap-744345.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5413168978757907042" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sx9waYrTskI/AAAAAAAAAVU/fMRYquy_0pM/s1600-h/vlcsnap-742212.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; 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height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sx9wHElQpnI/AAAAAAAAAVE/t-53mvdb4io/s400/vlcsnap-737871.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5413168543914042994" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sx9wAkYPNjI/AAAAAAAAAU8/brk1TQjT5c8/s1600-h/vlcsnap-737527.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sx9wAkYPNjI/AAAAAAAAAU8/brk1TQjT5c8/s400/vlcsnap-737527.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5413168432190273074" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sx9v9DT0PtI/AAAAAAAAAU0/u76mtmd4rNI/s1600-h/vlcsnap-729021.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sx9v9DT0PtI/AAAAAAAAAU0/u76mtmd4rNI/s400/vlcsnap-729021.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5413168371773750994" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sx9vzYDypEI/AAAAAAAAAUs/C3C4nzYjYIU/s1600-h/vlcsnap-728720.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sx9vzYDypEI/AAAAAAAAAUs/C3C4nzYjYIU/s400/vlcsnap-728720.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5413168205544989762" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sx9vrkXOKXI/AAAAAAAAAUk/TB-55t77Mi0/s1600-h/vlcsnap-726499.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sx9vrkXOKXI/AAAAAAAAAUk/TB-55t77Mi0/s400/vlcsnap-726499.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5413168071408757106" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sx9vm2eDMqI/AAAAAAAAAUc/pXe0jVQTEy8/s1600-h/vlcsnap-725960.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sx9vm2eDMqI/AAAAAAAAAUc/pXe0jVQTEy8/s400/vlcsnap-725960.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5413167990369890978" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sx9vg2KRJsI/AAAAAAAAAUU/0Tqvy1snRns/s1600-h/vlcsnap-723352.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sx9vg2KRJsI/AAAAAAAAAUU/0Tqvy1snRns/s400/vlcsnap-723352.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5413167887207704258" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sx9vc_BoY7I/AAAAAAAAAUM/_7-W9Aumzaw/s1600-h/vlcsnap-723024.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sx9vc_BoY7I/AAAAAAAAAUM/_7-W9Aumzaw/s400/vlcsnap-723024.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5413167820867920818" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sx9vWWRrYaI/AAAAAAAAAUE/X7PLWE7_-2U/s1600-h/vlcsnap-722806.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sx9vWWRrYaI/AAAAAAAAAUE/X7PLWE7_-2U/s400/vlcsnap-722806.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5413167706850156962" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-6053060988502724409?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/6053060988502724409/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/12/la-doppia-vita-della-jacob.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/6053060988502724409'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/6053060988502724409'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/12/la-doppia-vita-della-jacob.html' title='La doppia vita della Jacob'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sx9xNBb73tI/AAAAAAAAAWU/G_n6GV8c72g/s72-c/vlcsnap-1172580.png' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-9219041157183790113</id><published>2009-12-09T10:27:00.006+01:00</published><updated>2010-06-15T23:56:05.093+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la doppia vita di veronica'/><title type='text'>La doppia vita di Veronica (K.Kieslowski)</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sx9ukCwcnEI/AAAAAAAAAT0/i07-mVouNkE/s1600-h/vlcsnap-719968.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5413166842617044034" src="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sx9ukCwcnEI/AAAAAAAAAT0/i07-mVouNkE/s400/vlcsnap-719968.png" style="cursor: pointer; display: block; height: 240px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono temi che in un certo senso mi rapiscono, hanno una sorta di potere devastante sul mio subconscio, e sono proprio quelli che cercano di descriverlo, che tentano d'entrarci dentro, di scavarlo, d'indagarlo. Tutto ciò che è sviscerare, solcare, dissotterrare le sfaccettature più arcane dell'uomo, strega il mio interesse. Perché mentre vedi senti, e mentre senti hai l'impressione che quella che hai di fronte non è solo un'indagine su un personaggio fittizio, ma su te stesso. Anche tu ne sei coinvolto, anche su di te è puntata quella lente d'ingrandimento. E tu ti senti scrutato, osservato, analizzato nell'intimo, nelle profondità più recondite. Ti senti nudo, fai per coprirti perché hai quasi un senso di pudicizia, ma tutto sommato non hai paura, in fondo quella è solo la verità. La verità che non sei solo, che dentro di te non ci sei solo tu, che c'è una vocina, un soggetto/oggetto celato, e non puoi nascondere che questo un po' t'inquieta. A volte la senti, altre no, ma non puoi negare che c'è.&lt;br /&gt;C'è sempre qualcosa che ti suggerisce, ti guida, ti fa imboccare una viuzza invece di un'altra, ma quando provi a spiegarti cos'è non lo sai. Non riesci a quantificarlo, a dargli un nome, ed anche se ti fa sentire un po' qui, un po' lì, mai in un solo posto, anche se ti catapulta in un universo di sensazioni extra-sensoriali fin quasi a sdoppiarti, e seppur quella vocina è così flebile e fioca, tu non puoi fare a meno di cercarla, di acuire l'udito, perché è parte di te, che tu lo voglia o no.&lt;br /&gt;Esistono le percezioni, esistono le intuizioni, i sentori, è reale questa sensibilità super sviluppata, acuita a tal punto da farci sentire quasi dei sensitivi. A chi non è capitato di avere una sensazione che assomiglia al déjù vu, ma in realtà quell'evento non s'è mai verificato nella nostra vita concreta, ma solo ed esclusivamente in quella interiore? Vogliamo parlare di premonizione? Vogliamo scomodare i vari Enti Supremi della terra? Un nume o una divinità? No, lasciamo perdere, chiamiamolo semplicemente sesto senso se proprio ci tenete agli appellativi. Entrambe le Veronica sanno di non essere sole, sentono un'altra presenza, una compagna di viaggio, un'amica immaginaria seduta al loro fianco in un religioso silenzio, che solo di tanto in tanto conferma la sua reale esistenza, per il resto è quasi impercettibile, ovattata. Nonostante ciò per loro è impossibile negare che c'è. È come se fosse una conversazione interiore, come se la loro percettività, ricettività, fosse giunta a livelli paranormali. La realtà non è pienamente realtà ed altrettanto il sogno, esse vivono in entrambi i posti, contemporaneamente, un piede nell'universo tangibile, l'altro in quello astratto. L'indagine, lo screening di cui vi parlavo prima è ancora in corso, lo è pienamente, sì perché mentre le Veronica affrontano le loro vite cariche di sensazioni, percezioni, anche tu, spettatore/paziente cominci ad aver il sentore che neanche tu sei solo, che non lo sei mai stato, e che anche tu hai vissuto spesso in base al tuo sesto senso, forse senza neanche accorgertene hai seguito quel presentimento, quell'intuizione, quel messaggio in codice proveniente da chissà dove ma che ora è lì, nel tuo cervello, nel tuo cuore, e tu gli obbedisci come il bambino fa con il padre, lo ascolti come il nipotino e la storia del nonno. Viviamo continuamente di sentori, l'uomo abita spesso nel mondo delle sensazioni astratte, è un luogo necessario, indispensabile, non ne può fare a meno, siamo fatti anche di quello, forse soprattutto di quello; se più del 60% del nostro corpo è formato d'acqua, in egual misura la nostra anima è fatta di avvertimenti, di segnali, di una specie di tatto intimo, spirituale. Uno spirito che non giustifica la chiamata in causa della religione, non parla aramaico, o per parabole, ma è più semplicemente un dono insito in ognuno di noi, che ogni giorno consultiamo, da cui ci facciamo consigliare, ci lasciamo trasportare. L'uomo è un essere "senziente" di conseguenza "sente", avverte, e probabilmente tra i sensi è quello più sviluppato, quello che a noi è più vitale e necessario.&lt;br /&gt;Le Veroniche kieslowskiane sono semplicemente l'apice di questo senso, esseri profondamente sensibili, fatti unicamente di sensazioni, che da loro si lasciano guidare e che di loro sono fatte.&lt;br /&gt;La doppia vita di Veronica è il film di tutto ciò che è inspiegabile, oscuro, di quella miriade di emozioni e turbamenti che parlano un linguaggio misconosciuto, e di cui altrettanto sconosciuta ne è la sorgente. È il film dei sentori misteriosi, criptici, mistici, delle sensazioni che vanno e che vengono e di cui spesso dubitiamo l'esistenza, ma che in qualche modo c'arrivano, che in un certo senso riusciamo a decriptare. Non c'è ragione che tenga, non siamo nel pianeta della razionalità, ma in luoghi indefiniti, nebulosi, intangibili, ma non per questo irreali. E poi chi ha detto che l'uomo è razionale? A costo di ripetermi, ho puntualizzato due volte che non è il caso di chiamare alle armi i culti divini, ma la pellicola di Kieslowski ha qualcosa di religioso, di laicamente religioso, perché analizzando l'animo umano, esamina anche il suo spirito, ed è una sacrosanta verità dire che noi siamo esseri spirituali, che siamo composti da un oceano infinito di vocine, di emozioni inconsce, nascoste, da input che non hanno nessuna origine ma che la danno a noi: la sensazione è noi, la vocina è noi. È un tipo di comunicazione con il soprannaturale diversa quella di Kieslowski: c'è chi parla con Dio, e chi invece come le sue Veronica parla con qualcuno/osa che sta meno in alto, ma che non per questo è inferiore per sacralità, è soltanto più umano, più legato alla percezione dei sensi, anche con loro è possibile pregare, anche da loro è possibile ottenere risposta. Weronika e Veronique sono andate semplicemente oltre, è come se avessero racchiuso in loro tutto la spiritualità di questo mondo, hanno cercato sempre più risposte, hanno sfondato il muro della realtà empirica fiondandosi in quella sensoriale, è per questo che Veronique nella sequenza finale cerca un contatto, cerca qualcosa di solido, di concreto, allunga la mano e tocca la corteccia di un albero. Ora sa che c'è, sia l'albero che lei, prima s'era smarrita nei meandri di quelle sensazioni, aleggiando in uno spiritualismo estremo.&lt;br /&gt;Kieslowski attraverso le due protagoniste ha cercato di parlare il più universalmente possibile di idee, pensieri, immagini,trepidazioni, suggestioni - e basta con tutti questi superflui epiteti - provenienti da quel "qualcosa" che l'uomo non sa spiegarsi, dall'anima? dallo spirito? dal cuore? dall'esperienza? dal caso?&lt;br /&gt;Fatta sta che sono lì, presenti, vive, vere, pulsanti; l'uomo è SENSAZIONE. La doppia vita di Veronica è il film del "sentire", è il film dello spirito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Osservando quel caleidoscopio di colori, quasi sempre virati sul verde, quei primi piani, primissimi, quei campi e controcampi, quel cercare i mutamenti delle espressioni, hai la sensazione di una simbiosi tra autore ed attore. Kieslowski e la Jacob "fanno l'amore", una fusione perfetta e rara, una sintonia/sinfonia da gustare in silenzio, contemplando e gioendo di tanta autorialità. A proposito di sinfonia c'è da sottolineare, accentuare, quella che accompagna - come un presagio, come un sogno continuo, come una catena - le due protagoniste, opera di Zbigniew Preisner, e c'è da evidenziare fino alla fine dei(miei) giorni, la perfomance della Jacob: ingenua, leggiadra, trasognante.&lt;br /&gt;Mi scuso se più che una recensione è un sermone/sproloquio personale dove parlo ben poco del film in sé per sé, ma già così ho fatto una fatica immensa a trovare parole - forse - comprensibili. Non do un voto, mi sembra superfluo perché è un film che segnerà la mia visione del cinema in futuro, un po' come lo furono Mulhollan dr., 2001, o il cinema di Bunuel. È un film che usa un lessico sui generis, che comunica attraverso "il sentire" più che "il capire", d'altronde il sesto senso non puoi spiegartelo. È un film che ho dentro da giorni e giorni e che come queste sensazioni, un tantino umane, un tantino ascetiche, non riesco a mandare via; è un film che va visto, pardon sentito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sx9uw-dvVuI/AAAAAAAAAT8/-wJRLReiW-8/s1600-h/vlcsnap-745301.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5413167064803137250" src="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sx9uw-dvVuI/AAAAAAAAAT8/-wJRLReiW-8/s400/vlcsnap-745301.png" style="cursor: pointer; display: block; height: 240px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-9219041157183790113?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/9219041157183790113/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/12/la-doppia-vita-di-veronica-kkieslowski.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/9219041157183790113'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/9219041157183790113'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/12/la-doppia-vita-di-veronica-kkieslowski.html' title='La doppia vita di Veronica (K.Kieslowski)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Sx9ukCwcnEI/AAAAAAAAAT0/i07-mVouNkE/s72-c/vlcsnap-719968.png' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-8061999370283903000</id><published>2009-11-24T00:03:00.006+01:00</published><updated>2010-06-18T14:09:58.445+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Harold and Maude. Harold e Maude'/><title type='text'>Harold &amp; Maude (H.Ashby)</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SwsVGT6nj6I/AAAAAAAAATc/IObsxFgiPbg/s1600/Immagine.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5407438975757946786" src="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SwsVGT6nj6I/AAAAAAAAATc/IObsxFgiPbg/s400/Immagine.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 158px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ci sono film dedicati a popoli, moltitudini di persone, a classi, bande, famiglie. Ognuno di questi "agglomerati" presuppone un'omogeneità, dato che ciascuno di questi membri ha qualcosa in comune con l'altro, un punto d'incontro, una somiglianza, un'affinità, e forse l'uomo è dotato di un particolare istinto all'appartenenza, tende sempre a fare gruppo, a voler sentirsene parte; nessuno vuole essere la pecora nera di un gregge candido come la neve. Ciò lo farebbe sentire strambo, escluso, disadattato, un e.t. Egli è incline a "far cerchio", a cercare dei simili, ad entrare in un branco; ridotto ad una formula sarebbe: l'uomo è un animale sociale.&lt;br /&gt;In linea di massima Harold apparterrebbe ad una "categoria", quella aristocratica americana, e quindi un'identità ce l'avrebbe, un nugolo di persone a cui sentirsi affine in teoria esisterebbe, ma come si può aderire ad una classe di persone bigotte, retrograde e schizzinose? Come potrebbe sentirsi legato, provare un sentimento di comunione, quando la mamma è la portabandiera di un "movimento" che professa la ricercatezza ed il raffinato, ma in realtà è tristemente superficiale? Meglio sentirsi un pesce fuor d'acqua che nuotare in quell'oceano di cloni apparentemente perfetti. Stanco della mamma, saturo di quel mondo tanto diverso da lui e convinto che quella sia l'unica realtà esistente, Harold comincia a "morire", non letteralmente, diciamo in senso lato. Inscena così un suicidio dopo l'altro: impiccato, carbonizzato, morto ammazzato, affogato, con un colpo di pistola o per una mano di una spada harakiri. Tutte pseudo-morti allestite ad arte nella speranza che la madre comprenda la sua diversità, che la smetta di volerlo "fotocopiare" secondo i canoni del suo ceto. Ma figurarsi se una capra del genere arrivi a tanto...&lt;br /&gt;In realtà nonostante provi gusto a mettere in scena quelle burle, Harold soffre tremendamente quell'esclusione dal mondo, quei patiboli sono un chiaro messaggio d'evasione, di dolore, sente e vede un enorme solco che lo separa da tutti gli altri, non passa giorno in cui non speri d'entrare in qualche "squadra", d'essere accolto ed accettato come uno di loro. Vuole appartenere, vuole conoscere sui simili, sapere che non è quella pecora nera dimenticata da tutti.&lt;br /&gt;Le sue richieste verranno esaudite quando - come un angelo caduto dal cielo - Maude entrerà a far parte della sua vita, permettendogli di sentirsi finalmente riconosciuto da qualcosa, accolto ed accettato come un vero membro. Ma quest'angioletto non è lì solo per far squadra con Harold, il suo compito non è solo donargli la gioia di sentirsi parte di un club, ma d'insegnargli qualcosa d'importante, veramente importante. In effetti Maude è l'emblema perfetto dell'eccentricità, un angelo tanto bizzarro quanto stravagante: adora i funerali, rubare macchine, collezionare oggetti incredibili per originalità. La sua missione è quella d'insegnargli quanta bellezza c'è in ognuna della nostre caratteristiche, peculiarità che solo noi abbiamo, in esclusiva, e non importa se sono o meno accolte ed approvate dagli altri, non importa se ci sentiamo differenti da quell'agglomerato di persone chiamato massa, ognuno è ciò che è, al diavolo sentirsi necessariamente parte di qualcosa, al diavolo sentirsi bene solo quando siamo accettati, che vada a farsi benedire la voglia di assomigliare agli altri.&lt;br /&gt;Maude farà scoprire ad Harold il gusto dell'essere noi e basta, lo istruirà a non provare vergogna alcuna se è l'unico a pensare, provare, desiderare qualcosa di particolare, diverso, che la massa definisce bislacco, che non c'è nulla di male ad esser semplicemente sé stessi.&lt;br /&gt;Harold &amp;amp; Maude è la vittoria del singolo, dello strano, del balzano, è un elogio ed un invito a far venire fuori ogni singola particella di noi stessi, anche e soprattutto quelle che il resto della gente riterrebbe astruse. L'uomo - per fortuna - conserva e conserverà sempre quest'indole sociale, ma può, anzi deve far sì che le sue tipicità, particolarità, singolarità, vengano alla luce del sole senza timori, senza preoccuparsi di alcuna "ratifica" od approvazione. Harold &amp;amp; Maude è il trionfo del freak tipicamente burtoniano, è libertà di pensiero, espressione, libertà d'essere, è la fuga, l'evasione, la sconfitta di tutto ciò che vuole - solo per sentirsi accettato - essere simile, è un monito a chi seppur diverso, tenta disperatamente la via dell'emulazione, che costringe se stesso a cambiare pur d'entrare in quel branco. È una marcia trionfale capitanata dalle persone più stravaganti che possiate immaginare, è una festa in nome di tutto ciò che di straordinariamente insolito c'è a questo mondo. Ci sono film dedicati a popoli, moltitudini.. altri dedicati a noi stessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;soundtrack di Cat Stevens: 10&lt;br /&gt;Ruth Gordon: 10&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come si può non sorridere e ringraziare Ashby quando partono le note di:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Well, if you want to sing out, sing out&lt;br /&gt;And if you want to be free, be free&lt;br /&gt;'Cause there's a million things to be&lt;br /&gt;You know that there are&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;And if you want to live high, live high&lt;br /&gt;And if you want to live low, live low&lt;br /&gt;'Cause there's a million ways to go&lt;br /&gt;You know that there are&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;You can do what you want&lt;br /&gt;The opportunity's on&lt;br /&gt;And if you can find a new way&lt;br /&gt;You can do it today&lt;br /&gt;You can make it all true&lt;br /&gt;And you can make it undo&lt;br /&gt;you see ah ah ah&lt;br /&gt;its easy ah ah ah&lt;br /&gt;You only need to know&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Well if you want to say yes, say yes&lt;br /&gt;And if you want to say no, say no&lt;br /&gt;'Cause there's a million ways to go&lt;br /&gt;You know that there are&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;And if you want to be me, be me&lt;br /&gt;And if you want to be you, be you&lt;br /&gt;'Cause there's a million things to do&lt;br /&gt;You know that there are&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Well, if you want to sing out, sing out&lt;br /&gt;And if you want to be free, be free&lt;br /&gt;'Cause there's a million things to be&lt;br /&gt;You know that there are&lt;br /&gt;You know that there are&lt;br /&gt;You know that there are&lt;br /&gt;You know that there are&lt;br /&gt;You know that there are&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-8061999370283903000?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/8061999370283903000/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/11/harold-maude-hashby.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/8061999370283903000'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/8061999370283903000'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/11/harold-maude-hashby.html' title='Harold &amp; Maude (H.Ashby)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SwsVGT6nj6I/AAAAAAAAATc/IObsxFgiPbg/s72-c/Immagine.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-3280324086303281113</id><published>2009-11-16T15:28:00.011+01:00</published><updated>2010-05-18T20:06:58.859+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kevin Smith'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Zack and Miri make a porno'/><title type='text'>Zack and Miri make a porno (K.Smith)</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SwFieMX3RWI/AAAAAAAAATM/gW7DXx1WDDI/s1600/zack_and_miri_make_a_porno_13.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5404709298678220130" src="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SwFieMX3RWI/AAAAAAAAATM/gW7DXx1WDDI/s400/zack_and_miri_make_a_porno_13.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 225px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non pensavo si potesse amalgamare la gioia del riso, il sarcasmo, spesso la demenza, il divertimento, con la dolcezza e la delicatezza. Credevo fossero due elementi di segno opposto, incapaci di stare assieme. Perché o scegli di far ridere - se ci riesci, dato che è così incredibilmente difficile farlo, quanto meno con criterio, e non con gag da cerebrolesi; oppure cerchi di toccare tasti più dolci cercando d'emozionare il pubblico, impresa altrettanto ardua dato che è all'ordine del giorno sfociare nella trita e ritrita storiellina fatta di melassa e sciroppo d'acero, che avresti potuto evitare leggendo i primi due danni collaterali in cima al foglietto illustrativo: "può indurre a carie multiple, specie nei premolari e diabete precoce."&lt;br /&gt;Kevin invece riesce a far coesistere su di un unico binario entrambe le cose, il gusto della risata sulla rotaia destra, quello della tenerezza sulla sinistra. E tu non puoi evitare di salire a bordo di questo moderno treno &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;smithiano&lt;/span&gt;, tra i cui vagoni abitano &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Zack and Miri&lt;/span&gt;, alla prese con bollette della luce, gas, acqua, affitto, un lavoro del cazzo. Dove risiedono insomma - in attesa dello sfratto - i classici esemplari di ragazzo/a del XXI secolo, che tentano di sbarcare il lunario. "Tentano" appunto...&lt;br /&gt;Ed in questo quadro perfetto dell'America moderna, fatto di falliti e adulti poco cresciuti, Smith riesce a pennellarci uno spirito umoristico fuori dal comune, una genialità di dialoghi e situazioni devastanti.&amp;nbsp; È proprio la stravaganza del linguaggio smithiano a fare la differenza, il suo essere fuori dagli schemi, il saper dar vita a piccole gemme in un mare di mediocrità, il saper entusiasmare e commuovere mentre ti stai ancora riprendendo da una fragorosa risata. Difatti il vagone - estremamente spartano - di"&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Zack and Miri...&lt;/span&gt;" non è solo una burla continua, ma cioè che lo rende speciale è quella visione "comica dell'amore", quasi schernita, presa in giro, irrisa e dileggiata per gran parte del tragitto e poi esaltata senza la minima smanceria, senza mielosa enfasi, senza pozzi di lacrime o estenuanti riti voodoo sdolcinati che al posto di toccarlo te lo anestetizzano il cuore.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Zack and Miri&lt;/span&gt; è una storia - mi piace definirla d'amore, perché lo è, ma diciamo d'amore e non solo - in chiave moderna, in chiave reale, in chiave "cazzuta". È qualcosa di sui generis, di raro, e per questo necessita d'esser conservato con cura, usato come antidoto a quel bombardamento di leziosaggini e moine che la tv, pubblicità, pseudo-film romantici ci somministrano nell'era facebookiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da prescrivere come antidoto agli "AMORE 14".&lt;br /&gt;Lunga vita a Kevin Smith&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;CULT&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SwFilU3npXI/AAAAAAAAATU/gtXhSBavNYs/s1600/vlcsnap-1116456.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5404709421217981810" src="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SwFilU3npXI/AAAAAAAAATU/gtXhSBavNYs/s400/vlcsnap-1116456.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 218px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-3280324086303281113?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/3280324086303281113/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/11/zack-and-miri-make-porno-ksmith.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/3280324086303281113'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/3280324086303281113'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/11/zack-and-miri-make-porno-ksmith.html' title='Zack and Miri make a porno (K.Smith)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SwFieMX3RWI/AAAAAAAAATM/gW7DXx1WDDI/s72-c/zack_and_miri_make_a_porno_13.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-1245047385537074914</id><published>2009-11-15T21:49:00.007+01:00</published><updated>2010-05-19T14:49:13.921+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Michael Mann'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nemico pubblico'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Public enemies'/><title type='text'>Public enemies (M.Mann)</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SwBxCCFwuZI/AAAAAAAAATE/bJtAuHwKYsg/s1600-h/vlcsnap-217863.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5404443832579307922" src="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SwBxCCFwuZI/AAAAAAAAATE/bJtAuHwKYsg/s400/vlcsnap-217863.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 171px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Uno&lt;/span&gt; contro tutti, o meglio due contro tutti, c'è &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Billie&lt;/span&gt; non ce ne dimentichiamo...Ah, e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Red&lt;/span&gt;? Cavoli sono già in tre. Ce ne sono altri? Uh ma certo, inutile portarne il conto. Quindi possiamo affermare con certezza che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;John Dillinger&lt;/span&gt; in realtà non è solo? Ovvio. Ma poi solo contro chi? Dopo ve lo spiego. In effetti può sembrarlo perché si sobbarca quel fardello fatto di rancore, voglia di rivincita e ribellione di un intero popolo, completamente sulle sue spalle, ma John in realtà dà solamente voce, riflette l'anima, presta il suo corpo in nome di milioni e milioni di persone distrutte, afflitte, messe alle corde. Un ambasciatore solitario, un impavido che dichiara guerra alle banche, alla finanza,al malgoverno, unici responsabili di tutte queste pene. Ah, ecco contro chi. La rivoluzione di John è quella di un'intera epoca, è una sommossa anarchica che proviene dal basso, dalla quintessenza del popolo, un urlo di lotta pregno di libertà negate, sogni spezzati, vite ridicolizzate. Indossando i panni di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Arsenio Lupin&lt;/span&gt; diverrà il portabandiera della dignità umana, l'alfiere di una nazione ridotta ad una schiavitù diversa solo per forma da quelle passate. Dove sono finiti quei diritti costituzionalmente garantiti? Dov'è finita quella terra d'immigrazione in cui la gente sperava di trovarci fortuna? Dove cazzo è andato a finire il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;SOGNO AMERICANO&lt;/span&gt;? Il popolo stremato e sfiancato si arrende, subisce in silenzio, John invece nel profondo del suo cuore continua a desiderare un futuro migliore, continua a sperare, continua a sognare. Non gli resta altro che combattere... con ogni mezzo. La giustizia lo insegue perché rapinare banche è illegale,ma loro che ne sanno del perché lo fai? Legale e morale non sono esattamente la stessa cosa. Perché la fame e le carestie non vengono bandite anche esse? E da quando sognare la felicità è un reato? &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Restituitemi la vita, ridatemela, ne ho diritto, perché dovrei limitarmi ad un suo surrogato?&lt;/span&gt; Il popolo pur non avendo il coraggio di scendere in campo, lo ama, lo nomina suo paladino, lo sostiene moralmente nel duello con una società corrotta e maligna che ha generato moderni schiavi alla mercé di loro stessi. Ma mentre loro stanno con le mani in mano, e sottomessi s'accontentano di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;vivacchiare&lt;/span&gt;, John non ci sta, non vuole solo una fetta di vita, non vuole solo assaggiarla, la vuole tutta.&lt;br /&gt;John Dillinger l'antieroe, John Dillinger emblema dell'uomo che non s'arrende di fronte ad un destino deciso da eventi esterni che molti chiamano economia, politica, epoche, o più concisamente storia. 1933 anni di storia hanno per caso insegnato all'uomo che nella vita basta tenersi a galla? Ci siamo evoluti per accontentarci di ciò che "ci passano i governi"? Lo schiavo s'è emancipato per adattare il suo stomaco a nuove povertà? No, neanche per idea, Dillinger si oppone a tutto ciò, sfida questi "agenti esterni" senza nessun timore: lui vuole VIVERE non SOPRAVVIVERE.&lt;br /&gt;Public enemies è uno spaccato storico americano perfetto, sembra quasi di toccare con mano quella rigogliosa nazione ora in ginocchio. Un'intera popolazione che pur soffrendo dorme, abbassa il capo e va avanti. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ma non abbiate paura, John darà una sacrosanta lezione a tutti, non risparmierà nessuno: polizia, giustizia, governo. Svegliatevi gente, riprendetevi ciò che vi spetta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;tell Billie for me: bye bye blackbird&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;credi di farmi un favore tenendomi chiuso qui, in questo buco schifoso per il resto dei miei giorni? No grazie, forza guardia andiamo. Muori come hai vissuto, rapidamente, è il modo migliore di andarsene. Non trascinarla, vivere così non ha senso."&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Depp , l'Essere Supremo&lt;br /&gt;Mann, Godmann&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;regia - neanche a dirlo - eccelsa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SwBw9_jrgzI/AAAAAAAAAS8/LmIiJvXTgCg/s1600-h/vlcsnap-476117.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5404443763180012338" src="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SwBw9_jrgzI/AAAAAAAAAS8/LmIiJvXTgCg/s400/vlcsnap-476117.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 171px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-1245047385537074914?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/1245047385537074914/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/11/public-enemies-mmann.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/1245047385537074914'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/1245047385537074914'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/11/public-enemies-mmann.html' title='Public enemies (M.Mann)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SwBxCCFwuZI/AAAAAAAAATE/bJtAuHwKYsg/s72-c/vlcsnap-217863.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-6316953950799151187</id><published>2009-10-30T21:41:00.012+01:00</published><updated>2010-06-18T15:26:16.554+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Louis Malle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Les amants'/><title type='text'>Les amants (L.Malle)</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SutxdLK3a3I/AAAAAAAAAS0/t7ZKiypfRgE/s1600-h/jean.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5398533324362181490" src="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SutxdLK3a3I/AAAAAAAAAS0/t7ZKiypfRgE/s400/jean.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 185px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Un'auto che va, corre via veloce...&lt;br /&gt;...a bordo c'è Jeanne, di fianco a lei un uomo. In realtà solo una parte di lei è in viaggio con lui, il resto è sparpagliato tra un'alcova ed una reminiscenza. Una volta raggiunta la felicità, le schegge di te sparse un po' dappertutto tendono ad unirsi, dimentichi ogni dolore, delusione, malinconia. Ti "unisci", ti ritrovi; pensi che in fondo il peggio è passato. Ma Jeanne ha lasciato frammenti di delizia un po' qui un po' lì: tra l'amore di Henri, le attenzioni di Raoul e la passione di Bernard. Di conseguenza non c'è una sola Jeanne, ma tante che rinascono ad ogni barlume di gioia. Nata, defunta e riemersa dalle sue stesse ceneri, lei non si arrende. La donna malliana è irrequieta, agitata, smaniosa, tormentata da quella felicità che non arriva e che la divide in mille pezzi.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;" - Che ne sapete di ciò che amo e di ciò che non amo?"&lt;br /&gt;"- M'è parso di capire che né questo cielo né questa luna vi piacciano!"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Non c'è pace né ancore a cui aggrapparsi nel suo cuore delirante, è tutto così effimero. Nemmeno l'esperienza del matrimonio sembra dargli uno spiraglio di quiete. Non che non abbia mai amato suo marito, o non creda nei legami, anzi, semplicemente non basta, non basta. Il desiderio di vivere ancora quella felicità smarrita la spinge a vagare, a sperare, a desiderare qualcos'altro. Troverà riparo e nuova linfa nelle cure amorevoli di Raoul. Ma niente da fare. Tutto parte in quarta, parole forti, sentite, promesse, ma quella gaiezza non resiste al passo del tempo, inspiegabilmente non riesce a reggerlo, finendo infine per perdersi. Così, nel cuore di Jeanne, non resta altro che il ricordo. E di ricordi vivrà fino all'arrivo di Bernard, che inaspettatamente riaccende di rosso vivo quella fiamma ormai pronta ad estinguersi. Ride Jeanne, sorride spensierata, finalmente l'ha trovato, è lui l'uomo della sua vita ne è sicura. Da quanto tempo non provava qualcosa del genere, i patimenti passati sono bell'e dimenticati, ora nulla importa, è FELICE.&lt;br /&gt;Ma eccoci in macchina, quella che corre via veloce. A bordo c'è Jeanne, di fianco un uomo: Bernard. In realtà solo una parte di lei è in viaggio con lui, l'altra è già scomparsa insieme all'auto che non vediamo più. Si chiede: Quand'è che torna la felicità? Ne sento già la mancanza...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La donna malliana è sicura che durino una vita quelle parole idilliache, quei giuramenti d'amore eterno, d'estasi senza fine che fa e riceve dai suoi uomini. Ma poi inconsciamente dentro di lei succede qualcosa: come una figura che in lontananza perde nitidezza, quel giubilo interiore perde colore, poi toni, infine si sfuma in un pallido bianco. Sa qual è il luogo in cui è diretta, ma è come se le coordinate cambiassero di continuo: FELICITA' un attimo era qui ora è già da un'altra parte. Così è costretta a correre da un posto all'altro senza sosta, agitandosi e dimenandosi in un moto frenetico. Di tanto in tanto si fermerà, trovando e provando finalmente un po' di sollievo tra le braccia di un amante, ma durerà ben poco, quel cuore è diretto all'isola che non c'è.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Chaterine del Jules &amp;amp; Jim truffottiano è così incredibilmente simile al ritratto femminile di Male, entrambe accomunate da questa ricerca ossessiva della felicità. Non c'è uomo valoroso, leale, sincero ed innamorato che possa capirle. È come se appartenessero a mondi diversi, come se parlassero una lingua diversa. Del resto come diceva Jules: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"si ricordi Jim che le parole non possono avere lo stesso valore,visto che non hanno lo stesso sesso,in tedesco noi diciamo: il guerra; il morte; il luna; invece sole e amore sono femminili: la sole;la amore. La vita è neutra!"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ma oltre alla splendida fotografia dell'animo femminile, i due film sono uniti da una superba ed incantevole Jeanne Moreau.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Jeanne Moreau&lt;/span&gt;: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;10&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-6316953950799151187?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/6316953950799151187/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/10/les-amants-lmalle.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/6316953950799151187'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/6316953950799151187'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/10/les-amants-lmalle.html' title='Les amants (L.Malle)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SutxdLK3a3I/AAAAAAAAAS0/t7ZKiypfRgE/s72-c/jean.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-3270844726975018750</id><published>2009-10-08T17:06:00.015+02:00</published><updated>2010-06-18T15:25:43.164+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lo scafandro e la farfalla'/><title type='text'>Lo scafandro e la farfalla (J. Schnabel)</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Ss4gFQ4xJWI/AAAAAAAAASM/BKnINTrQpzI/s1600-h/sca.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5390281078813566306" src="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Ss4gFQ4xJWI/AAAAAAAAASM/BKnINTrQpzI/s400/sca.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 225px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;M'è capitato spesso di leggere articoli, ascoltare pareri, assistere a concitati ed infuocati dibattiti televisivi, su un argomento delicato come l'eutanasia. Preso dall'istinto democratico, devo ammettere che anch'io ho espresso la mia posizione. Com'è giusto che sia.&lt;br /&gt;Ma se riflettessimo un po', capiremmo che ci sono temi su cui bisognerebbe solo tacere.&lt;br /&gt;Troppe persone s'infiammano e si dimenano con arringhe pro oppure contro quella determinata decisione. Troppe ne fanno una questione etica, morale, religiosa.&lt;br /&gt;Quasi avendo voglia di decidere al loro posto pensano: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"Com'è possibile che abbia agito così? È una vergogna. Se io fossi stato in lui/lei. Se fossi suo marito/moglie/figlio farei,direi,agirei..."&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Che sterile retorica.&lt;br /&gt;Si blatera, si blatera di continuo. Si giudica senza sapere nulla di nulla.&lt;br /&gt;Quando toccò a te dir la tua, ti fermasti un attimo e riflettesti: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Io non la penso come loro. Ognuno ha il sacrosanto diritto di gestire a proprio piacimento le scelte sulla propria vita. E quella NON è VITA"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;D'altronde spiegatemi voi come si potrebbe considerarla tale quando: non potrai più sapere cosa significa affondare i tuoi piedi nudi nella battigia; allungare la mano per prendere il tuo barattolo di cioccolata, né gustarne più il suo sapore. Quando dimenticherai il confortevole brusio delle chiacchiere con gli amici; le emicranie di una sbronza; quando non potrai più urlare allo stadio; leggere un libro ai tuoi figli; viaggiare in ogni remoto angolo del mondo. Non puoi più ridere; scherzare; cantare; abbracciare qualcuno;baciare. Fare l'amore.&lt;br /&gt;Non ha neanche i minimi connotati della vita tutto ciò.&lt;br /&gt;Fiero e sereno pensavi che la tua fosse la visione giusta.&lt;br /&gt;La vita, giacente su un letto d'ospedale, con solo un occhio che accerta la tua effettiva esistenza, ha più le fattezze di un ade.&lt;br /&gt;Quindi la tua risposta è: "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sì. Meglio spegnere l'interruttore. Io per me farei così&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;"&lt;br /&gt;Ma neanche tu sapevi...&lt;br /&gt;E forse nemmeno &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;JeanDo&lt;/span&gt;. Quando ha fatto per la prima volta i conti con la realtà, quando ha capito che persino il dono della parola gli veniva negato, non c'è ombra di dubbio che anch'egli abbia pensato: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"Premete quello stracazzo d'interruttore"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ma in fondo neanche lui sapeva...&lt;br /&gt;Ed in effetti come avrebbe mai potuto sapere che attraverso quell'unico e solo occhio iniettato di sangue, pullulasse ancora la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;VITA&lt;/span&gt;? Come avrebbe potuto anche lontanamente sfiorargli l'idea che la sua mente, la sua immaginazione, in quel corpo ormai esanime, continuassero a volare, sperare, a funzionare perfettamente come se niente fosse accaduto?&lt;br /&gt;JeanDo è sconcertato quanto e più di noi. Si chiede: "Com'è possibile che io abbia ancora voglia di un pranzo ricco e succulento; che abbia voglia di farlo fra baci ed amorevolezze con la mia scrittrice? Com'è umanamente possibile che io voglia tornare indietro ed aver amato di più la madre dei miei figli; esser stato un padre migliore per loro; aver donato maggior affetto e gratitudine al mio? Com'è possibile che proprio in questo istante, ho una voglia immensa di porre rimedio a tutti quegl'errori, mancanze? Che desideri così avidamente fare qualche passettino a ritroso per divenire finalmente l'uomo che volevo?&lt;br /&gt;Com'è possibile tutto ciò in un corpo che è in un totale black out?&lt;br /&gt;Non c'è nulla di umano nel suo stato, eppure &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"qualcosa"&lt;/span&gt; continua a germogliare, a non arrendersi, ad urlare in quel completo e lugubre silenzio. Strilla e sbraita così forte che probabilmente attorno a lui è come se ci fosse un'aurea. Altro che ade.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Ero cieco e sordo, ma mi serviva necessariamente un'infermità per vedere la mia vera natura".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;JeanDo finalmente "sa" e con un atto d'infinita solidarietà ce lo insegna.&lt;br /&gt;Insegna qualcosa che non s'impara da soli, grazie al tempo o all'università, né dopo un sermone e tanto meno tra le chiacchiere isteriche di un gruppo di politicanti. Qualcosa che appartiene all'uomo ma che egli è ignaro di possedere , che sottovaluta, che reputa impossibile, che spesso disprezza. È una risorsa che non si prosciuga, una fonte sempre energica, che proprio nell'attimo in cui credi che abbia esaurito ogni sua goccia, torna a zampillare gagliarda.&lt;br /&gt;Tu pensi sia tutto un errore, un inganno, credi sia un'altra pseudo-morale.&lt;br /&gt;Invece no. Jean ne ha scritto un libro: 200.000 battiti di ciglio, un minuto per ogni parola parola, 126 pagine. È realtà.&lt;br /&gt;La vita che scorre frenetica in quel corpo chiuso a chiave in uno scafandro, è di una forza sovrumana. È come se le sue cellule si clonassero in un moto inarrestabile. Via via sempre di più. Muore una, ne nasce un'altra, e poi un'altra, un'altra. Lo scafandro sprofonda sempre di più, mentre quella farfalla libra sempre più in alto, sempre più in alto. Dove trova la linfa per il suo viaggio? Nei ricordi, negli affetti, nel calore di ieri e di oggi, nel voglia di migliorarsi nonostante le sue catene.&lt;br /&gt;Così, assistendo a tutto ciò, pensi a tutte le volte che tu da uomo/donna perfettamente sano ed in grado di poter godere di tutta quella serie di beatitudini a JeanDo negate, ti sia auto-rinchiuso nel tuo scafandro per un'inezia, pensando che la vita è meschina, ingiusta e barbara.&lt;br /&gt;Jean-Dominique ha scritto un libro con un occhio, un occhio, un occhio, un occhio. E tu sei quì a frignare cazzo?&lt;br /&gt;Be', questo è disumano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Encomiando la tecnica di Schnabel, il sapiente ed ingegnoso uso dell'occhio di JeanDo come specchio attraverso il quale assistiamo a gran parte della pellicola (il che aumenta esponenzialmente l'immedesimazione) e considerandolo un film di straordinaria bellezza, penso che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"Lo scafandro e la farfalla"&lt;/span&gt; vada oltre il mero giudizio estetico-tecnico, oltre il semplice "dare un voto". Qui ci troviamo di fronte ad un prodotto che trasmette "VITA", che la sponsorizza. Questo è qualcosa di assolutamente incredibile. La storia di  &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Jean-Dominique Bauby&lt;/span&gt; dovrebbe esser oggetto di studio nelle scuole. È talmente indubbio il fatto che insegnerebbe finalmente qualcosa ai ragazzi. Insegnerebbe qualcosa a tutti, tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"L'immaginazione e la memoria sono gli unici mezzo che ho per evadere dal mio scafandro. Posso immaginare qualunque cosa, qualunque persona, qualunque luogo. Farmi accarezzare dalle onde della Martinica. Andare a trovare la donna che amo. Prostrarmi davanti ad Ozymandias il re dei re. Posso immaginare qualunque cosa. Vivere i miei sogni di bambino, le mie ambizioni di adulto. Voglio ricordarmi di me così com'ero: bello,disinvolto,affascinante. Seducente come un diavolo. Sì, bello ed affascinante. O almeno qualcuno lo pensava. Quello non sono io è Marlon Brando. Questo sono io."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia di JeanDo è arte. punto.&lt;br /&gt;meraviglioso l'intero cast.&lt;br /&gt;meravigliosa "All the world is green " di Tom.&lt;br /&gt;Stramegamagniloquente la sequenza con la theme dei 400 colpi, tra le strade parigine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Ss4gXaPe7-I/AAAAAAAAASU/WxQAmL8ke1E/s1600-h/sca+2.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5390281390562406370" src="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Ss4gXaPe7-I/AAAAAAAAASU/WxQAmL8ke1E/s400/sca+2.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 225px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-3270844726975018750?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/3270844726975018750/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/10/lo-scafandro-e-la-farfalla-j-schnabel.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/3270844726975018750'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/3270844726975018750'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/10/lo-scafandro-e-la-farfalla-j-schnabel.html' title='Lo scafandro e la farfalla (J. Schnabel)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Ss4gFQ4xJWI/AAAAAAAAASM/BKnINTrQpzI/s72-c/sca.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-5830967066319492104</id><published>2009-10-03T13:33:00.008+02:00</published><updated>2010-06-18T15:24:13.410+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ed Wood'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tim Burton'/><title type='text'>Ed Wood (T.Burton)</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Ssc3a-XrmpI/AAAAAAAAASE/GTfp_IYjnFQ/s1600-h/vlcsnap-4914059.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5388336415730539154" src="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Ssc3a-XrmpI/AAAAAAAAASE/GTfp_IYjnFQ/s400/vlcsnap-4914059.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 225px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;C'è così poca genialità nel commercio, che la mente più acuta si chiama "moneta". E' lei che decide tutto, è lei che "muove i fili".&lt;br /&gt;Specie ad Hollywood, terra promessa del cinema, del business.&lt;br /&gt;Via le storie vere, via la realtà, via la riflessione, via la ricerca di un significato. La moneta è una zoticona ed ha un timbro di voce talmente alto che non può non soverchiare il flebile parlare di un uomo che racconta se stesso.&lt;br /&gt;Ma c'è poco acume anche e soprattutto negli uomini, farisei dappertutto. Sono loro che senza batter ciglio permettono al Dio Pecunia di sovrastare quella fievole voce. Poi non contenti la scherniscono, beffeggiano, si burlano di lei. Quale il motivo? Eh beh, il proprietario di quella vocina è un DIVERSO.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sì è proprio vero, quell'uomo ha qualcosa di strano, fa delle cose anomale. Io non ho mai visto qualcuno farlo. E tu? No neanch'io. Ok allora è un rifiuto, annientiamolo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Può mai far soldi un uomo che parla della parte più recondita di se stesso? Può mai aver successo la storia di un segreto, di una paura, di una confessione?Non ad Hollywood. E la fama, lì come tra esseri umani, è pre-stampata a forma di clichè.&lt;br /&gt;Devi alzare la voce, devi essere uguale a loro e devi cavalcare l'onda velocemente. Se la pensi diversamente pazienza. O segui questo preciso, breve e molto dettagliato vademecum, oppure sei fregato. In una parola ti devi CLONARE.&lt;br /&gt;Ed Wood jr. è uno di quei classici registi emergenti: pochi fondi, enorme entusiasmo. Ha qualcosa da dire, da trasmettere, sa che può far emozionare il pubblico, è sicuro che saprà dare qualche lezione di vita al mondo del cinema ed alla gente, ma ha un piccolo difettuccio, forse due: adora vestirsi da donna. No, non è omosessuale, è solo una mania, un pallino, un hobby. Lo aiuta a rilassarsi, a star meglio con se stesso; ed ha un'idea un po' diversa del cinema rispetto alle majors.&lt;br /&gt;Ma non c'è verso, la vertenza del pianeta Terra è già in vigore: reietto.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Non parli la nostra stessa lingua fratello, sei strano, non ci pensiamo neanche lontanamente a spremere un po' il nostro prezioso cervello per cercare di capirti, pussa via&lt;/span&gt;. Chissà quante menti geniali, pensieri meravigliosi, quante invenzioni sono rimaste inascoltate, sepolte. Tutto ciò perché l'uomo è totalmente incapace di accettare qualcosa di difforme alle sue idee, di differente a ciò che lui crede NORMALE. Non si sforza mica, è un automa.&lt;br /&gt;La Hollywood di Burton riflette il mondo: non si accettano debolezze, né lati ambigui, se lo fai ti fanno fuori in un sol boccone. Così sei costretto ad aver paura dei luoghi più nascosti di te stesso, li reprimi, li occulti. Ma loro fanno comunque parte di te, sono TE. Ed non s'arrende, continua a creare film nella sua mente, a cercar fondi, produttori; ne gira uno, poi un altro arriva solo a metà del percorso, non molla.&lt;br /&gt;Hollywood però non ne vuol sapere di lui. Non hanno senso i suoi film per i produttori né appeal sul pubblico.&lt;br /&gt;La voce della moneta avrà sempre la meglio sulla sua. D'altronde che vuoi farci, son tutti monchi d'orecchie.&lt;br /&gt;Ma nonostante il tempo e la critica gli abbiano assegnato l'epiteto di peggior regista della storia, Ed ha raggiunto il suo scopo, il suo personale successo. Tutto ciò ovviamente per una nicchia di persone, ridotta soltanto a coloro che hanno ascoltato, che hanno avuto voglia di capire, di guardare oltre, di non fermarsi al proprio "zotico" e "superiore" mondo. La moneta non parla troppo forte per loro.&lt;br /&gt;Ed ha vinto solo per chi s'è seduto in angolino ed ha prestato enorme attenzione ai suoi film; per chi nella vita accetta la singolarità di una cosa, di un atteggiamento, comportamento, pensiero, opinione; per chi non giudica dall'apparenza; per chi butta l'occhio oltre la siepe; per chi non va in giro a dileggiare e ridere in faccia a quel ragazzino tanto strambo; per chi sa che magari da lui può imparare qualcosa; per chi è sordo al rumore infernale della ressa, ma vigile e pronto ad ascoltare quella fioca ma profonda vocina.&lt;br /&gt;Beh, per tutte queste persone Ed Wood è proprio un capolavoro di regista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;" Casa. Io non ho casa. Cacciato, disprezzato. Vivo come un animale. La giungla è la mia casa.&lt;br /&gt;Ma un giorno dominerò questo mondo. Perfezionerò la razza umana. Creerò dei supereroi atomici che conquisteranno il mondo."&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Martin Landau mostro assoluto di perfezione&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-5830967066319492104?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/5830967066319492104/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/10/ed-wood-tburton.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/5830967066319492104'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/5830967066319492104'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/10/ed-wood-tburton.html' title='Ed Wood (T.Burton)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Ssc3a-XrmpI/AAAAAAAAASE/GTfp_IYjnFQ/s72-c/vlcsnap-4914059.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-1230455468406978668</id><published>2009-09-04T22:01:00.015+02:00</published><updated>2010-06-11T13:41:32.462+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ubriaco d&apos;amore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Punch-drunk love'/><title type='text'>Punch-drunk love (P.T. Anderson)</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SqKzvmb1Q5I/AAAAAAAAARU/q1zew5F2dis/s1600-h/Immagine.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5378058535386301330" src="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SqKzvmb1Q5I/AAAAAAAAARU/q1zew5F2dis/s400/Immagine.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 194px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo fermamente nelle opere cucite apposta per noi. Quelle che quando le visioni hai una serie di lampi, guizzi e segni evidenti di affinità, quasi consanguineità con i personaggi che abitano di fronte a te. La parentela e la strabiliante sintonia che ti lega a queste storie è forse la sintesi perfetta della parola "ARTE". Perché cos'è l'arte se non la capacità di un prodotto(di qualsiasi genere) di denudare se stessi? Di rispecchiare te o gli altri? Di portare alla luce qualcosa che hai dentro? .&lt;br /&gt;La stretta parentela che hai con queste opere, la comprendi quando capisci che non fa alcuna differenza se sei tu, il regista o l'attore a parlare, il risultato è lo stesso: &lt;b&gt;IDENTIFICAZIONE&lt;/b&gt;. L'immedesimazione è qualcosa che non può non appartenere all'arte, perché è come una liberazione per la persona che visiona. Il regista ti tende la mano in segno di amicizia, ti dice che non sei solo e che non sei l'unico a credere e pensare alcune cose. Così le parole dei suoi personaggi sono le tue, e proprio in quel momento comincia l'alchimia più bella che per me possa esistere: vivere il personaggio, capirlo, aiutarlo, proprio come un parente. Sono proprio quest'istanti a legarmi di più al cinema, fino a farlo diventare un mentore, uno psicanalista, un amico, un padre. Perché il cinema ci capisce, ci scruta, scava dentro di te e scavando spesso riesce a donarti un conforto immenso. Più chiedi e più ottieni dal cinema.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Barry Egan&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; chiede comprensione alla gente, discrezione, chiede che ognuno si faccia gli affari propri, e che rispetti i segreti, le confessioni che una persona fa all'altra, che non si giudichi per forza qualcuno dall'aspetto, ma che s'abbia un minimo di accortezza e di pazienza nell'etichettare. In fondo lui le miglia infinite di volo vinte con i buoni "&lt;i&gt;Healthy Choice&lt;/i&gt;", l'ha ottenute leggendo quelle microscopiche scritte che risiedono in tutti i prodotti alimentari e non. La gente invece è troppo presa dalle scritte a caratteri cubitali per accorgersi di un'offerta così vantaggiosa. Così Barry compra budini accumulando così tanto tragitto areo da poter volare per tutta la vita. Le persone intanto continuano a spettegolare, perfino le sorelle non sanno cosa significhi la parola "&lt;i&gt;CONFIDENZIALE&lt;/i&gt;", così Barry non sa a chi aprirsi, a chi raccontare le proprie ansie, i proprio desideri, le proprie paure, senza che diventi di dominio pubblico, o che si prendano sistematicamente gioco di lui. Perché non ci si ferma un maledetto secondo e si pensa: forse questa persona ha dell'altro dentro, perché classificarlo dal vestito che indossa? Perché non riflettiamo di più prima di cantare ai 4 venti le confidenze più intime che un amico c'ha fatto? È praticamente orribile un mondo dove non ti puoi fidare di nessuno, dove non appena volti le spalle sei deriso e sbeffeggiato perché non indossi l'abito giusto, oppure non hai agito come la maggior parte delle persone avrebbe fatto, o ancora perché hai qualcosa di "anormale". Barry odia tutto ciò, così spacca il bagno di turno, riduce a pezzi i vetri della casa di sua sorella, o picchia forte il pugno contro la parete del suo studio. Non è che può farci molto, è questa la realtà, ma Barry reagisce così, quegli scatti di collera sono uno sfogo contro quel mondo infame, chiacchierone e maligno, che cerca di fotterti al primo abbassamento della guardia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Punch drunk love&lt;/i&gt; è così un film denuncia, che sotto le vesti di una storia d'amore, rileva il cinismo della gente, le innumerevoli incapacità dell'uomo: all'ascolto; al custodire una rivelazione; al non bollare. L'insolito "inviato" Barry Egan gira tra la California e lo Utah, scoprendo quanta fatica facciano le persone "&lt;i&gt;diverse&lt;/i&gt;", che non vogliono per forza accettare le usanze di massa, che stanno un po' in disparte, a farsi capire, accettare, o più semplicemente ad ESISTERE.&lt;br /&gt;Ma Anderson, oltre che affidare a Barry l'incarico di strambo inviato che filma l'insensibilità delle persone, gli assegna anche quello di giustiziere, perché l'astruso e bizzarro Barry di P.T. Anderson, molto simile ad un &lt;i&gt;freak burtoniano&lt;/i&gt;, riuscirà con la sua infinità dolcezza, a debellare la meschinità del mondo esterno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ubriaco d'amore di Anderson, oltre a superare ogni confine di genere( non può essere assolutamente definito una storia d'amore), resta un film semplice, che pur nella sua gigantesca profondità, avrebbe potuto esser girato in modo altrettanto semplice. Anderson invece no, regala sin dai titoli di testa(un caleidoscopio di colori fantastici), dal piano-sequenza iniziale, alle più piccole e brevi scene( l'apertura dall'interno dei cancelli del suo ufficio, del suo garage; i controluce brillanti, i lunghi campi del suo studio;e quella sfavillante radiazione blu-azzurra che spesso circonda i suoi personaggi) lezioni di pura regia, purissima.&lt;br /&gt;Ecco perché Drunk punch love per me è un'assoluta gemma: un mix di semplicità, genuinità nel messaggio e di incredibile ricercatezza nel confezionarlo.&lt;br /&gt;Non provo nessun timore nel dire che P.T. è il regista del futuro, quello del XXI secolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SqKzSat2K4I/AAAAAAAAARE/xSV-a3Mu6go/s1600-h/last-shot.jpeg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5378058034024426370" src="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SqKzSat2K4I/AAAAAAAAARE/xSV-a3Mu6go/s400/last-shot.jpeg" style="cursor: pointer; display: block; height: 171px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-1230455468406978668?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/1230455468406978668/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/09/punch-drunk-love-pt-anderson.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/1230455468406978668'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/1230455468406978668'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/09/punch-drunk-love-pt-anderson.html' title='Punch-drunk love (P.T. Anderson)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SqKzvmb1Q5I/AAAAAAAAARU/q1zew5F2dis/s72-c/Immagine.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-2733712685940266505</id><published>2009-08-09T11:19:00.016+02:00</published><updated>2010-06-18T15:22:05.662+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='I vitelloni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fellini'/><title type='text'>I vitelloni ( F.Fellini)</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SoBV6GGy46I/AAAAAAAAAQE/hKjbV1Z0Dj4/s1600-h/1.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5368385212385518498" src="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SoBV6GGy46I/AAAAAAAAAQE/hKjbV1Z0Dj4/s400/1.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 303px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esistono film generazionali che riescono a catturare accuratamente i modi di pensare, fare, ragionare, vedere le cose, propri di un'epoca. Lo specchio storico di Fellini riflette in maniera lucente e canzonatoria le giornate della "gioventù" anni '50.&lt;br /&gt;Giovani beh, sembra alquanto un eufemismo dato che hanno superato i 30. Più che altro si potrebbe parlare d'una generazione formata tipicamente da uomini/bambini scapestrati, sognatori, licenziosi, menefreghisti, timorosi. Alberto, Fausto, Leopoldo, Moraldo, Riccardo, sono loro i vitelloni, adulti che giocano ancora a fare i fanciulli: il lavoro non fa per loro, la fatica gli appare un oltraggio, la responsabilità un'ingiuria, preferiscono sperare ed aspettare. Vanno avanti così: chi aspira a diventare un commediografo, chi è sposato e fa ancora il Don Giovanni, chi neanche ci pensa a trovarsi un posto, chi è maturo ma tuttavia ancor confuso. Non si rendono conto che il tempo vola, la vita galoppa veloce, gli altri creano qualcosa, si sistemano, fanno il possibile per diventare qualcuno e loro invece restano lì, immobili, come se per grazia ricevuta s'aspettassero che cadesse tutto giù dal cielo. Lo specchio in cui si riflette l'Italia di Fellini è quello di un paese povero, con poche risorse, il che giustifica in parte l'inerzia dei suoi personaggi; ma mentre il Belpaese raccoglie tutte le sue forze per un pronta rinascita, i nostri amici restano impassibili: chi indeciso sul da farsi, chi pieno di dubbi, chi sogna ancora ad occhi aperti,chi si crogiola nell'ozio, nei castelli d'aria, nella spensieratezza tipicamente giovanile. Ma non sono più dei ragazzi, non possono più scappare dagl'oneri della vita, né vivere eternamente nel mondo delle favole. Devono trovare una dimensione, uno scopo, cominciare a render concrete quelle vite passate a bighellonare ed a prorogare all'infinito il giorno in cui decideranno finalmente di comportarsi da adulti. Non si può però limitare la generazione di "giovani" felliniana agli anni '50, ma constatare quanto essa sia perfettamente adattabile a tutte le epoche, perché lo sguardo rivolto ai "bambini un tantinello cresciuti" del post-guerra è tutto fuorché anacronistico, è valido, validissimo per qualsiasi era, è uno spaccato storico-umano che non ha confini di periodi, situazioni economiche. Esser dei vitelloni è uno status, una modo di vivere, di concepire la vita, esistono ed esisteranno sempre, la sindrome da Peter Pan(i cui sintomi sono ampiamente conosciuti: riluttanza a crescere, ad accettare le regole ed i sacrifici tipici dei grandi, irresponsabilità, inclinazione a vagare verso mete impossibili,voglia di non far niente)attecchirà sempre nell'animo e nella mente di un numero infinito di uomini che diranno: "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;chi me lo fa fare, cosa c'è meglio che oziare nell'isola che non c'è? Cosa c'è di meglio che restare nel mio mondo, seppur immaginario&lt;/span&gt;?". C'è per caso un preciso contesto storico in cui collocare questa "patologia"? Certo che no. Questa propensione alla nullafacenza, all'illusione che prima o poi arriverà qualcosa, è quasi un processo naturale, un istinto, un modo per evadere, per scappare dai quei fastidiosi incarichi che la vita ci riserva; ed i vitelloni non vogliono né incarichi né tanto meno carichi, vogliono sentirsi liberi, privi d'obblighi e vincoli, vogliono la leggerezza, voglio sentirsi eternamente bambini. Ma se la mamma spesso perdona le marachelle del suo capriccioso piccino, risparmiandogli l'ennesima ramanzina, la vita non è altrettanto indulgente con chi vuole restarlo a vita: prima o poi , in maniera inevitabile,uno sonoro schiaffo li risveglierà da quel sonno profondo, costringendoli con la forza ad imparare a "campare", a sudare, a guadagnarsi da vivere, a sopportare la fatica di un dovere ed il peso di una responsabilità, ad aprire quegl'occhi da fanciullo entrando a contatto con il mondo reale. In una parola li obbligherà a diventare UOMINI. Deo gratias!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-style: italic; font-weight: bold; line-height: 100%;"&gt;&lt;span style="font-family: Geneva;"&gt;"lei non sa cosa significa per me quello che m'ha detto. Stavo per abbandonare tutto, i miei sogni di ragazzo, le mie speranze. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-style: italic; font-weight: bold; line-height: 100%;"&gt;&lt;span style="font-family: Geneva;"&gt;È duro sai vivere nell'incomprensione, neanche gli amici ti capiscono, hanno interessi più materiali, vivono la loro vita meschina, pensano alla donne, ai soldi, e tu ti senti oppresso e così solo. L'inverno poi è terribile, non passa mai in questo paese, ti prende una tristezza, un'angoscia. Ecco, vedi? A mezzanotte tutto è spento e allora come può un'artista nutrire i suoi fantasmi, come può vivere in questo silenzio? Passano gli anni sai ed una mattina ti svegli: eri ragazzo fino a ieri e adesso non lo se più."&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;capolavoro senza tempo&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;splendido il cast&lt;br /&gt;infinito Franco Fabrizi&lt;br /&gt;divina Leonora Ruffo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SoBVxwipsEI/AAAAAAAAAP8/csG3t5u8cXI/s1600-h/i-vitelloni-1.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5368385069157822530" src="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SoBVxwipsEI/AAAAAAAAAP8/csG3t5u8cXI/s400/i-vitelloni-1.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 282px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-2733712685940266505?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/2733712685940266505/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/08/i-vitelloni-ffellini.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/2733712685940266505'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/2733712685940266505'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/08/i-vitelloni-ffellini.html' title='I vitelloni ( F.Fellini)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SoBV6GGy46I/AAAAAAAAAQE/hKjbV1Z0Dj4/s72-c/1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-1511977126429335029</id><published>2009-06-09T19:43:00.009+02:00</published><updated>2010-06-18T15:21:25.834+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fellini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='8 e mezzo'/><title type='text'>8 ½ (F.Fellini)</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Si6kQdgsTfI/AAAAAAAAAPc/SfrKaLq3wpo/s1600-h/38555789.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5345390410441969138" src="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Si6kQdgsTfI/AAAAAAAAAPc/SfrKaLq3wpo/s400/38555789.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 265px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;- Guido allora? Quand'è che vedremo il tuo nuovo film?&lt;br /&gt;- Mi dia quella parte, mi dia quella parte Guido, io sono nata per quella parte!&lt;br /&gt;- Signor regista forza, su, è il momento di decidere, chi farà il ruolo di Saraghina?&lt;br /&gt;- Guido io non capisco, cosa vuoi da me? Cosa vuoi dalla vita?&lt;br /&gt;- Caro sign. Anselmi, ci dica la verità, di cosa parla la sua nuova pellicola?&lt;br /&gt;- Guido mi ami?&lt;br /&gt;- Guido perché non sei felice? cos'è che ti tormenta?&lt;br /&gt;- Senti Gui', l'impalcatura più a destra o a sinistra?&lt;br /&gt;- Guido sbrigati diamine, c'è il cardinale che ti aspetta, ti schiarirà le idee, sarà lui la tua salvezza ne sono certo!&lt;br /&gt;- Guido qui ci sono i 3 vecchietti che m'avevi chiesto. Quale scegli?&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è il pandemonio di voci, richieste, chiarimenti, consigli, che assillano il signore sopra citato: Guido Anselmi. Sta realizzando il suo nuovo film, ma questo immane fracasso è l'antitesi d'ogni forma di pensiero, ragione; come prendere anche la più semplice delle decisioni?&lt;br /&gt;Ma magari si trattasse solo di questo. La sua insicurezza, la sua approssimazione sulle risposte, i suoi continui rinvii a precise prese di posizione, sono il frutto di un'altra grande babilonia, e questa volta non estrinseca ma interiore, quindi ben più grave. Non una, ma cento cose gli offuscano la mente, lo confondono, gli incutono paura, lo rendono irascibile, inquieto, ansioso. Un'ansia che gli si attacca addosso perché gli intima di decidere, di fare una scelta, di andare dritto verso ciò che vuole. Ma Guido non sa quel che vuole, il caos regna nell'animo di questo 43enne regista di successo, stimato e spalleggiato da tutti, atteso e riverito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;"mi sembrava di avere le idee così chiare. Volevo fare un film onesto, senza bugie di nessun genere. Mi pareva d'avere qualcosa di così semplice, così semplice da dire, un film che potesse essere utile un po' a tutti, che aiutasse a seppellire per sempre tutto quello che di morto ci portiamo dentro. E invece io sono il primo a non avere il coraggio di seppellire proprio niente. Adesso ho la testa piena di confusione, questa torre tra i piedi… chissà perché le cose sono andate così. A che punto avrò sbagliato strada? Non ho veramente niente da dire, ma lo voglio dire lo stesso"&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guido scopre con enorme ritardo di non esser assolutamente padrone della sua vita, né tanto meno conscio dei suoi sentimenti, di ciò che ama oppure odia, di ciò che è giusto o sbagliato, morale o blasfemo. È un uomo in panne, alla mercè di una mente che è continuamente alla ricerca del puro, del genuino che c'è in ogni cosa. Il non trovarlo gli impedisce di star quieto, rilassato, lo catapulta in una strada piena zeppa di foschia dove non sa dove andare. Così lui resta perennemente fermo, in attesa d'una rivelazione, di un segno, d'una gigantesca ed esauriente risposta che da deus ex machina risolva finalmente ogni suo rebus.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;"E quindi zitti, lasciatemi in pace, lasciatemi pensare!"&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Ma Guido anche se pensa e ripensa, non riesce a trovare una verità nella sua vita:&lt;br /&gt;- &lt;i&gt;aveva ragione il sacerdote che da piccolo mi affisse sulla schiena un foglio con su scritto VERGOGNA(per aver ballato e fatto sogni impuri con la florida Saraghina)?; o gli harem che affollano i miei desideri più reconditi?&lt;br /&gt;- Amo Luisa, Carla, o Claudia? Ma in effetti, è l'amore che voglio? So amare o quanto meno voler bene?&lt;br /&gt;- Dannazione perché sono sempre così confuso? Voglio essere limpido, onesto e sincero con me stesso. Perché queste risposte si fanno così desiderare? Qual è la strada giusta per ritrovare me stesso e la serenità? &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma se fuori il baccano continua, dentro di lui il silenzio e l'assenza d'ogni responso ai propri enigmi regnano ancora sovrani.&lt;br /&gt;Come fare anche la più semplice delle scelte, quando non sai cosa pensi davvero? Cosa vuoi, cosa sei?&lt;br /&gt;Ma Guido improvvisamente s'accorge che il suo intento era proprio quello di raccontarsi, usare la sua mdp per descriversi, cercare di spiegare se stesso al pubblico filmando le proprie paure, rimorsi, dubbi. Capisce così che solo in questo modo riuscirà a farsi accettare, perché portando sullo schermo quell'anarchia di riflessioni, sensazioni,emozioni, quei fantasmi del passato, quelle diatribe sul bene e sul male( derivate in larga parte da una rigida educazione cattolica), egli confessa agli altri la sua vera natura, si libera di tutto ciò che lo faceva sentire colpevole, ipocrita, bugiardo, accettando finalmente anche se stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Guido&lt;/i&gt;: &lt;b&gt;Eminenza, io non sono felice&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Cardinale&lt;/i&gt;: &lt;b&gt;Perché dovrebbe essere felice? Il suo compito non è questo. Chi le ha detto che si viene al mondo per essere felici? Dice Origene nelle sue omelie: extra ecclesiam nulla salus, fuori della Chiesa non c'è salvezza; extra ecclesiam nemu salvatur, fuori dalla Chiesa nessuno si salverà; salus extra ecclesiam non est, non c'è salvezza fuori dalla Chiesa; Civitas Dei, chi non è nella Civitas Dei appartiene alla Civitas Diaboli.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fellini e il suo alter-ego Anselmi: adulti, navigati, esperti, eppure pare che di fronte si ritrovino un estraneo, perché la loro coscienza è una perfetta sconosciuta, ciò che sentono e provano un totale mistero, in un'età dove invece bisognerebbe conoscere sé stessi come le proprie tasche. Fellini quindi auto-fotografa la propria mente, la propria anima, l'IO di un uomo(se stesso) appannato ed incomprensibile, che vorrebbe sterminare ogni bugia dalla sua vita e di conseguenza risoluto a distruggere ogni pezzo di quella pellicola piena di menzogne, mendace e sporca. Poi però scopre che confessandosi, riconoscendo e considerando come parte di se stesso tutto quel fracasso, aprendo le porte della sua psiche e del suo spirito al pubblico, realizzando e non abbattendo le bobine di quel film, riuscirà finalmente a trovarla e ritrovarsi, accettarsi. Considererà quel caos una parte di lui, imprescindibile, "normale" , perfino utile a ritrovare, dopo tanta fatica, se stesso.&lt;br /&gt;Uno, nessuno e centomila. Eppur poca importa, sono tutti pur sempre Fellini!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;"ecco, tutto ritorna come prima, tutto è di nuovo confuso. Ma questa confusione sono io, io come sono, non come vorrei essere adesso. E non mi fa più paura dire la verità, quello che non so, che cerco, che non ho ancora trovato. Solo così mi sento vivo e posso guardare i tuoi occhi fedeli senza vergogna. È una festa la vita: viviamola insieme! Non so dirti altro, Luisa, né a te né agli altri: accettami così come sono, se puoi. È l'unico modo per tentare di trovarci."&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Meravigliosamente onirica la regia felliniana.&lt;br /&gt;Ci vorrebbe un florilegio per descrivere l'immensità di Mastroianni, un'effigie per rendere l'idea della Cardinale.&lt;br /&gt;E il bianco e nero della fotografia di Gianni di Venanzo?&lt;br /&gt;capolavoro&lt;br /&gt;2 Premi Oscar 1964: "Miglior film straniero", "Migliori costumi in bianco e nero".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Capolavoro &lt;/i&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Si6kXanwxWI/AAAAAAAAAPk/0OlK6kK6ito/s1600-h/claudiat.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5345390529925399906" src="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Si6kXanwxWI/AAAAAAAAAPk/0OlK6kK6ito/s400/claudiat.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 217px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-1511977126429335029?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/1511977126429335029/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/06/8-ffellini.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/1511977126429335029'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/1511977126429335029'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/06/8-ffellini.html' title='8 ½ (F.Fellini)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/Si6kQdgsTfI/AAAAAAAAAPc/SfrKaLq3wpo/s72-c/38555789.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-954304168685235000</id><published>2009-06-03T14:27:00.010+02:00</published><updated>2010-06-18T15:20:28.619+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Solondz'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Happiness'/><title type='text'>Happiness (T.Solondz)</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SiZtauacE8I/AAAAAAAAAPU/s_cOjuL5uAc/s1600-h/vlcsnap-2507277.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5343078313824621506" src="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SiZtauacE8I/AAAAAAAAAPU/s_cOjuL5uAc/s400/vlcsnap-2507277.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 225px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;C'è qualcosa che non va nell'America di Solondz.&lt;br /&gt;Nel Paese teoricamente perfetto, idealisticamente paradiso terrestre, nella terra dei sogni per antonomasia tutti cercano ancora qualcosa: impazienti, isterici, affetti da un male che è forse quello del secolo: la felicità. Forse è questo che non va.&lt;br /&gt;Ognuno la cerca in un modo, in qualcosa/uno, ognuno ha il suo tormento:&lt;br /&gt;- lo psicologo Bill e la sua &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;pedofilia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;- Allen l'erotomane e la sua &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ninfomane vicina&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;- Kristina la donna che odia il sesso e l'amico &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Allen &lt;/span&gt; sopraindicato&lt;br /&gt;- la ninfomane vicina(Helen) e la voglia di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;qualcuno accanto che non sia solo un mitico scopatore&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;- Joy e il suo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;principe azzurro&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;- Billy e la sua &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;smania di crescere&lt;/span&gt;, ma soprattutto di provare(come i suoi amici di scuola) l'ebbrezza del &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;primo orgasmo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;-Lenny 65enne che con la separazione cerca &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;nuovi stimoli&lt;/span&gt;, in una vita e con una moglie(Mona)che ormai lo annoiano&lt;br /&gt;- Mona che cerca disperatamente di dare nuove sensazioni a suo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;marito&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;-Timmy ed il suo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;tamagocy&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Piccole o grandi, decorose o luride, quelle ambizioni e quelle brame sono refrain instancabili e martellanti, assolutamente vitali per la riuscita delle loro vite. Non si vive che per loro.&lt;br /&gt;Ma tutto risulta incompatibile nel quadretto americano di Solondz, ognuno appare fuori posto, ognuno un pezzo di puzzle destinato a non sposarsi con nessuno ma ironicamente identico all'altro: impossibile incastrarli. Si prova e si riprova ma non va, non combaciano, camminano in due sensi di marcia, due poli uguali che si respingono. Un lungo estenuante paradosso, perché tutti desiderano qualcosa che l'altro non è in grado di dare. Così rimangono soli con il proprio grattacapo, e non gli resta altro che sbattere meccanicamente la testa contro quel chiodo fisso, in attesa di un evento!&lt;br /&gt;Non c'è comunicazione né comprensione, ogni soggetto affetto da quella malattia parla una lingua comprensibile solo a se stesso, e forse col tempo neanche la ricorda più perché stanco di parlare. In fondo come può ancora parlare un pedofilo? Non può, e difatti non lo fa, ma purtroppo quel ritornello lo assilla, se ne vergogna e cerca di redimersi, ma è più forte di lui: è solo così che si sente finalmente felice.&lt;br /&gt;Con questo eccesso d'impudicizia, Solondz porta all'estremo (fino all'inverosimile), la sete e l'irruente potenza del desiderio di felicità, l'incontrollata e naturale attrazione verso quelle sirene senza badare a dove portano. Quindi non il popolo dei sogni, ma dei sognatori, degli eterni inquieti e disillusi, dei predestinati a gironzolare con un punto interrogativo sulla testa, comandati da un istinto che li attira irrefrenabilmente verso ciò che più attendono. Nessuna possibilità di scelta!!!&lt;br /&gt;Capricci, capricci, tutti sembrano presi dal classico capriccio del bambino che vuole il gelato senza il quale non sarà mai contento, senza il quale piangerà all'infinito. Anche a loro manca qualcosa, e se per Billy "arriverà il momento in cui arriverà", per i c.d. adulti il gelataio sembra non passare mai, ed il sapore dell'ultimo che hanno provato, è ormai svanito da tempo. Immaginate una strada piena di persone accomunate dalla stessa identica posa: quella di chi fa il gesto di mantenere un gelato, il problema è che in mano non c'è niente, così tocca star lì ad aspettare,aspettare,aspettare, non è che ci credano più di tanto, ma magari un giorno...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Joy: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;where there's life there's hope&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Trish: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;that's right&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Helen: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;you bet&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Mona: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;absolutely&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Lenny: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;yeah&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-954304168685235000?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/954304168685235000/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/06/ce-qualcosa-che-non-va-nellamerica-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/954304168685235000'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/954304168685235000'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/06/ce-qualcosa-che-non-va-nellamerica-di.html' title='Happiness (T.Solondz)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SiZtauacE8I/AAAAAAAAAPU/s_cOjuL5uAc/s72-c/vlcsnap-2507277.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-8086496995070151160</id><published>2009-05-22T17:09:00.010+02:00</published><updated>2010-06-18T15:17:32.167+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bergman'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sussurri e grida'/><title type='text'>Sussurri e grida (I.Bergman)</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/ShbBDKK2-TI/AAAAAAAAAPM/IJWipHyIBMA/s1600-h/vlcsnap897909sp6.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5338666668307970354" src="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/ShbBDKK2-TI/AAAAAAAAAPM/IJWipHyIBMA/s400/vlcsnap897909sp6.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 225px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;Ci sono opere che bisogna saper attendere. &lt;br /&gt;Posizionarsi in un angolino, osservare, ASPETTARE. &lt;br /&gt;Bergman adora mostrare i suoi personaggi gradualmente, farli passare dal buio più cupo e misterioso, ad un'intensa luce chiarificatrice. &lt;br /&gt;Li scruta, li esamina, ce ne fa studiare minuziosamente i volti, le rughe, le espressioni, i disappunti, le risate, i pianti, le grida. &lt;br /&gt;C'è così fervore nei suoi "DETTAGLI", così profondità nei "PRIMISSIMI PIANI", da farci passare magicamente dal buio del nostro angolino, alla più limpida ed abbagliante visione dell'ANIMO dei suoi protagonisti. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;È cosi che l'attesa termina e lui c'invita a venir fuori per OSSERVARE meglio: &lt;br /&gt;intravediamo 4 donne, di cui 3 son sorelle : MARIA, KARIN ed AGNESE; poi c'è ANNA la badante. &lt;br /&gt;La cosa strana è che più c'accostiamo a quei volti, più soltanto 2 di essi c'appaion LIMPIDI,PURI. &lt;br /&gt;Distinguiamo il viso sofferente di Agnese, malata in fin di vita, eppur sempre sorridente quando una delle sorelle le stringe la mano, sempre carica di gratitudine e riconoscenza quando la aiutano a lavarsi, vestirsi. Spesso la osserviamo immersa nel ricordo dell'amata madre. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;È pallida, eppure ha un'aura color &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;rosso&lt;/span&gt; fuoco. &lt;br /&gt;Distinguiamo benissimo Anna, devota ed amorevole badante, sempre in prima fila per dar manforte, sempre disposta a sacrificarsi e donare la sua spalla in caso di necessità. Il rosso  della sua aura è cosi vigoroso che siam costretti a socchiudere le palpebre. &lt;br /&gt;Poi ci sono loro, che di tanto in tanto vengon sorprese da un barlume di chiarore, ma che non riusciamo bene a focalizzare, preferiscono abitare negl'angoli tetri della casa: Maria e Karin. Quel bagliore scarlatto ed energico, carico di vitalità, non s'espande su quei volti plumbei, aridi e polari. Entrambe hanno deciso di non &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;PROVARE NULLA SULLA LORO PELLE, EVITARE QUALSIASI CONTATTO, AFFETTO, PREMURA, ATTENZIONE, GESTO DI FRATELLANZA, SOLIDARIETÀ&lt;/span&gt;. Non &lt;span style="font-style: italic;"&gt;conoscono il VOLER BENE&lt;/span&gt;, ignorano le parole &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;AMORE,CALORE&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;"Sussurri e grida" inizia dove finisce "Persona". La falsità, la consapevolezza d'esser spudoratamente mendaci, ipocriti, che portò Alma ed Elisabeth a ridursi a dei vegetali incapaci di tutto, ora attecchisce Karin. Menzogna che lei stessa intravede negl'occhi della sorella Maria : abile manipolatrice, bravissima nell'elargire a più non posso, ingannevoli baci di Giuda, carezze fasulle e false promesse. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;È cosi che Bergman separa le due stanze: l'una grigia, piena di nebbia, abitata da due sorelle che neanche si conoscono, che nemmeno provano a sfiorarsi, toccarsi, parlarsi (Maria e Karin); l'altra da Anna che stringe a sé Agnese con la premura di una mamma, con la bontà di un padre, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;colorando quella stanza di un rosso scarlatto meraviglioso&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;Bergman è un ritrattista, un tecnico dei volti, un pittore capace di cogliere ogni trepidazione, suggestione, turbamento dell'uomo. &lt;br /&gt;È per questo che decide di tenere in disparte i ritratti di Karin e Maria: sono ciò che di più vacuo possa esserci, nature morte fatte d'argilla, cuori atrofizzati a causa di un moto negato per troppi anni. I loro visi sono spenti, spogli, abulici, rappresentano la negazione stessa della vita, la bugia, il dubbio sui sentimenti, l'occlusione all'emozione. Ecco perché il loro ritratto era sfocato, sfumato, riuscivamo a vederne i corpi, ma non l'anima. Ecco perché Bergman oscura i primi per esaltare i secondi: poiché "Sussurri e grida" è proprio il trionfo dell'animo umano, caritatevole, benevolo, predisposto ad amare, ad accogliere e donare un sorriso. Sussurri e grida è la gioia di una passeggiata in compagnia, il gradevole suono d'una chiacchierata fraterna, l'ebbrezza d'un giro in altalena tra compagni, è l'amarcord d'una madre adorata, di una mano stretta con così tanta forza da alleviare ogni dolore. Sussurri e grida è il calore di un abbraccio, è il semplice guardare tuo fratello negl'occhi mentre cresce, è un invito &lt;span style="font-style: italic;"&gt;A PROVARE AD ESSERE PIÙ TUTTO: più fratelli, più amici, compagni,&amp;nbsp; figli, genitori..&lt;/span&gt;. PIÙ!! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;lt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;le mie sorelle Karin e Maria sono venute a trovarmi. &lt;br /&gt;È meraviglioso essere di nuovo insieme come ai vecchi tempi. &lt;br /&gt;Io mi sento molto meglio, abbiamo persino potuto fare una bella passeggiata, un vero avvenimento per me , visto che da tanto tempo non mettevo piede fuori casa. &lt;br /&gt;A un tratto abbiamo cominciato a ridere ed a correre verso l'altalena abbandonata da quando ero bambina. Ci siamo sedute come tre brave sorelline ed Anna ci dondolava ,piano piano, dolcemente. I dolori erano spariti, le persone che amavo più di tutte al mondo erano lì, potevo udirle chiacchierare intorno a me, sentivo la presenza dei loro corpi, il calore delle loro mani,volevo aggrapparmi a quel momento, e pensai: QUALUNQUE COSA ACCADA, QUESTA è FELICITÀ, NON POSSO DESIDERARE NIENTE DI PIÙ. ORA PER QUALCHE ISTANTE POSSO ASSAPORARE LA PERFEZIONE E SENTO D'ESSER GRATA ALLA MIA VITA,CHE MI DÀ TANTO&lt;/span&gt;&amp;gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;voto&lt;/span&gt;: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;9&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;cast&lt;/span&gt;: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;10&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;fotografia&lt;/span&gt;: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;10&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-8086496995070151160?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/8086496995070151160/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/05/ci-sono-opere-che-bisogna-saper.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/8086496995070151160'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/8086496995070151160'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/05/ci-sono-opere-che-bisogna-saper.html' title='Sussurri e grida (I.Bergman)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/ShbBDKK2-TI/AAAAAAAAAPM/IJWipHyIBMA/s72-c/vlcsnap897909sp6.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-412718486998236101</id><published>2009-05-07T22:45:00.010+02:00</published><updated>2010-06-18T15:15:18.006+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Charlie Chaplin'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Luci della ribalta'/><title type='text'>Luci della ribalta (C.Chaplin)</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SgNIfFvriLI/AAAAAAAAAOk/mqG-giIY24s/s1600-h/cap007.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5333186082692106418" src="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SgNIfFvriLI/AAAAAAAAAOk/mqG-giIY24s/s400/cap007.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 300px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si dice che tra il dire ed il fare c'è di mezzo il mare. Niente di più vero. &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Chaplin&lt;/i&gt; però fa da eccezione. Te ne accorgi osservando la forza e la veemenza con cui il suo &lt;i&gt;&lt;b&gt;Mr.Calvero&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; affronta una senilità(di carriera e di vita) ormai avviata; nel modo in cui ridona speranza ad una giovane donna ormai scoraggiata ed avvilita dalla vita, stabilendo così un diretto contatto fra le due cose: Chaplin parla ed agisce in contemporanea, niente di più vero. Nessuna menzogna perché il suo modo di far cinema parla al cuore senza raggiri, senza inganni. &lt;br /&gt;Tutto quello che ti resta da fare è star lì, a bocca aperta, senza dubitare neanche un secondo dell'autenticità delle sue storie. &lt;br /&gt;Qui la storia è di Calvero: vecchio comico di fama sempre sbronzo ormai in dirittura d'arrivo, snobbato e dimenticato dal suo pubblico ed in parallelo quella di &lt;b&gt;&lt;i&gt;Terry&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;, giovane ballerina che già esausta di lottare per la vita, tenta il suicidio. &lt;br /&gt;Tenta appunto, perché c'è Calvero. Egli la curerà e la accudirà fino alle ripresa delle forze. &lt;br /&gt;Come un padre le dona consigli, la sprona, la incita a rialzarsi, a combattere ed il brio e la grinta delle sue parole non fanno rinascere solo Terry, ma anche il suo istinto combattivo da tempo sopito. Terry torna a ballare. Calvero a far ridere. O quasi, perché come ho detto, non è cosi semplice: Calvero non fa più ridere. Chissà se l'ha mai fatto... &lt;br /&gt;Così, mentre Terry ottiene finalmente il successo meritato, Calvero mette in fila un fiasco dopo l'altro. &lt;br /&gt;Povero Calvero, gioire per la felicità altrui, senza badare alla propria. Decide di smettere. Addio teatro! &lt;br /&gt;Ma non dura molto, il tempo di rincontrare Terry(sempre devota per il bene che le ha fatto) e la sua voglia d'esibirsi balza allo scoperto, la sua "sete di pubblico" riaffiora. Il clown Calvero, il buffo Calvero, il ridicolo Calvero. Mille nomi, mille morti, mille smacchi, ma giammai domo, GIAMMAI! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chaplin non cerca la poesia consolatoria, non urla ai quattro venti: &amp;lt;&amp;lt;&lt;i&gt;the life is wonderful&lt;/i&gt;&amp;gt;&amp;gt;, fingendosi cieco di fronte ai muri che ci rialza, ma, che il suo Calvero sia stanco,sconsolato o afflitto non importa, quel muro un po' alla volta va giù. Corre verso il suo palco, ovvero la sua casa, nonostante tutto, nonostante più e più volte il suo pubblico l'ha invitato a tornarsene da dove è venuto; nonostante la vergogna d'uno pseudonimo usato per non farsi riconoscere; nonostante la paura, l'angoscia più grande: quella di non far RIDERE. L'abulia non fa per lui, né tanto meno l'inerzia. Il teatro è il suo destino, la sua ragione, il suo senso. Smarrito centinaia di volte, eppur sempre ritrovato. &lt;br /&gt;Tra ed il fare, c'è di mezzo Chaplin. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;-this is my home. Here!&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;- I thought you hated the theatre. &lt;br /&gt;-&lt;i&gt;&lt;b&gt;I do. I also hate the sight of blood, but it's in my veins.&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;straordinario il cameo finale con Buster Keaton al piano &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CAPOLAVORO &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;voto: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;10 e lode&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-412718486998236101?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/412718486998236101/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/05/luci-della-ribalta-cchaplin.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/412718486998236101'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/412718486998236101'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/05/luci-della-ribalta-cchaplin.html' title='Luci della ribalta (C.Chaplin)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SgNIfFvriLI/AAAAAAAAAOk/mqG-giIY24s/s72-c/cap007.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-8836108132796484655</id><published>2009-03-30T21:18:00.021+02:00</published><updated>2010-06-18T15:13:25.995+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='questa è la mia vita'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vivre sa vie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='godard'/><title type='text'>Vivre sa vie (J.L.Godard)</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SdHk1EzatUI/AAAAAAAAANU/5_UlLlFB7hI/s1600-h/anna-karina-vv.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5319284235374867778" src="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SdHk1EzatUI/AAAAAAAAANU/5_UlLlFB7hI/s400/anna-karina-vv.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 307px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;Non è mai facile scrivere di qualcosa che reputi straordinario, perché quando cerchi di mettere nero su bianco il mix infinito di emozioni, suggestioni, eccitazioni che l'opera t'ha suscitato, rischi di mandare "o paese e pullecenella" ogni accenno di raziocinio, finendo per creare solo una smisurata lista di sinonimi, che speri siano in grado di rendergli giusta gloria. E la fille di Godard(all'anagrafe &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Hanna Karin Blarke Bayer&lt;/span&gt; aka &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Anna Karina&lt;/span&gt;) nei panni di Nana, non mi causa un affievolimento di questo giudizio distaccato e ponderato (preteso per ogni buon cinefilo), bensì la perdita totale d'ogni capacità d'equilibrio nella sua valutazione. Questo perché la Karina da vita ad un personaggio così fragilmente esile, così ingenuamente indifeso, che la mia capacità di discernimento cessa non appena Godard incrocia lo sguardo con i suoi occhi: assenti,assorti, eppure carichi di un'euforica vitalità, d'una sana e schietta VOGLIA DI VIVERE. Uno sguardo che vorrebbe semplicemente esser osservato, mentre invece nessuno pare notarlo, nessuno(in primis l'uomo) pare accorgersi dell'enorme differenza che rispetto agli altri nasconde. (se non NOI attraverso i favolosi controcampi di Jean-Luc). E tu pensi: &amp;lt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;come fate a non vederlo? CAZZO&lt;/span&gt;&amp;gt; Nana come &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Giovanna d'Arco e la sua passione&lt;/span&gt;, entrambe donne consacrate ad un "qualcosa" che non verrà mai capito né creduto, a cui finiranno quasi per non crederci più loro stesse: esseri superiori che vedono e sognano mondi fatati sconosciuti alle mappe della terra. O come la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Monica Vitti&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;antoniana&lt;/span&gt;: entrambe creature che cercano con ogni mezzo e sacrificio possibile soltanto d'essere amate, se non altro comprese, capite, che desiderano solo sentirsi SPECIALI, mentre invece si ritrovano a vagare per le strade senza meta né sosta, con un perenne senso d'irresolutezza ed insoddisfazione, d'assenza di PACE. Durante una conversazione Nana apprende che una bambina(parlando della gallina il suo animale preferito) ha scritto: &amp;lt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;essa è composta dalla parte esteriore, e da quella interiore. Tolta la parte esteriore rimane quella interiore, tolta quelle interiore rimane l'ANIMA.&lt;/span&gt;&amp;gt; Lei, tra quella folla sterminata di donne ed uomini da "marciapiede", pare l'unica ad avercela un'anima, l'unica ad interrogarla per capire quali siano, tra le cose che prova, quelle VERE. L'unica a porsi domande, scrupoli; ma, più d'ogni altra cosa, l'unica a far vagare la propria mente fra un dubbio ed un altro, fra decine d'insicurezze, fra il desiderio che tutto sia logico, limpido e semplice. Ma non è così, tutto gli appare cupo e misterioso, indecifrabile. È stanca di farsi domande senza alcun cenno di risposta. Nana incarna quindi la DONNA, un essere vagabondo alla ricerca dei &amp;lt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;perche'&lt;/span&gt;&amp;gt;, all'inseguimento dell'essenza della vita, mentre l'uomo medio(ma più in generale il resto della gente) non l'aiuta affatto, resta immobile, imperterrito, insensibile, non s'accinge minimamente a "scrutare" in quello sguardo che meriterebbe la luna. Se si muove è solo per sfruttarla(magnaccia). Così la fille godardiana, entra a far parte di quel novero di personaggi non adatti al resto del mondo che li circonda. Perché troppo sensibili, troppo veri, troppo buoni; che trovano rifugio solo in quel limbo dedicato alle anime erranti, tormentate, assetate di certezze, di verità, che purtroppo la vita non concede. Però Nana d'improvviso capisce che non serve a nulla tormentarsi in quel modo, che sarebbe meglio lasciare che il tempo spieghi tutto, che quelle cose indefinite diventino nitide semplicemente VIVENDO. Capisce finalmente qual è la sua strada, e nessuno più di lei lo meriterebbe. Ma forse proprio quel labirinto fatto di titubanze ed inquietudini, d'interrogativi e sofferenze, costituiva già di per sé un quadro di rara bellezza, a cui si doveva prestare maggior attenzione e non quella scostante ed apatica indifferenza. D'altronde basterebbe guardarla, per capire quanta bellezza s'intravede in quel volto rigato di lacrime. Bellezza, che forse la vita e sicuramente l'uomo, non meritano nel modo più assoluto e che difatti sciupano miseramente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Vidi nella luce viva, un dipinto che prima m'era sfuggito. Era il ritratto d'un fanciulla nel piano della sua bellezza. Guardai il dipinto un solo istante, poi chiusi gli occhi. Fu un movimento impulsivo per guadagnare tempo per pensare; per assicurarmi che la mia vista non mi aveva ingannato; per calmare e preparare il mio spirito ad una contemplazione più sobria e sicura. Dopo alcuni istanti, guardai di nuovo fissamente il dipinto. Come opera d'arte, era certo quanto di più perfetto c'avesse dato la pittura, ma è probabile che non fosse né la tecnica del dipinto né l'immortale bellezza di quel volto a impressionarmi così profondamente. Alla fine, avendo scoperto il vero motivo di quella sensazione, mi lasciai ricadere sul letto. Avevo capito che il fascino di quel dipinto era il fascino stesso della vita. Il suo riflesso più autentico. È la nostra storia: un pittore che fa il ritratto della moglie. Passarono le settimane e l'opera giunse quasi al termine. Lo spirito della dama tremò ancora come la fiamma di una lampada e per un momento il pittore sostò estatico di fronte all'opera che aveva terminato. Ma un istante dopo, mentre così guardava, tremò. Fu invaso dal terrore e grido con voce tonante. &lt;in la="" vita=""&gt;Si girò allora di colpo per guardare la sua amata: era morta&lt;/in&gt;&lt;/span&gt;! " &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;voto oggettivo: &lt;b&gt;8.5&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;&lt;i&gt;voto soggettivo&lt;/i&gt;: &lt;b&gt;10&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Anna Karina&lt;/i&gt;:&lt;b&gt;10&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-8836108132796484655?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/8836108132796484655/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/03/vivre-sa-vie-jlgodard.html#comment-form' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/8836108132796484655'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/8836108132796484655'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/03/vivre-sa-vie-jlgodard.html' title='Vivre sa vie (J.L.Godard)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SdHk1EzatUI/AAAAAAAAANU/5_UlLlFB7hI/s72-c/anna-karina-vv.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-1314667547507596178</id><published>2009-03-18T18:18:00.013+01:00</published><updated>2010-06-18T15:11:49.285+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Polanski'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Repulsion'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il coltello nell&apos;acqua'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cul de sac'/><title type='text'>L'uomo secondo Polanski</title><content type='html'>Polanski ed il suo uomo,una trilogia che parte da:&lt;br /&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-size: 14px; line-height: 100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-size: 14px; line-height: 100%;"&gt;&lt;u&gt;"Il coltello nell'acqua"&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-size: 14px; line-height: 100%;"&gt;&lt;u&gt;&lt;br /&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/ScEtI1Uxc1I/AAAAAAAAAMk/UU7ofGdh-Dw/s1600-h/knife2anchorbaydfno6.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5314578665050305362" src="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/ScEtI1Uxc1I/AAAAAAAAAMk/UU7ofGdh-Dw/s400/knife2anchorbaydfno6.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 265px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 360px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;suo primo lungometraggio ed iniziazione della filosofia su di esso.&lt;br /&gt;C'è sempre una lotta fra i vari generi di uomo presenti nei 3 film dell'autore; qui c'è quello "&lt;i&gt;adulto" &lt;/i&gt;(Andrea): maturo,esperto, navigato, un factotum che sembra saper già tutto della vita e che odia invece l'altro, l'&lt;i&gt;adolescente&lt;/i&gt;: novellino,sprovveduto,spesso incapace di cavarsela da solo. Ciò che odia di più è la sua sfrontatezza, la sua irruente forza di vita,il suo menefreghismo delle regole. Lui invece è un comandante attento alla disciplina,che non ammette sbagli, ripudia quel senso di incompiutezza,di disadattamento tipico dei giovani ancora in cerca della loro strada. Lui è risoluto, sa tutto.&lt;br /&gt;L'Andrea polanskiano bacchetta il suo "mozzo", gli urla contro, gli impartisce ordini, lo tratta come un pulcino spennacchiato. Forse perché ancora sogna quei periodi, ora ha smarrito quell'inesauribile energia giovanile,quel fascino non c'è più. Andrea bastona il ragazzo perché anch'egli un giorno era così, strigliare lui significa farlo anche a se stesso. Probabilmente lo fa perché c'è ancora una parte di lui cosi: fresca,ribelle,irruente, con quelle urla vorrebbe sommergerla.&lt;br /&gt;Il ragazzo dal suo canto aborrisce quei diktat,quell'austerità,sogna di non diventare mai cosi borioso e perfido; in fondo è il classico atteggiamento che ha lo scolaro verso il drastico maestro,o ancora meglio del figlio verso il severo padre. C'è quasi un'incongruenza fra queste 2 generazioni,un divario che pare insormontabile,un distacco inevitabile...&lt;br /&gt;Polanski quindi mette di fronte due modelli di vita,quasi un'evoluzione,perché l'adulto passerà sempre prima dall'adolescenza e viceversa.Sono entrambi il prodotto dell'altro ma si odiano,si sentono entrambi 'immaturi,incompleti,studiano ed individuano uno i difetti dell'altro.&lt;br /&gt;È inutile sentirsi MIGLIORE gli sussurra Polanski. Sia Andrea che il suo mozzo sono esseri ancora acerbi,puerili,lottano fra loro senza mai un vincitore. Quanto deve ancora imparare l'uomo bambinesco,incompiuto(che abbia 40 anni oppure 20),che non s'accontenta mai di com'è,di come vorrebbe essere e di come è stato, dall'unico essere maturo: la DONNA?&lt;br /&gt;Era innocente e sognava l'esperienza. È padrone, sornione ed uomo vissuto e rimembra con tristezza quella candida ribellione...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-size: 14px; line-height: 100%;"&gt;&lt;u&gt;"Repulsion"&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/ScEyr2ACjbI/AAAAAAAAAMs/BfZi1S0C8zc/s1600-h/vlcsnap2730438ou4.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5314584764085341618" src="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/ScEyr2ACjbI/AAAAAAAAAMs/BfZi1S0C8zc/s400/vlcsnap2730438ou4.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 240px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;...la donna si trasforma da giudice in spettatrice. Un'osservatrice che però già sa tutto,non c'è bisogno di veder più nulla,ha studiato talmente bene il c.d. sesso forte, che non può che provare un'irrefrenabile &lt;span style="font-size: 130%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14px; line-height: 100%;"&gt;&lt;u&gt;REPULSIONE&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; nei suoi confronti. Polanski ce la mostra attraverso l'occhio confuso e terrorizzato di Carol(&lt;i&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;una stratosferica &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Catherine &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Deneuve&lt;/span&gt; &lt;/i&gt;),che rivela un volto altrettanto mesto e costernato dalla degenerazione/depravazione dell'uomo.&lt;br /&gt;L'occhio indaga e punisce,infligge pene ben più forti di una condanna al patibolo,un occhio pretore che riflette tutte le nefandezze,le debolezze,la perversione dell'uomo verso la donna. Donna/oggetto e non soggetto, i sogni di Carol sono incubi tra mille maniacali mani che vogliono toccare,assaporare,possedere.&lt;br /&gt;Polanski nomina Carol arbitro di tutta quella meschinità,la sua repulsione è violenta,pura. Il suo sguardo uccide la bassezza dell'uomo assatanato dalla brama sessuale, fulmina  la sua sete e voglia carnale...&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-size: 14px; line-height: 100%;"&gt;&lt;u&gt;"Cul de sac"&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/ScEy0vWKZQI/AAAAAAAAAM0/PnnRgN5axUo/s1600-h/fd7fs6lr4.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5314584916917904642" src="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/ScEy0vWKZQI/AAAAAAAAAM0/PnnRgN5axUo/s400/fd7fs6lr4.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 223px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...si prosegue in un castello, questa volta abbiamo dinanzi l'uomo buono, fin troppo buono,debole,irresoluto,sensibile fino all'inverosimile,l'uomo dal cuore tenero,quasi effeminato,incredibilmente codardo;contrapposto a quello bruto,bestiale,animale,barbaro,ignorante.&lt;br /&gt;In mezzo sempre lei: la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;donna&lt;/span&gt;, che indossa nuovamente la toga svestiti ormai gli abiti da giustiziera.&lt;br /&gt;L'uomo "cannibale" sovrasta quello "passerotto",il quale fugge prima ancora che la guerra iniziasse. Neanche qui ci sono vincitori,solo vinti: due generi opposti ma entrambi che fan ribrezzo,capaci di uccidere un suo simile(il bruto),ma non un povero pollo.La donna di Polanski(Françoise Dorleac) cercherà di salvare almeno quello tra i due che un cuore ce l'ha,dandogli una possibilità. Ma non c'è verso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-style: italic;"&gt;conclusioni&lt;/span&gt;:&lt;br /&gt;L'uomo polanskiano è un fallimento,un ciclone di bassezze,incapacità,di pusillanimità.&lt;br /&gt;La trilogia è la "sua" sconfitta,una denuncia forte e profonda,che prova a scuotere un essere così grande,eppur spesso così infimo.&lt;br /&gt;Il disegno finale dei film credo vada tratto nel suo insieme,come ogni filone, ha una plus quando lo si giudica in toto. Prendendoli singolarmente possono sì aver un significato,ma l'opera di Polanski sull'uomo assume un altro "sapore" riscoprendola interamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;trilogia&lt;/span&gt;:&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #663300; font-weight: bold;"&gt;Il coltello nell'acqua&lt;/span&gt;: 8&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #6666cc; font-weight: bold;"&gt;Repulsion&lt;/span&gt;: 9.5&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #3366ff; font-weight: bold;"&gt;Cul de sac&lt;/span&gt;: 9+&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;voto all'operazione Polanski: &lt;i&gt;9.5&lt;/i&gt; - &lt;u&gt;GRANDIOSO &lt;/u&gt;&lt;br /&gt;voto alle sorelle "polanskian" : &lt;i&gt;10&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/ScE1FSS7NsI/AAAAAAAAAM8/Jym3HZNJ-2I/s1600-h/kj.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5314587400200730306" src="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/ScE1FSS7NsI/AAAAAAAAAM8/Jym3HZNJ-2I/s400/kj.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 301px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 231px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-1314667547507596178?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/1314667547507596178/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/03/luomo-secondo-polansky.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/1314667547507596178'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/1314667547507596178'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/03/luomo-secondo-polansky.html' title='L&apos;uomo secondo Polanski'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/ScEtI1Uxc1I/AAAAAAAAAMk/UU7ofGdh-Dw/s72-c/knife2anchorbaydfno6.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-6408687717676948438</id><published>2009-03-13T12:25:00.004+01:00</published><updated>2010-06-18T15:10:10.227+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La mia notte con Maud'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Rohmer'/><title type='text'>La mia notte con Maud (E.Rohmer)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SbpJQYXo-RI/AAAAAAAAAL0/UMK9HZPu_k0/s1600-h/manuitchezMaud2.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5312639256205261074" src="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SbpJQYXo-RI/AAAAAAAAAL0/UMK9HZPu_k0/s400/manuitchezMaud2.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 288px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Ciò che più mi impressiona è la dimestichezza di Rohmer di fronte all&lt;i&gt;'Io/Uomo&lt;/i&gt;-&lt;u&gt;cattolico&lt;/u&gt; ed in particolare nei rapporti con la DONNA,o se vogliamo con l'amore.&lt;br /&gt;Il suo Jean aspira a quella purezza d'animo tipica di chi s'affaccia alla religione come ad uno scopo morale supremo; nessun intoppo,nessun incidente,meno che mai una notte brava possono sviarlo dall'idea che la donna per lui è solo e soltanto MATRIMONIO. Nessuna scappatella, nessuna &lt;b&gt;&lt;i&gt; "notte con Maud" &lt;/i&gt;&lt;/b&gt;. La morale cattolica è intrisa di quisquilie che di sovente tendono a creare blocchi mentali,di pensiero,di vedute. Il risultato è una sorta di NON-SPONTANEITÀ,un senso del pudore troppo elevato,forse pudore di sé stessi e delle proprie pulsioni. Rohmer prima gira attorno a queste piccolezze,poi prende per mano il suo protagonista mettendolo di fronte al blocco più grande: la &lt;i&gt;&lt;b&gt;DONNA &lt;/b&gt;&lt;/i&gt;/&lt;i&gt;AMORE&lt;/i&gt;. Lei è Maud, bella,grande personalità, ne è immediatamente attratto; ma arriva presto quello sbarramento, quell'impasse,o meglio quel concetto morale che ormai è divenuto un dogma personale: pensa subito a Françoise,una donna che ancora non conosce ma di cui è già da tempo follemente innamorato, fino a convincersi che sarà senza dubbio lei la sua SPOSA.&lt;br /&gt;Ma l'uomo cattolico di Rohmer vive di tormenti,perché se da un lato ciò che vorrebbe è un amore unico da portare con sé per tutta la vita,non può schivare o far finta di non provare piacere dinanzi ad un'attrazione carnale come quella poc'anzi provata con Maud. In fondo è un ANIMALE potremmo dire, istintivi,passionali,primordiali,questi sono gli animali e lui è diviso: prima entra nel letto di Maud poi ne fuoriesce: &lt;i&gt;PIACERE oppure COERENZA MORALE&lt;/i&gt;?&lt;br /&gt;Intanto Jean conosce finalmente Françoise,mettendo in scena un doppio gioco poco consono alla sua etica. Ripeterà ad entrambe le stesse frasi,quasi che la sua non sia una passione nei confronti di Maud o di Françoise, ma un desiderio folle dell'IDEA D'AMORE. Lui non le conosce, ma sa già di amarle,il che vuol dire un amore della loro proiezione,una specie di bellissimo ologramma.&lt;br /&gt;La &lt;i&gt;"sensibilità-critica cattolica"&lt;/i&gt; di Rohmer sta nell'aver saputo porre Jean in un limbo fatto di dogmi e deroghe,tipico di chi vuol esser coerente ma che è soggetto come tutti agli slanci improvvisi delle passioni.La scelta finale non scaturirà dall'amore maggiore verso una delle due(le ama entrambe,o almeno crede d'amarle),ma dalla sua ossessionante linea di pensiero,alla sua cieca uniformità che lo inducono a classificare Maud come "avventura" Françoise "amore".&lt;br /&gt;Jean ha segnato con inchiostro indelebile attorno a sé un cerchio ,ha incluso le cose da fare e non fare e da lì non s'è più mosso. La vita(Maud)l'ha indotto a farlo ed a dire il vero un po' ha camminato,ma poi è ritornato sui suoi passi ed ha seguito la sua strada che porta alla spiaggia finale dove Rohmer lo inquadra: è in compagnia, ma è consapevole che avrebbe potuto non esser lì, o quanto meno con una persona diversa, se solo la sua "mente" fosse stata &lt;i&gt;"libera"&lt;/i&gt; , spoglia di manie, priva di quei tabù tanto cari alla religione.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SbpJm-LRTCI/AAAAAAAAAME/7Ko4hv8r_u4/s1600-h/Film_345w_MyNightMauds.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5312639644311047202" src="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SbpJm-LRTCI/AAAAAAAAAME/7Ko4hv8r_u4/s400/Film_345w_MyNightMauds.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 225px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;voto:&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;9&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-6408687717676948438?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/6408687717676948438/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/03/la-mia-notte-con-maud-erohmer.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/6408687717676948438'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/6408687717676948438'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/03/la-mia-notte-con-maud-erohmer.html' title='La mia notte con Maud (E.Rohmer)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SbpJQYXo-RI/AAAAAAAAAL0/UMK9HZPu_k0/s72-c/manuitchezMaud2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-7182129517722504360</id><published>2009-02-28T11:20:00.004+01:00</published><updated>2010-06-18T15:08:55.582+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Essere e avere'/><title type='text'>Essere e avere (N.Philibert)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SakQJ5QbevI/AAAAAAAAALc/UEhaB9uCE4M/s1600-h/vlcsnap2055917.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5307791398007438066" src="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SakQJ5QbevI/AAAAAAAAALc/UEhaB9uCE4M/s400/vlcsnap2055917.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 213px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 359px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;i&gt;"&lt;b&gt;Être et avoir&lt;/b&gt;"&lt;/i&gt; è un tuffo nel mondo dei &lt;span style="font-family: Optima;"&gt;&lt;span style="font-size: 14px; line-height: 100%;"&gt;bambini&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; attraverso gli occhi di un "sub" molto particolare(un maestro di scuole materne-elementari). &lt;br /&gt;Scene e situazioni semplici, familiari. Philibert ci mostra la vita e la "giornata - tipo" di un insegnante, l'approccio con i giovani alunni, le difficoltà che s'incontrano nell'educarli. &lt;br /&gt;Con tanta tanta naturale e profonda devozione, accompagna il Maestro fra marachelle, birbanterie, mani sporche di colori e richieste di ritorno dalla mamma ,mentre noi entriamo con una facilità immensa nella vita di un insegnante. &lt;br /&gt;L'escursione indetta da Philibert nel mondo dei frugoletti è una chiara dichiarazione d'amore all'INSEGNAMENTO, un gusto tutto particolare nel vedere quei neonati intelletti imparare i primi numeri, abbozzare alla lavagna le prime lettere,ripetere balbettando di tanto in tanto la tabellina del 2. &lt;br /&gt;Sa quant'è importante quel ruolo e lo sottolinea con questo documentario che sembra una vero e proprio anno scolastico passato fra decine di pargoletti: &lt;i&gt;Jojo, Alize, Nathalie,Olivier&lt;/i&gt;. Tutti fra i 5 e i 10 anni. Fra loro ci siamo anche noi, in attesa d'apprendere qualcosa dal Maestro Lopez,o d'imparare qualcos'altro da loro, perché, come lo stesso Lopez ammette: &amp;lt;&amp;lt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;adoro insegnare ai bambini, anche perché loro insegnano molte cose a me&lt;/span&gt;&amp;gt;&amp;gt;&lt;/i&gt;. &lt;br /&gt;C'è qualcosa di particolare nell'ISTRUIRE i fanciulli, quasi un senso di dovere, o forse un viaggio a ritroso che ci fa comprendere quanto noi ne avevamo bisogno. Educare quei piccoli ed esili uomini è come una vocazione che dona un senso di tripudio, forse perché sai che stai facendo la cosa giusta. &lt;br /&gt;Entrare in quella classe è come un colpo di fulmine: t'innamori di quel lavoro perché capisci che come Lopez, hai una sete pazzesca di proteggerli, di curarli, d'insegnargli cos'è giusto o sbagliato, d'istruirli su cose che un giorno potranno tornargli utili, e se anche una soltanto di quelle "raccomandazioni" che gli hai mostrato riuscirà a portare con sé per tutta la vita,sai che ne proverai un piacere immenso, e Philibert con queste giornate scolastiche dimostra che &lt;b&gt;NON ESISTE COSA PIÙ BELLA&lt;/b&gt;. &lt;br /&gt;Vedendo "Essere e Avere" ti viene una gran voglia di narrare a quei minuscoli ometti e donnine, tutto ma proprio tutto ciò che sai sul mondo. Ti vien voglia d'impartirgli lezioni su un possibile elisir della vita che, ahimè non c'è, ma quanto bene si può fare insegnando ogni singola ,seppur minuscola cosa che conosciamo? Tanto, ma proprio tanto... &lt;br /&gt;Vi invito tutti in questa scuola rurale dell'Alvernia, dove &lt;i&gt; Jojo&lt;/i&gt; è convinto che non si possa contare oltre il miliardo e Marie che dopo il 6 venga il 9. Come si può non insegnargli come stanno davvero le cose? O sorridere quando vedi comparire su quei visini un'aria stupefatta di fronte ad una nuova scoperta? &lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SakQm_kzcrI/AAAAAAAAALk/tRob96pojUU/s1600-h/vlcsnap2054836.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5307791897919713970" src="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SakQm_kzcrI/AAAAAAAAALk/tRob96pojUU/s400/vlcsnap2054836.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 238px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;voto&lt;/span&gt;: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;8&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-7182129517722504360?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/7182129517722504360/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/02/essere-e-avere-nphilibert.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/7182129517722504360'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/7182129517722504360'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/02/essere-e-avere-nphilibert.html' title='Essere e avere (N.Philibert)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SakQJ5QbevI/AAAAAAAAALc/UEhaB9uCE4M/s72-c/vlcsnap2055917.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-9077665097954543659</id><published>2009-02-20T16:42:00.004+01:00</published><updated>2010-06-18T15:06:39.549+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ozu'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggio a Tokyo'/><title type='text'>Viaggio a Tokyo (Y.Ozu)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZ7RaOyrtgI/AAAAAAAAALE/bfKiMBUBKrI/s1600-h/vlcsnap-62135.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5304907659666503170" src="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZ7RaOyrtgI/AAAAAAAAALE/bfKiMBUBKrI/s400/vlcsnap-62135.png" style="cursor: pointer; display: block; height: 300px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;i&gt;Shukishi &amp;amp; Tomi &lt;/i&gt;partono per Tokyo. Destinazione: riabbracciare i propri figli.  S'incamminano entusiasti,raggianti,ricchi d'una gioia di vivere tipica di quei genitori fortunati,che ormai hanno visto i loro figli realizzarsi. Niente potranno chiedere di più alla vita! &lt;br /&gt;Ma, arrivati a Tokyo,sarà un passamano continuo. Anche rimanendo immobili quegli anziani genitori sembran esser un fardello insostenibile per ognuno di loro,un peso troppo pesante ed inutile da portare. Meglio sbarazzarsene! &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Shige &lt;/span&gt;ha il negozio,&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Same&lt;/span&gt; è un medico troppo impegnato,&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fumiko&lt;/span&gt; è inesistente. &lt;br /&gt;Ma qualcosa o meglio qualcuno pare capirli,provarne sincero affetto. Questi è &lt;i&gt;Noriko&lt;/i&gt;,forse perché è una persona buona,o forse perché la perdita del marito(figlio dei due protagonisti) ha saputo donarle saggezza,sensibilità. Sarà lei,perno vitale dell'intera pellicola,a portare Shuki e Tomi in &lt;i&gt; viaggio per Tokyo&lt;/i&gt;,sarà lei a tenerli compagnia,sarà lei per entrambi ,ad esser probabilmente l'unica vera figlia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando uno dei legami,o meglio &lt;i&gt;"IL LEGAME"&lt;/i&gt; per antonomasia,il rapporto&lt;b&gt; Genitori/Figli&lt;/b&gt;,viene illustrato,rappresentato,descritto, è facile cadere nella trappola della monotonia,del clichè,&lt;i&gt;&amp;lt;&amp;lt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ma si sanno queste cose&lt;/span&gt;&amp;gt;&amp;gt;&lt;/i&gt; pensiamo,&lt;i&gt;&amp;lt;&amp;lt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;le vivo tutti i giorni,niente di nuovo sotto il sole&lt;/span&gt;&amp;gt;&amp;gt;...&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;Ozu al contrario con i suoi dialoghi semplici,diretti,con l'espressione grave,sofferta,cinica dei suoi attori,ricostruisce con dolcezza,nostalgia,tristezza infinita, il ruolo&lt;i&gt; "usa &amp;amp; getta"&lt;/i&gt; che prima o poi i nostri &lt;i&gt;"vecchi"&lt;/i&gt; dovranno ricoprire. &lt;br /&gt;È un'ingiustizia,un abominio,qualcosa che va al di là della crudeltà umana la caratterizzazione dei &lt;i&gt;figli&lt;/i&gt; di Ozu, la loro ipocrisia,la loro continua ricerca di scuse per non passare del tempo con loro. La Tokyo di Ozu va avanti,si intravedono in un paio d'inquadrature le prime fabbriche fumanti; mentre i due &lt;i&gt;vecchi&lt;/i&gt; sono ormai obsoleti,non al passo,usati. &lt;br /&gt;Viaggio a Tokyo è un capolavoro d'espressioni,di sensibilità,di dolcezza. Un omaggio,un tributo al &lt;b&gt;genere &lt;/b&gt; &lt;i&gt;"padre/madre"&lt;/i&gt;,un film di una contemporaneità pazzesca,un film che t'entra nell'animo come solo pochi eletti..... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;voto&lt;/span&gt;: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;10-&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-9077665097954543659?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/9077665097954543659/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/02/viaggio-tokyo-yozu.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/9077665097954543659'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/9077665097954543659'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/02/viaggio-tokyo-yozu.html' title='Viaggio a Tokyo (Y.Ozu)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZ7RaOyrtgI/AAAAAAAAALE/bfKiMBUBKrI/s72-c/vlcsnap-62135.png' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-6627158473790572108</id><published>2009-02-20T16:36:00.006+01:00</published><updated>2010-06-18T15:03:30.403+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La calda amante'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Truffaut'/><title type='text'>La calda amante (F.Truffaut)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZ7OpjnKQ1I/AAAAAAAAAK8/XZwpyuYRnB4/s1600-h/vlcsnap507022bd5.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5304904624418472786" src="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZ7OpjnKQ1I/AAAAAAAAAK8/XZwpyuYRnB4/s400/vlcsnap507022bd5.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 204px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 314px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: Optima;"&gt;"Lui ha quarant'anni.Lei trentotto.L'altra donna ne ha ventidue.Il resto? Dettagli"&lt;/span&gt;&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scrutare nel cinema di Truffaut è un po' come perlustrare i lati ed i risvolti infiniti dell'amore. Dopo aver raccontato le storie di spiriti giovani,anarchici,ancora immaturi con &lt;i&gt;"Jules &amp;amp; Jim"&lt;/i&gt;, ci proietta verso un matrimonio ben più solido,vissuto,maturo. &lt;br /&gt;Pierre(&lt;i&gt;Jean Desailly&lt;/i&gt;) è un famosissimo scrittore di mezz'età, sposato,una figlia,una vita ormai avviata,ben definita. Ma ecco che prende forma quel senso d'insoddisfazione,incompletezza,qualcuno entra bruscamente nella sua vita, una hostess,un'amante: Nicole (Francoise Dorléac).La vede e se ne innamora,la rivede,fino a non saperne più fare a meno. Ed è proprio la "dipendenza" da quel nuovo "oggetto del desiderio",il chiodo fisso,ossessivo,che pare finalmente colmare quel vuoto(Truffaut lo marca con immenso stile). &lt;br /&gt;Pierre una volta in macchina,recandosi ad una conferenza,ripete nella sua mente le richieste di Nicole: &lt;br /&gt;&lt;i&gt;&amp;lt;&amp;lt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;prendimi i biglietti,e già che ci sei un paio di calze color zibellino&lt;/span&gt;&amp;gt;&amp;gt;&lt;/i&gt; &lt;u&gt;color zibellino,color zibellino,zibellino&lt;/u&gt; fisse e stampate nella sua mente,come Nicole stessa. Ma una volta ottenuto quell'oggetto, egli non sa tenerselo,custodirselo,farselo bastare. Ne prova quasi vergogna,non può farsi vedere in pubblico,la evita,mostrando un'aria ancora indefinita,indecisa,ancora priva di pace. È felice,ma ancora offuscato da qualcosa. &lt;br /&gt;La moglie scopre il suo doppio gioco,lo implora,decidono di comune accordo di divorziare,ormai sembra fatta,ma al primo tentativo di una tregua,lui ci casca,cadendo di nuovo fra le sua braccia,incapace di chiudere davvero. &lt;br /&gt;La determinazione di Pierre ritorna,è convinto,seguirà il suo cuore,ma poi al momento cruciale sopraggiunge sempre "qualcosa" che lo distrae,che gli impedisce di proseguire per la sua strada. A cena con Nicole si mostra schivo,a tratti disinteressato,come a tratti è la sua voglia di DEFINIRE la sua vita. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francois ci mostra l'uomo di fronte all'amore,nella più semplice della sue nature: i dubbi,le sicurezze trasformate in perplessità,certi che quella è la donna giusta,ma poi sviati verso un'altra. Passione,ossessione,la donna di Francois è la punta di diamante nei desideri maschili,incapaci però di scegliere,vigliacchi,perennemente all'oscuro di ciò che vogliono davvero. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;È come un gioco simile alla serie di fotografie che Pierre scatta a Nicole: non sa mai quale sia la migliore. &lt;br /&gt;"Usa" la donna come un oggetto lussuoso bello fin quando non ne vedi un altro più prezioso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il voto di Desailly è colmo di enigma,diviso a metà fra la tipica frenesia maschile post-conoscenza (progetti,vita per sempre insieme,fedeltà) e il desiderio d'esser libero,pronto a sbranare un'altra vittima.  &lt;br /&gt;Truffuat sventola ai quattro venti quell'indecisione,relegando Pierre in un limbo d'assoluta irresolutezza. La donna è invece raffigurata da Francoise(la moglie),scontenta,eppur pronta a perdonarlo, e Nicole,dolce,passionale,bellissima(interpretata da una folgorante Dorléac)entrambe alla sua portata,pronte ad aspettare la sua decisione... &lt;br /&gt;... ma questo non per sempre, non dinanzi a tanta puerilità, infantilismo, non da spettatrici inette, bensì da  &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;vendicatrici&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;giustiziere&lt;/span&gt;.... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;voto&lt;/span&gt;: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;9&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-6627158473790572108?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/6627158473790572108/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/02/la-calda-amante-ftruffaut.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/6627158473790572108'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/6627158473790572108'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/02/la-calda-amante-ftruffaut.html' title='La calda amante (F.Truffaut)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZ7OpjnKQ1I/AAAAAAAAAK8/XZwpyuYRnB4/s72-c/vlcsnap507022bd5.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-6335477168262925269</id><published>2009-02-20T16:10:00.006+01:00</published><updated>2010-06-11T19:23:31.889+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Truffaut'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fahrenheit 451'/><title type='text'>Fahrenheit 451 (F.Truffaut)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZ7JIYnC1UI/AAAAAAAAAK0/xug970whIdU/s1600-h/vlcsnap-820247.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5304898556971373890" src="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZ7JIYnC1UI/AAAAAAAAAK0/xug970whIdU/s400/vlcsnap-820247.png" style="cursor: pointer; display: block; height: 200px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;Lessi che Truffaut, durante le sue lunghe interviste pre-libro/omaggio ad Hitchcock, gli chiese come mai rifiutava spesso offerte di adattamento di grandi romanzi,opere letterarie che sarebbero state perfette per il suo tipo di cinema. Lui rispose che il cinema non avrebbe mai potuto racchiudere e far trapelare ogni singola emozione del testo cartaceo e quindi lasciò che molti romanzi splendessero di luce propria. &lt;br /&gt;Inizio con questa introduzione perché qui François non ha solo voluto adattare un libro,precisamente quello di Bradbury,ha creato un'opera che di libri ne è intrisa,che senza di essi non avrebbe senso. Ha racchiuso in una pellicola un oceano d'inchiostro,spesso nascosto,bistrattato,strappato. Ha voluto calcarle quelle miriade di frasi/parole/esperienze/sofferenze/amore che la letteratura conserva,donandogli un inno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un futuro prossimo,i pompieri prenderanno un po' il posto della Gestapo,Montag è uno di essi. Solo che prima i pompieri buttavano acqua sulle fiamme,ora le appiccano. Appiccano roghi,roghi di &lt;i&gt;LIBRI&lt;/i&gt;. &lt;br /&gt;La lettura è proibita,ogni forma di "distinzione" è proibita,non si può essere &lt;i&gt;diversi&lt;/i&gt;,sentirsi diversi. E la letteratura ci dà l'impressione di esserlo,ci illude,ci fa desiderare cose che poi non possiamo ottenere,come dice Montag:&lt;span style="font-style: italic;"&gt;leggere ci rende anti-sociali&lt;/span&gt; ed in una società che pretende uguaglianza e rispetto per le leggi, questo è severamente proibito. &lt;br /&gt;&lt;i&gt;&amp;lt;&amp;lt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;i pazzi che leggono diventano insoddisfatti. Cominciano a desiderare di vivere in mondi diversi, il che non è mai possibile!&lt;/span&gt;&amp;gt;&amp;gt;&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;In questo mondo "moderno"(dove anche chi vuole distinguersi semplicemente portando i capelli più lunghi è bastonato),primeggia la "&lt;i&gt;sacra Famiglia&lt;/i&gt;", lo scatolone,insomma la tv. Amica di tutti tiene compagnia ed addirittura comunica con i suoi "figli". Ciò che lo "Stato Moderno" voleva combattere era l'infelicità ed i libri portavano inevitabilmente ad essa. Ora esistono altri modi per tenerla a bada: &lt;i&gt;eccitanti,anti-depressivi&lt;/i&gt;. Montag fa pienamente parte di questo mondo,ama il suo lavoro ed è in procinto d'ottenere una promozione. Adora scovare gli ultimi libri, gelosamente custoditi da quei pazzi asociali. &lt;br /&gt;Ma la sua vita cambia quando conosce Clarisse, una stramba e fascinosa insegnante. Ascoltandola vede accendersi in lui una sorta d'amore sconfinato per le storie, una voglia immensa di conoscere cos'ha fatto quell'uomo, perché ha sofferto quella donna, qual è il segreto dell'amore fra 2 innamorati. Comincerà a divorare libri,celandoli alla moglie,ai camerati. È illegale, ma lui vuole "sapere": &lt;i&gt;&amp;lt;&amp;lt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;vattene via Linda,voglio leggere,in ogni libro c'è un uomo,ed è l'unica cosa che m'interessa&lt;/span&gt;&amp;gt;&amp;gt;&lt;/i&gt;. Viene scoperto,ed insieme a Clarisse è costretto a fuggire,fuggire in un posto chiamato &lt;b&gt;"degl'uomini-Libro"&lt;/b&gt;,dove non esistono libri,ma uomini libro,persone che hanno imparato a memoria i testi e poi per non essere arrestati li hanno bruciati,tramandando tutto il loro sapere con le parole e la memoria. Persone che sperano con tutto il cuore che un giorno le esperienze degl'uomini che hanno scritto quei libri vengano finalmente ri-apprezzate;che la gioia di un amore corrisposto,di un sogno realizzato o quella triste di un suicidio,di un amore negato,possano venire legalmente alla luce del sole. Perché, nonostante ci si possa sentire a volte afflitti, altre speranzosi, altre ancora infelici,o illusi,leggendo quei racconti, sono storie di veri uomini/donne che si raccontano e donano perciò qualcosa alla vita, ma soprattutto la regalano  a noi &lt;i&gt;LETTORI&lt;/i&gt;. Ascoltare un'esperienza altrui vuol dire confrontarsi, capire, scoprire nuovi mondi, cambiare punto di vista o confermare il proprio. Non v'è mai capitato di sentire un senso di consolazione, di comprensione quando sai che qualcun altro ha provato i tuoi stessi disagi? Cosa sarebbe il mondo senza queste "confessioni"? Cosa sarebbe se non cercassimo di esternare le nostre emozioni? Che siano esse: un dispiacere, una soddisfazione, una perdita, una beatitudine. Cosa sarebbe il mondo senza UOMINI-LIBRO? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Condivido l'opinione di Hitch,il cinema al cinema,la letteratura alla letteratura,sono due mondi stupendi,ma difficilmente accostabili, però però... girare un film che traspira amore per la lettura come Fahrenheit,rende il binomio praticamente perfetto. Qualsiasi persona che adori leggere amerà questo 451: la temperatura in cui i libri si bruciano. Ma François non li brucia affatto,anzi, è un po' come la signora -libro che pur di non abbandonare la sua immensa biblioteca,decide di morire insieme a loro. Truffaut non li abbandona,li tramanda. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;voto&lt;/span&gt;: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;9&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-6335477168262925269?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/6335477168262925269/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/02/fahrenheit-451-ftruffaut.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/6335477168262925269'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/6335477168262925269'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/02/fahrenheit-451-ftruffaut.html' title='Fahrenheit 451 (F.Truffaut)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZ7JIYnC1UI/AAAAAAAAAK0/xug970whIdU/s72-c/vlcsnap-820247.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-7012608667435788548</id><published>2009-02-20T15:56:00.004+01:00</published><updated>2010-06-18T14:54:20.306+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dreyer'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ordet'/><title type='text'>Ordet (C.T. Dreyer)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZ7FP7C3M4I/AAAAAAAAAKs/8aIYynVWj24/s1600-h/vlcsnap-448632.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5304894288427430786" src="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZ7FP7C3M4I/AAAAAAAAAKs/8aIYynVWj24/s400/vlcsnap-448632.png" style="cursor: pointer; display: block; height: 295px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;Danimarca e Svezia,due paesi così vicini,due registi così intimamente simili. Quasi fratelli ci sembrano &lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;Theodor&lt;/span&gt; ed &lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;Ingmar&lt;/span&gt; che nelle loro carriere hanno affrontato,trattato,o per meglio dire &lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;rappresentato&lt;/span&gt; con immensa,immensa passione il dilemma della &lt;span style="color: blue;"&gt;&lt;b&gt;Fede&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;. Non si sono posti solo dalla parte del "credente",non hanno solo vissuto la vita di chi è pio,ma hanno costruito anche personaggi scettici,perplessi,spesso empi,donando cosi un quadro generale il più possibile vicino alla realtà di un argomento così delicato,così dibattuto da secoli e secoli. &lt;br /&gt;Il &lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;protagonista&lt;/span&gt; di "&lt;i&gt;&lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;Ordet&lt;/span&gt;"&lt;/i&gt; è &lt;b&gt;&lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;Johannes&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;,uno studente di teologia in preda ad una crisi mistica: crede d'esser Gesù sceso sulla terra per diffondere appunto l'ordet(la parola), mentre di fronte a lui si ritrova un mondo guardingo,scettico. L'indifferenza cresce sempre di più e coloro che si definiscono seguaci,lo sono solo a metà,lo sono solo a parole od a gesti ripetuti &lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;meccanicamente&lt;/span&gt; senza alcun briciolo di sincerità. &lt;br /&gt;La Danimarca di &lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;Dreyer&lt;/span&gt; è il centro di un pianeta terra che dubita ormai di tutto e, seppur nonno &lt;b&gt;&lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;Morten&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; ha lottato per anni contro il sarto &lt;b&gt;&lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;Peter&lt;/span&gt; &lt;/b&gt; per diatribe su chi tra "&lt;i&gt; i Dio" &lt;/i&gt; delle due opposte confessioni fosse quello giusto,la sua Fede comincia ad indebolirsi. &lt;br /&gt;&lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;Johannes&lt;/span&gt; intanto predica,usa parole sconnesse,&lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;apparentemente&lt;/span&gt; fuori luogo,prese pari pari dalla Bibbia; parole che predicono &lt;i&gt;"la fine"&lt;/i&gt;,che denunciano il cinismo umano,mentre quasi tutti vorrebbero &lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;rinchiuderlo&lt;/span&gt; ritenendolo &lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;completamente&lt;/span&gt; matto. &lt;br /&gt;È importante la figura di &lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;Johannes&lt;/span&gt;,unico vero baricentro di tutta la storia &lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;dreyeriana&lt;/span&gt;; è pazzo oppure è un illuminato? &lt;br /&gt;È grazie a lui che &lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;Theodor&lt;/span&gt; riesce a &lt;i&gt;"giocare"&lt;/i&gt; con lo spettatore,grazie a lui riuscirà a porre sul piatto della bilancia &lt;b&gt;&lt;u&gt;"ci credo / son tutte fandonie" &lt;/u&gt;&lt;/b&gt; mettendoli ognuno al posto d'appartenenza(pochissimi i primi,sempre di più i secondi). Due posti che però si &lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;mescoleranno&lt;/span&gt;,perché nessuno sta veramente dalla parte di &lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;Johannes&lt;/span&gt;,nessuno è &lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;completamente&lt;/span&gt; puro: &lt;i&gt;&amp;amp;&lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;amp&lt;/span&gt;;&lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;lt&lt;/span&gt;;&amp;amp;&lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;amp&lt;/span&gt;;&lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;lt&lt;/span&gt;;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; solo i bambini sono ancora puri&lt;/span&gt;&amp;amp;&lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;amp&lt;/span&gt;;&lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;gt&lt;/span&gt;;&amp;amp;&lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;amp&lt;/span&gt;;&lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;gt&lt;/span&gt;;&lt;/i&gt; sentenzia e sarà grazie a loro,a quella innata,potente,perenne fiamma di &lt;u&gt;Fede sincera&lt;/u&gt; presente nei bambini,che &lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;Johaness&lt;/span&gt; riuscirà a compiere quel miracolo finale che aprirà finalmente gli occhi a tutti i presenti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&amp;amp;&lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;amp&lt;/span&gt;;&lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;lt&lt;/span&gt;;&amp;amp;&lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;amp&lt;/span&gt;;&lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;lt&lt;/span&gt;;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;solo i bambini sono ancora puri&lt;/span&gt;&amp;amp;&lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;amp&lt;/span&gt;;&lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;gt&lt;/span&gt;;&amp;amp;&lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;amp&lt;/span&gt;;&lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;gt&lt;/span&gt;;&lt;/i&gt; diceva &lt;i&gt;&lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;Preben&lt;/span&gt; &lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;Lerdorff&lt;/span&gt; &lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;Rye&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;(splendido il suo &lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;Johaness&lt;/span&gt;),con questa frase poetica &lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;Theodor&lt;/span&gt; chiude la sua opera,il suo doloroso cammino. Doloroso perché si sente attraverso ogni singolo dialogo quanto sia patita e sofferta in primis sulla sua pelle,come a dire: " chi non ha sofferto di dubbi sull'esistenza o meno di Dio?" &lt;br /&gt;&amp;nbsp;È un invito il suo,un omaggio,un cantico,un'ode oserei dire, una vera e propria &lt;i&gt;"Preghiera"&lt;/i&gt; fatta da chi è stato sempre combattuto,diviso fra ribellione e devozione. Ed è &lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;commovente&lt;/span&gt; come con quanta facilità abbia saputo porre gli uomini e Dio uno di fronte all'altro,scagliarli contro e poi &lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;ricongiungerli&lt;/span&gt; in quell'abbraccio definitivo,&lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;indissolubile&lt;/span&gt;,e finalmente non più ipocrita,non più "usa e getta",ma &lt;b&gt;fedele&lt;/b&gt;. &lt;br /&gt;È immensa l'abnegazione e la schiettezza con cui &lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;Dreyer&lt;/span&gt; ha affrontato un capitolo così arduo della storia,ed è &lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;meraviglioso&lt;/span&gt; quel finale ricco di una potente e poderosa gioia di vita e di "credo". In definitiva &lt;i&gt;l'Ordet &lt;/i&gt; di &lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;Dreyer&lt;/span&gt; è la Fede,ma sono convinto che il suo proposito non era solo in senso sacro,ma universale,rivolto all'insistenza ,alla &lt;span style="color: red;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;PERSEVERANZA&lt;/span&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt; unico vero dogma di vita,perché credo sia facile fare un film &lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;apostrofando&lt;/span&gt; le debolezze,le mancanze,i milioni e milioni di quesiti non risolti dalla Fede,è elementare e semplice semplice gettare la spugna,definendo tutte fandonie; è più arduo invece essere dalla parte di chi insiste e lo fa con tanta tanta esultanza. &lt;br /&gt;Travagliate ed &lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;appassionate&lt;/span&gt; le &lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;interpretazioni&lt;/span&gt; dei personaggi &lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;dreyeriani&lt;/span&gt;,da quel magico &lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;Preben&lt;/span&gt; &lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;Lerdorff&lt;/span&gt; &lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;Rye&lt;/span&gt;,a nonno &lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;Morten&lt;/span&gt;(&lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;Henrik&lt;/span&gt; &lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;Malberg&lt;/span&gt;) fino alla bravissima &lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;Brigitte&lt;/span&gt; &lt;span class="goog-spellcheck-word"&gt;Federspiel&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;voto&lt;/span&gt;: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;10&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-7012608667435788548?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/7012608667435788548/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/02/ordet-dreyer.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/7012608667435788548'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/7012608667435788548'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/02/ordet-dreyer.html' title='Ordet (C.T. Dreyer)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZ7FP7C3M4I/AAAAAAAAAKs/8aIYynVWj24/s72-c/vlcsnap-448632.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-7186738547769474093</id><published>2009-02-19T23:40:00.006+01:00</published><updated>2010-06-18T14:50:45.377+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Wong Kar-Wai'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='my blueberry nights'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='days of being wild'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Angeli perduti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Happy together'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='in tho mood for love'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='as tears go by'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2046'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='hong kong express'/><title type='text'>Filmografando Wong Kar-Wai</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZ3hptgfXxI/AAAAAAAAAJc/F9vdTpKFgZY/s1600-h/vlcsnap-208571.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5304644042819067666" src="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZ3hptgfXxI/AAAAAAAAAJc/F9vdTpKFgZY/s400/vlcsnap-208571.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 232px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;Esiste un dogma per i personaggi di &lt;i&gt;Wong&lt;/i&gt; : quello di &lt;b&gt;NON DIMENTICARE&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;MAI&lt;/b&gt;! &lt;br /&gt;Non possono farlo,sarebbe impossibile. &lt;br /&gt;Ha riempito di calore quelle stanze e loro non possono allontanarsene, ne sono attratti fatalmente. &lt;br /&gt;Un abbraccio, una carezza, un bacio sono come calamite che attraggono irrefrenabilmente quei corpi smaniosi ed impazienti di quel morbido caldo. Quelle stanze sono l'unico posto in cui riescono finalmente ad avvertirlo, ci si rifugiano dalle fredde e gelide città. &lt;br /&gt;Si suda fra quelle mura, la temperatura è elevatissima, ma si sta così bene avvinghiati l'uno all'altra che non si vorrebbero mai restituire quelle chiavi. Poi però capita che uno di loro lo faccia, esce fuori a prendere un po' d'aria, per non tornare più. Così in quelle camere comincia il cinema di &lt;i&gt;Wong&lt;/i&gt;. &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Cinema del ricordo &lt;/b&gt; appunto, dove gli inquilini, ormai rimasti orfani, si sfregano freneticamente le mani cercando di riacquistare quel calore ormai perso e di cui ne hanno un tremendo bisogno. &lt;br /&gt;Calore che sta al di sopra di tutto, più forte d'una delusione,d'un tradimento,d'un abbandono. Amori incessanti,passionali,maniaci,maniacali. &lt;br /&gt;Ci si sente a casa nelle stanze di &lt;i&gt;Wong &lt;/i&gt;, perché il suo cinema è il trionfo dei sentimenti. Così, quando le sue &lt;i&gt;Mimi&lt;/i&gt;,i suoi &lt;i&gt;Apu&lt;/i&gt;,&lt;i&gt;Agente 633,Lai,Elizabeth&lt;/i&gt; vengono lasciati in solitudine,ci facciamo largo tra la folla e corriamo da loro,li spiamo dal buco della serratura scoprendoli ancora a braccia aperte nell'attesa di qualcuno. Ma non c'è nessuno di fronte a loro, così apriamo la porta e completiamo noi quell'abbraccio. Poi ci facciamo da parte e continuiamo a spiarli, il nostro occhio è attratto dai colori di quelle stanze, ce ne sono così tanti che non sai bene dove voltarti. Colori intensi,ipnotici,sono loro ad emanarli,&lt;b&gt;COLORI DELL'ANIMA&lt;/b&gt;. &lt;br /&gt;C'è anche chi però quelle stanze le odia,non le sopporta, troppo caldo lì dentro. Come &lt;i&gt;Ah Wah(&lt;u&gt;As tears go by&lt;/u&gt;)&lt;/i&gt;, gangster tutto d'un pezzo sicuro che niente può ferirlo; come &lt;i&gt;Yuddi&lt;/i&gt;(&lt;u&gt;Days of being wild&lt;/u&gt;),che passeggia come un Casanova per le strade credendo d'esser l'uccello di una storiella: quello che è sempre in volo ed atterra solo una volta nella vita, quando muore. Oppure &lt;i&gt;Ming&lt;/i&gt;(&lt;u&gt;Angeli perduti&lt;/u&gt;),killer convinto che i matrimoni non facciano per lui; poi infine c'è &lt;i&gt;Leslie&lt;/i&gt;(&lt;u&gt;My blueberry nights&lt;/u&gt;),giocatrice incallita di poker che si fida solo ed unicamente delle carte. &lt;br /&gt;Cercheranno invano di cavarsela da soli, eviteranno quelle stanze perché convinti di poterne fare a meno, credono che il loro habitat naturale sia la pioggia,il vento, il gelo. Ma prima o poi cominceranno ad avvertire il richiamo via via più forte,sempre più caldo di quelle camere,fino a ritrovarsi dal portiere di turno,a chiederne supplichevoli le chiavi. Altri invece ne erano assidui frequentatori, ma stanchi hanno abbandonato ogni speranza insieme all'ultimo sorso di wiskey(&lt;i&gt;Arnie&lt;/i&gt; - &lt;u&gt;My blueberry nights&lt;/u&gt;). &lt;br /&gt;Ma la maggior parte di loro sono ancora lì, chiusi dentro avrebbero voglia d'uscire, ma eran troppo belli quei momenti ed in quelle &lt;i&gt;stanze del ricordo&lt;/i&gt; possono riviverli all'infinito. &lt;br /&gt;Il cinema di &lt;i&gt;Wong&lt;/i&gt; è quello dell'amore, un uomo in grado di far viaggiare le sue cento storie, i suoi mille personaggi dall'amata Hong Kong a Singapore,da Tokyo passando per Buenos Aires, fino a Memphis e New York. Il tutto attraverso quei colori, oh quei colori, quadri dipinti a mano con estrema cura,dedizione ed affetto, desiderio di comunicare e trasmettere passione,ma soprattutto calore. &lt;br /&gt;Amori impossibili e platonici, sofferti, cuori spezzati ed infranti. Eppure, spiando da quelle serrature, abbiamo sempre la sensazione che l'unico rifugio possibile sia lì, in quelle stanze, dove entrando sei conscio che dovrai patire qualche pena,ma la accetti perché quella è la temperatura sotto la quale sai di non poter mai e poi mai vivere. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;È un cinema intensamente vissuto quello di Wong perché è evidente che quelle stanze l'hanno reso felice, quei soffici giacigli gli hanno donato momenti immortali, ma anche altri tremendamente grigi che l'hanno colpito al cuore frantumandolo e facendo divenire immortale il&lt;b&gt; RICORDO&lt;/b&gt;. &lt;br /&gt;Ma non c'è sofferenza né pena che regga, non s'arrendon i suoi eroi, lottano forsennatamente perché il cinema di &lt;i&gt;Wong&lt;/i&gt; è quello di chi si confida al panno da lavandino,esclamando &lt;i&gt;&amp;lt;&amp;lt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;guarda come ti sei ridotto? sei proprio uno straccio&lt;/span&gt;&amp;gt;&amp;gt;&lt;/i&gt;. Lo stende in attesa che s'asciughi, mentre ora tocca all'orsetto gigante fare da confidente(&lt;i&gt;Agente 633&lt;/i&gt; - &lt;u&gt;Hong Kong Express&lt;/u&gt;). &lt;br /&gt;Di chi accetta sconsolato i fasulli &lt;i&gt;&amp;lt;&amp;lt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ricominciamo?&lt;/span&gt;&amp;gt;&amp;gt;&lt;/i&gt; del partner,perché senza non può vivere(&lt;i&gt;Lai&lt;/i&gt; - &lt;u&gt;Happy together&lt;/u&gt;). &lt;br /&gt;Di chi rincorre fino alle Filippine il suo Don Giovanni( &lt;i&gt;Mimi &lt;/i&gt; - &lt;u&gt;Days of being Wild&lt;/u&gt;). &lt;br /&gt;Di chi si sbraccia freneticamente tra la calca dello stadio sperando che il suo ragazzo la noti(&lt;i&gt;Cherry&lt;/i&gt; - &lt;u&gt;Angeli perduti&lt;/u&gt;) e di chi si tinge i capelli augurandosi che qualcuno la ricordi(&lt;i&gt;Punkie&lt;/i&gt; - &lt;u&gt;Angeli perduti&lt;/u&gt;). &lt;br /&gt;È il cinema di &lt;i&gt;Chiu-Wai&lt;/i&gt;&lt;u&gt;(Ashes of time)&lt;/u&gt; che cerca di sfruttare il suo ultimo giorno da persona vedente, per poter ammirare almeno un'altra volta sua moglie; di &lt;i&gt;Ah Wah&lt;/i&gt;&lt;u&gt;(As tears go by)&lt;/u&gt; che rinuncia al rispetto ed alla gloria delle strade malfamate,per cogliere al volo il primo traghetto che lo porti dall'amata cugina. Ed infine di &lt;i&gt;Jeremy&lt;/i&gt;(&lt;u&gt;My blueberry nights)&lt;/u&gt; che conserva ancora le chiavi del loro appartamento,sperando che un giorno lei torni a riprenderle. &lt;br /&gt;Noi intanto, continuando a spiarli da quelle serratura, c'accorgiamo di un particolare che prima non avevamo notato: quelle stanze hanno tutte lo stesso numero. Che strano! &lt;br /&gt;Ora riusciamo a vederlo più limpidamente: &lt;span style="font-size: 14px; line-height: 100%;"&gt;&lt;span style="font-family: Optima;"&gt;2046&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. La stanza s'è fatta più grande per accoglierli tutti. Li scorgiamo tutti insieme, in trepidante attesa, si fan forza l'un l'altro,ricordando e sperando, perché chissà... a volte ritornano, a volte quelle chiave le riprendono... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mosaici armoniosi e suadenti, lussuriosi e voluttuosi,ecco il cinema di &lt;b&gt;Wong Kar-Wai&lt;/b&gt;. Esteta dal cuore romantico e rovente. Una tecnica sopraffina e magnetica. A volte hai l'impressione di non essere in grado di capire quale sia quella sfumatura. L'occhio s'avvolge in quel vortice di torride tinte e ti chiede implorante di non staccarsi mai. &lt;br /&gt;Lasciate che il vostro sguardo vi guidi tra l'ardore ed il fervore di quelle gradazioni di &lt;b&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;blu&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;,&lt;b&gt;&lt;span style="color: yellow;"&gt;giallo&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;,&lt;b&gt;&lt;span style="color: green;"&gt;verde&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;,&lt;b&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;rosso&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;. &lt;br /&gt;Fate l'amore con i &lt;span style="font-size: 14px; line-height: 100%;"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;colori&lt;/span&gt; &lt;span style="color: blue;"&gt;di&lt;/span&gt; &lt;span style="color: orange;"&gt;Wong&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;.&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;D'altronde basterebbe osservare il suo sarto in &lt;b&gt;"The hand"&lt;/b&gt;(episodio del film &lt;i&gt;Eros&lt;/i&gt;),seguire le sue mani che scivolano sul corpo della musa &lt;i&gt;Gong Li&lt;/i&gt;,per cogliere appieno tutta la bramosia ed il desiderio d'amore di questo meraviglioso regista. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;Filmografia&lt;/span&gt;: &lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt; * As Tears Go By (Wong gok ka moon) (1988) &lt;br /&gt;* Days of Being Wild (A Fei jing juen) (1991) &lt;br /&gt;* Ashes of Time (Dung che sai duk) (1994) &lt;br /&gt;* Hong Kong Express (Chungking Express) (1994) &lt;br /&gt;* Angeli perduti (Fallen Angels) (1995) &lt;br /&gt;* Happy Together (1997) &lt;br /&gt;* In the Mood for Love (2000) &lt;br /&gt;* 2046 (2004) &lt;br /&gt;* Eros (2004) - Episodio La Mano &lt;br /&gt;* Chacun son cinéma (2007) - Episodio I Travelled 9000 km to Give It to You &lt;br /&gt;* Un bacio romantico (My Blueberry Nights) (2007) &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/ScYrRM9RTwI/AAAAAAAAANE/3EskO5PZfWg/s1600-h/dsdssni9pt2.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt; &lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-7186738547769474093?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/7186738547769474093/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/02/filmografando-wong-kar-wai.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/7186738547769474093'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/7186738547769474093'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/02/filmografando-wong-kar-wai.html' title='Filmografando Wong Kar-Wai'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZ3hptgfXxI/AAAAAAAAAJc/F9vdTpKFgZY/s72-c/vlcsnap-208571.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-1126490745947886158</id><published>2009-02-19T23:18:00.004+01:00</published><updated>2010-06-18T14:46:09.294+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Wall-e'/><title type='text'>WALL•E</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZ3c28U5_VI/AAAAAAAAAJU/8roTj0K7Uy4/s1600-h/wall-e-5.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5304638772577172818" src="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZ3c28U5_VI/AAAAAAAAAJU/8roTj0K7Uy4/s400/wall-e-5.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 164px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Poche volte nella vita hai il privilegio d'assistere ad uno spettacolo cinematografico in una sala completamente vuota,enorme,che è lì tutta per te. &lt;br /&gt;Hai la netta sensazione che questi due mondi: la &lt;b&gt;sala&lt;/b&gt; e lo &lt;b&gt;schermo&lt;/b&gt;,oggi più che mai riflettan la stessa cosa: &lt;i&gt;assenza completa di esseri umani&lt;/i&gt;. &lt;br /&gt;Strano,inconsueto,alquanto triste. &lt;br /&gt;Ma improvvisamente t'accorgi di non esser solo,con meraviglia osservi venirti incontro un robottino,piccolo,rapido,si ferma e ti guarda ammirato,estasiato,muove quegl'occhioni scrutandoti da cima a fondo come se fossi un miracolo tanto atteso. Apre le sue manine e ti fa segno d'andare con lui. &lt;i&gt;Dove, ti chiedi!&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;Il &lt;u&gt;mondo&lt;/u&gt;(&lt;i&gt;sala&lt;/i&gt;) attorno e di fronte a te è sempre desolato,una vera e propria landa di cui ne ha quasi timore; ci siete solo tu e quell'esserino,che ora però sembra stringerti ancora più forte la mano. È evidente, vuole condurti in qualche posto! &lt;br /&gt;Ti ritrovi fermo ed immobile, completamente al buio in una stanza! &lt;i&gt;Dove sono "tutti gli altri"?&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;Non vedi nulla,ma senti qualcosa avvicinarsi,poi una vocina ti sussurra all'orecchio: &lt;b&gt;&amp;lt;&amp;lt;&lt;u&gt;la vita sulla terra non era più sostenibile&lt;/u&gt;. &lt;i&gt;Ma sii sereno, i tuoi "amici" ci sono ancora,ma non qui, se ne sono andati,ora è nello spazio che abitano gli umani&lt;/i&gt;&amp;gt;&amp;gt;&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;Sei sbigottito,ti stropicci gli occhi augurandoti che sia tutto un sogno,ma quando esci fuori per dare un'ultima occhiata capisci: quei palazzi,quelle strade non erano fatti di mattoni e cemento,ma di &lt;b&gt;rifiuti&lt;/b&gt;! &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Oddio è un incubo&lt;/i&gt;. &lt;i&gt;Cosa abbiamo fatto? &lt;/i&gt; &lt;br /&gt;Zero umani. Diventi malinconico,qualcosa di orrendo ti assale,ma d'improvviso vedi accendersi una miriade di luci come quelle d'una festa e mentre la stanza s'illumina del tutto,guardi il robottino venire verso di te con un'infinità di oggetti tra le manine. Te li mostra felice,emozionato:prima un &lt;i&gt;accendino&lt;/i&gt;,poi una &lt;i&gt;lampadina&lt;/i&gt;,un &lt;i&gt;reggiseno,cucchiaio,forchetta&lt;/i&gt;;esce fuori e lo osservi rovistare fra quel pattume,tira fuori un &lt;i&gt;frullatore&lt;/i&gt;,infine un &lt;i&gt;paperotto&lt;/i&gt; di plastica che ti porge orgoglioso. &lt;br /&gt;Ma la cosa più sbalorditiva la vedi alzando gli occhi: su di un piccolo schermo proiettano un vecchio musical, mentre lui alza ed abbassa un coperchio di metallo come un cappello,imitando le gesta degl'attori. Poi raggiante ti invita a ballare. &lt;br /&gt;Ti dice che il suo compito è quello &lt;b&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;d'ammassare rifiuti cercando di ripulire la TERRA&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;, sperando così che un giorno l'uomo ritorni. &lt;br /&gt;Tra quella robaccia è riuscito persino a scovare "tracce" umane. Ma ancora non capisci il motivo per cui le ha gelosamente custodite, messe insieme,creando addirittura una stanza/museo dedicata interamente all'uomo. Poi, osservandolo maneggiare quegl'oggetti,finalmente capisci che quando li aveva fra le mani quell'omino ha immaginato e sognato milioni di meraviglie,s'è appassionato a quegl'oggetti che per noi eran tanto semplici e comuni,mentre per lui tanto meravigliosi e stupefacenti,augurandosi un giorno di conoscere finalmente quegl'esseri così perfetti, che ora però non ci son più,sono scappati via. &lt;br /&gt;Qualcosa ti dice che lui ne avverta terribilmente la mancanza nonostante non l'abbia mai visti. Lo constati ancor di più quando lo scopri inclinare la testolina ed allungare la mano alla visione dei protagonisti del musical che s'avvicinano e si sfiorano cercando le proprie. &lt;br /&gt;Ti riscopri terribilmente commosso alla vista di quella scena. Un uomo di latta che vuole imitarci. &lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Perché ti chiedi? Cos'è che vuole dirmi?Come è possibile che ci ami dopo tutto quello che abbiamo fatto? In fondo era tutta robaccia e sudiciume lì. Non è vero?&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;No, perché quell'esserino tra tutte quelle macerie, ha scovato più splendore di quanto si possa immaginare. Ogni oggettino che gli hai visto tenere fra le mani lo osservava con tristezza,malinconia,quasi dicendo fra sé e sé: &lt;b&gt;dove siete finiti? Quanta bellezza c'è qui. Perché l'avete sciupata? Venite a riprendervela. Cos'è non avete capito il valore delle cose? Non v'entra in quella zucca che voi umani usate chiamar cervello,che siete &lt;i&gt;MERAVIGLIOSI&lt;/i&gt;?&lt;/b&gt; &lt;b&gt;Tornate a riprendervi questo mondo,venite a ricoltivare questi prati fioriti. Ho imparato così tanto tra queste rovine. Che significa quella scena che ho appena visto? Un uomo ed una donna si tenevano per mano; perché voi non lo fate più? &lt;/b&gt; &lt;br /&gt;Il film finisce,ma lui insiste,rimette la casetta,riavvolge e rifà partire. &lt;br /&gt;Vedi comparire una lacrima sul tuo volto quando capisci che quella "macchina" dal cuore di latta sacrificherebbe se stesso pur di vedere quella scene dal vivo. &lt;br /&gt;Poi quello strambo personaggio che all'inizio del viaggio hai visto venirti incontro con l'entusiasmo di un bambino, lo vedi ritornare con una piccola piantina fra le mani. Il volto gli si illumina e come se ti stesse consegnando un bambino in fasce,con tutta la cura del mondo la porge fra le tue mani.Infine esclama: &lt;b&gt;&amp;lt;&amp;lt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ora potete tornare,la terra è stata ripulita. Ha bisogno di voi..&lt;/span&gt;&lt;b&gt;.&amp;gt;&amp;gt; &lt;/b&gt; &lt;br /&gt;Le luci si accendono,esci dalla sala ed hai di nuovo una netta sensazione:questa volta però di non essere solo,c'è qualcuno che ti stringe la mano... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;voto&lt;/span&gt;: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;9&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-1126490745947886158?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/1126490745947886158/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/02/walle.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/1126490745947886158'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/1126490745947886158'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/02/walle.html' title='WALL•E'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZ3c28U5_VI/AAAAAAAAAJU/8roTj0K7Uy4/s72-c/wall-e-5.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-4174587060818658704</id><published>2009-02-19T22:48:00.005+01:00</published><updated>2010-06-18T14:44:36.856+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='L&apos;arco'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kim Ki-duk'/><title type='text'>L'arco (Kim Ki-duk)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZ3UlFUigcI/AAAAAAAAAJE/hqOQEnkusQY/s1600-h/vlcsnap1040869cf1.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5304629669660885442" src="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZ3UlFUigcI/AAAAAAAAAJE/hqOQEnkusQY/s400/vlcsnap1040869cf1.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 225px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;i&gt;è possibile preservare l'animo candido di un fanciullo?&amp;nbsp;&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;Un vecchio marinaio rapisce una bambina di soli 6 anni e la porta con sé sulla nave. &lt;br /&gt;Trascorreranno insieme ogni singolo giorno fino quando lei non compirà 17 anni: potrà finalmente sposarla. Ma Il vecchio non sembra intenzionato a "consumare" quel matrimonio. Certo, la desidera, ma il suo scopo primario è quello di CUSTODIRLA,sposarla unicamente per sottrarla al resto del mondo infame,bastardo e perverso. &lt;br /&gt;L'anziano signore,portandola su quella nave ha voluto farle da padre,da marito,da nonno,cercando di evitargli ogni pena, che oltre quelle onde avrebbe sicuramente trovato e provato. Un sentimento infinito quindi quello del marinaio: &lt;br /&gt;&lt;b&gt;il suo dovere è isolarla dai mali del mondo&lt;/b&gt;!!!&lt;u&gt;cosa fa del resto un padre?&lt;/u&gt; &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Amarla!!! &lt;/b&gt;&lt;u&gt;cosa fa del resto un marito?&lt;/u&gt; &lt;br /&gt;&lt;b&gt;renderla saggia&lt;/b&gt;!!!&lt;u&gt;cosa fa del resto un nonno?&lt;/u&gt; &lt;br /&gt;Probabilmente quella giovane ragazza non avrebbe potuto avere di meglio,lì sarebbe stata al sicuro per sempre. &lt;br /&gt;Ma forse il senile marinaio non ha fatto i conti con la straordinaria sete di vita del fanciullo: sulla nave approda un giovane ragazzo,semplice,anch'egli innocente e di cui lei se ne innamora. &lt;br /&gt;La forza della vita allora la assale,l'onda potente dell'amore la trascina verso la riva,è ormai stanca di farsi dondolare dalle acque di quel mare senza far nulla, immobile. &lt;br /&gt;La fanciulla avverte il bisogno estremo di camminare con i suoi piedi,cercherà in tutti i modi di far capire a suo nonno/padre/marito/protettore che nonostante conosca la perfidia degl'&lt;span style="font-size: 14px; line-height: 100%;"&gt;uomini della terraferma&lt;/span&gt;, non può frenare la sua voglia di libertà,non può occultare né reprimere il dilagare della vita in lei. &lt;br /&gt;Sarebbe stupendo poter preservare un'anima così bella,tenerla in un involucro fatto del materiale più resistente che la natura abbia creato, ma purtroppo o per fortuna è impossibile,è troppo potente ed intenso il vento che la spinge verso la terra ed è straordinario vedere che Kim abbia affidato ad un fanciullo puro e genuino il compito di guidarla con il suo timone verso le sponde umane,sussurrandogli all'orecchio:&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&amp;lt;&amp;lt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;io te(ma sopratutto "&lt;u&gt;VE&lt;/u&gt;") la lascio a patto che riuscirai/ete a deciderti/vi che è un bene più grande di tutti voi messi insieme; che lasciate intatta quella pelle biancastra,senza macchiarla mai di sangue,MAI&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;.&amp;gt;&amp;gt; &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;Kim disegna un quadro dedicato all'innocenza,alla purezza.La maggior parte degl'uomini che si recheranno su quella barca per pescare,cercheranno di possedere la fanciulla,di sporcarla,ma il vecchio svolgerà sempre il suo compito egregiamente: ella rimarrà intatta. Ma, quando su quella nave salirà a bordo quel ragazzo così semplice,Kim darà una chance a lui e di conseguenza al mondo intero,il suo Adamo dovrà essere un esempio da plasmare. &lt;br /&gt;L'arco è la celebrazione della fanciullezza come &lt;i&gt;8a bellezza del mondo&lt;/i&gt;,che seppur persa dalla gente che sta al di là di quelle miglia di mare, Kim la lascia andare verso di loro perché sa che lì è il suo posto,non si può proteggerla per sempre,si finirebbe solo per tenerla in gabbia. Così, nonostante il male che potrà trovare, Kim strizza l'occhio all'uomo con ottimismo,esalta la vita ,sperando con tutto il cuore che quel giovane ragazzo ed il mondo intero, sappiano prendersi cura di quella meravigliosa fanciulla. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;voto&lt;/span&gt;: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;8,5&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-4174587060818658704?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/4174587060818658704/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/02/larco.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/4174587060818658704'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/4174587060818658704'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/02/larco.html' title='L&apos;arco (Kim Ki-duk)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZ3UlFUigcI/AAAAAAAAAJE/hqOQEnkusQY/s72-c/vlcsnap1040869cf1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-1740533472006549839</id><published>2009-02-19T22:08:00.004+01:00</published><updated>2010-06-18T14:43:08.849+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bella di giorno'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bunuel'/><title type='text'>Bella di giorno (L.Bunuel)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZ3NbDQM_XI/AAAAAAAAAI0/kD8JTHiCPMc/s1600-h/vlcsnap-38053.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5304621800725740914" src="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZ3NbDQM_XI/AAAAAAAAAI0/kD8JTHiCPMc/s400/vlcsnap-38053.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 230px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;Severine(&lt;i&gt;Catherine Deneuve&lt;/i&gt;) è una donna ordinaria,bella,fresca come una rosa,luminosa. È sposata con Pierre(&lt;i&gt;Jean Sorel&lt;/i&gt;),pare felice,ma qualcosa la rende inquieta,sente un certo distacco fra loro due:lui è sempre così remissivo,la asseconda sempre,non forza mai nulla se ella non vuole. Lei però quella freddezza la ritiene quasi sicuramente attribuibile a se stessa. Si sente frigida,apatica. Pierre ogni tanto glielo fa notare,ma senza alcun peso eccessivo,sempre con infinita bontà. Severine gira per le strade,conosce persone come Henri Husson(&lt;i&gt;Michel Piccoli&lt;/i&gt;), tutto preso a gustare i movimenti ondulanti d'ogni donna che gli passa di fianco;è disgustata da quell'atteggiamento tipicamente maschile,come prova un'infinita idiosincrasia per le donne che &amp;lt;&amp;lt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;si danno&lt;/span&gt;&amp;gt;&amp;gt; a qualcuno che non conoscono,non le comprende: &amp;lt;&amp;lt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;è già cosi difficile con i propri uomini&lt;/span&gt;&amp;gt;&amp;gt; dice. Non approva né immagina come si possa passare una notte con il primo che capita,senza anima,senza cuore. &lt;br /&gt;Tuttavia di sovente ha degl'incubi in cui ha paura che quell'ammasso di ghiaccio, che è il suo essere,le costino l'affetto e l'amore del marito: spesso l'ha rifiutato quando voglioso egli s'è buttato sotto le sue coperte,inventando i classici stratagemmi femminili.Lui ha sempre glissato sull'accaduto,con un gesto affettuoso,incurante del diniego. &lt;br /&gt;Non si sente parte integrante di quel mondo fatto di passioni,di voluttuosità,di libidine;crede d'essere un'entità asessuata. &lt;br /&gt;Quei sogni sono sempre più frequenti ed il peso di quell'iceberg che porta dentro di sé si fa sempre più insostenibile. Ora ha il terrore che Pierre possa davvero abbandonarla nonostante la tratti sempre come una Dea. &lt;br /&gt;Tutti hanno del calore,della passione dentro,ma lei ne sembra priva. Il suo è un amore distaccato,non coincide con il piacere dei sensi,è un amore "vergine",intatto,puramente platonico mai fisico. &lt;br /&gt;Severine non è più tranquilla,le carrozze dei suoi sogni la portano sempre più spesso in posti osceni,sconci,ha bisogno di scoprire cos'è quell'universo ardente,emotivo,impulsivo del godimento carnale. Come mai esiste un "mestiere" che rappresenta quell'universo,antico quanto il mondo stesso? Perché centinaia di migliaia di donne lo fanno? Perché altrettanti uomini popolano quelle peccaminose case?C'è forse qualcosa di meglio che l'amore puro ed ingenuo? &lt;br /&gt;La Sig.ra. Anais(&lt;i&gt;Genevieve Page)&lt;/i&gt; è la sua risposta. Deve provare,deve assaporare,deve capire cosa c'è in quell'abbandono lascivo ed impudico.Sarà &lt;b&gt;Bella di giorno&lt;/b&gt; dalle 2 alle 5 d'ogni pomeriggio in quella casa... d'appuntamenti! &lt;br /&gt;Forse è l'educazione,l'insegnamento e la dottrina che c'è stata inculcata di quell'universo; Severine ricorda d'aver sempre vissuto chiusa dentro tra "casa e scuola" &lt;i&gt;&amp;lt;&amp;lt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Severine hai fatto i compiti? S. fai vedere la pagella alla signora!&lt;/span&gt;&amp;gt;&amp;gt;&lt;/i&gt;. Il fuoco attecchisce dove c'è spirito in grado di ardere,la mamma era un lago intirizzito e raggelato. &lt;br /&gt;Bella di giorno accende finalmente in sé quel "focolare",si lascia andare a quei riti fatti di puro diletto;si lascia maltrattare,seviziare. Prima era solo Severine:onesta e fedele sposa platonica, ora di giorno può "finalmente" PECCARE. &lt;br /&gt;Non si può comprendere il significato dell'espiazione senza aver trasgredito e Severine affronta la meschinità di quella casa per capire chi è Pierre. Diviene amante del diavolo per poi sposare definitivamente quell'angelo. &lt;br /&gt;Perversione,degenerazione,depravazione,Bella di giorno conoscerà tutto quel che c'è da scoprire su quel mondo. Diviene puro oggetto perché forse l'uomo così la desidera:schiava,soggiogata e tiranneggiata,per comprendere infine che il suo Pierre ha bisogno di un lungo ed infinito abbraccio. Lui non ha niente di tutti quei contatti effimeri,insignificanti,non ha neanche una briciola di quella brutalità. È qualcosa che va oltre, ma doveva prima sapere cosa c'era dietro quella porta,cosa c'era dietro quell'etichetta di donna zerbino,tanto ricercata,così comune.Ha voluto farsi usare per riassaporare poi il gusto di trovarsi nella sfera di cristallo di Pierre,protetta e difesa. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 14px; line-height: 100%;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: Optima;"&gt;"non so come potrei spiegartelo,ci sono tante cose che vorrei poter capire anch'io tesoro,cose mi riguardano. &lt;br /&gt;Quello che provo per te non ha niente a che fare con il piacere.:È molto di più! &lt;br /&gt;Non ti chiedo di credermi,ma non mi sono mai sentita così vicina a te"&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;Severine ha conosciuto e s'è buttata in quell'inferno, per poi tornare definitivamente nel "Paradiso di Pierre"&amp;nbsp; dove quelle carrozze oniriche e malvagie passan per l'ultima volta finalmente vuote. Ora non ha più paura d'esser abbandonata,non sente più d'esser "incompleta",non avverte più il cantico sinistro di quei peccati. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bunuel elogia l'amore platonico a dispetto di quello "bordellaro",monouso, ma credo che abbia cercato d'evidenziare l'assenza in molte persone della concezione del bene e del male.Severine conosce solo il primo,o quanto meno ciò che le hanno insegnato della sua accezione,non ha mai visto in faccia l'altro volto della medaglia,perciò si lascia sedurre,prova disgusto ma allo stesso tempo attrazione verso quel mondo sconosciuto,ha bisogno di visitarlo per confermare la fede nel proprio. &lt;br /&gt;Desideri repressi che zampillano tutt'ad un tratto con una potenza inaudita,che mostrano il doppio volto di una donna,forse normale,forse voluto dalla società,imposto con la forza. &lt;br /&gt;Bunuel ricalca i vizi di una società bigotta(quella benestante), ma che in fondo al cuore ha sempre un che di immorale, di lussuoso,che quasi obbliga a stringere almeno una volta la mano al demonio.Psico-analizza la donna e la sua debolezza alla sottomissione,la sua assenza di ribellione. Una borghesia chiusa,cieca fra quelle mura,che si fa ammaliare una volta fuori dai loro ghetti.Severine,come tutte le donne borghesi,è costretta ad ascoltare il richiamo di quei campanellini che annunciano la venuta di quei "sogni-carrozza" perché non sanno ancora cosa sia l'istinto,ogni desiderio è stato sempre represso,soffocato fin dal principio.Ora quei piaceri sotterrati,riemergono,vuoi per puro gusto di prenderne parte,vuoi per curiosità e Luis credo biasimi soprattutto coloro che ci tengono chiusi in gabbia per evitare ogni contatto con essi. Prima o dopo ne sentiamo il richiamo, e bisognerebbe saperli riconoscere per evitarli e seguire invece quelli angelici. &lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;voto: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;8,5/9&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 8px; line-height: 100%;"&gt;&lt;i&gt; &lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-1740533472006549839?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/1740533472006549839/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/02/severine-catherine-deneuve-e-una-donna.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/1740533472006549839'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/1740533472006549839'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/02/severine-catherine-deneuve-e-una-donna.html' title='Bella di giorno (L.Bunuel)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZ3NbDQM_XI/AAAAAAAAAI0/kD8JTHiCPMc/s72-c/vlcsnap-38053.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-3900423813806788892</id><published>2009-02-19T20:48:00.004+01:00</published><updated>2010-06-11T20:14:47.720+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sean penn'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Into the wild'/><title type='text'>Into the wild (S.Penn)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZ26XWjB4HI/AAAAAAAAAIs/4DCHguTE_TI/s1600-h/large-into-the-wild-blu-ray.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5304600846464573554" src="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZ26XWjB4HI/AAAAAAAAAIs/4DCHguTE_TI/s400/large-into-the-wild-blu-ray.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 165px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;Capire cos'è che un uomo vuole dalla vita è una domanda che dovrebbero porsi tutti. Il problema è che se è fatta di tappe la vita,dall'infanzia,all'adolescenza,fino alla maturazione, non sempre questo percorso ci induce a &lt;i&gt;"chiedercelo"&lt;/i&gt;. Un po' per la velocità del mondo che ci sta attorno,un po' perché siamo noi a lasciarci travolgere senza opporre la benché minima resistenza. Percorriamo strade "non nostre",percorsi consigliati dai nostri genitori,o peggio imposti dalla madre di tutte le vie a senso unico : &lt;b&gt;la SOCIETÀ&lt;/b&gt;. &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Christopher&lt;/i&gt;(Emile Hirsch) comincia ad incamminarsi verso quei tragitti attraversati ora come ieri da migliaia di ragazzi come lui: una laurea,l'iscrizione in una delle facoltà di legge più prestigiose,una nuova macchina regalata dai genitori,davanti a sé un futuro roseo,soldi. &lt;br /&gt;La giovinezza nasconde in sé tanta forza, ma anche un'incredibile fragilità e Chris sembra più sottile di un bicchiere di cristallo. I suoi lo sanno e tentano di proteggerlo,di coccolarlo,di spianargli la strada verso il successo,la fama che loro stessi hanno toccato(il padre[&lt;i&gt;William Hurt&lt;/i&gt;] fece fortuna costruendo un macchinario per la NASA). &lt;i&gt;Carine&lt;/i&gt; è l'unica che riesce a percepire un po' ciò che ha dentro suo fratello. Chris non vuole &amp;lt;&amp;lt;&lt;i style="font-weight: bold;"&gt;cose cose cose&lt;/i&gt;&amp;gt;&amp;gt;,sa che ha un malessere dentro,un istinto verso l'avventura,una ribellione che però non è solo misantropia ma qualcosa di più,molto di più. &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Alex SuperTRamp&lt;/i&gt; parte,cambia nome,sveste i panni dell'uomo ordinario e scappa,non solo dalle falsità e dai dolori causati dai suoi genitori,dalla violenza del padre,ma scappa per uno scopo supremo,forse astratto,ma in cuor suo convinto che sia "chiarificatore"! &lt;br /&gt;Sean distrugge le strade , i ponti, le gallerie della gerarchia sociale,rivestendoli di nient'altro che natura,filma qualsiasi cosa possa avere un nome "non-artificiale":neve,ghiaccio,alberi,tramonti,cascate,animali d'ogni genere, Alex è lì che vuole vivere:in posti incontaminati,lontano da tutti,lontano da quel frastuono troppo imponente per permettergli di ascoltarsi davvero. &lt;br /&gt;Vivrà di selvaggina,di piante commestibili,SOLO. &lt;br /&gt;Inizia a scrivere un diario,cominciando a sciogliere quell'incredibile matassa,&lt;i&gt;dargli un nome&lt;/i&gt;: &lt;span style="font-size: 14px; line-height: 100%;"&gt;&amp;lt;&amp;lt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;parafrasando quello che dice Thoreau: non l'amore, non i soldi, non la fede, non la fama, non la giustizia, datemi la &lt;/span&gt;&lt;span style="color: blue; font-weight: bold;"&gt;verità&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;!&lt;/span&gt;&amp;gt;&amp;gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;Brucia i soldi rimasti,non ne ha bisogno,gira gli S.U. con indosso stivali od auto-stoppando. Poi incontra Wayne(Vince Vaughn) e capisce che per realizzare il suo sogno(&lt;span style="color: blue;"&gt;&lt;b&gt;L'ALASKA&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;) ha bisogno di quei maledetti biglietti verdi, così lavora alle sue dipendenze. &lt;br /&gt;Dovunque vada Alex conquista delle persone con la sua innocente e potente forza interiore:scuote l'animo e la voglia di vivere di Ron,un vecchietto in pensione che ha donato la sua vita alla carriera militare e che ora si ritrova solo nella sua casa senza più nulla chiedere alla vita,diventerà il suo &lt;b&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;padre putativo&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;. Entra nei cuori di Jan(Catherine Keener) &amp;amp; Rainey, due piccioni viaggiatori, ma soprattutto entra nel cuore di Tracy,una cantante di un piccolo paesino. &lt;br /&gt;I giorni intanto trascorrono ed Alex è costretto a scappare di nuovo lasciando un vuoto immenso nelle vite di Jan e Tracy. La prima aveva intravisto in lui il figlio fuggito anni fa, mentre Tracy il suo primo amore. Alex sembra aver ritrovato fiducia nell'uomo,entrando nel suo "Magic Bus"(la sua piccola casa una volta raggiunto l'Alaska) vede finalmente la "Luce",ha conosciuto finalmente un vero padre(Ron),una vera madre(Jan),l'amore(Tracy),tutti indistintamente conosciuti nel cammino della &lt;u&gt;sua strada&lt;/u&gt;.Alex è pronto a tornare,a riprendere la vecchia vita conoscendo finalmente &lt;u&gt;il nome vero delle cose&lt;/u&gt;. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;&amp;lt;&amp;lt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="color: blue; font-size: 130%;"&gt;ho vissuto molto e ora credo di aver trovato cosa occorra per essere felici: una vita tranquilla, appartata, in campagna. Con la possibilità di essere utile con le persone che si lasciano aiutare e che non sono abituate a ricevere. E un lavoro che si spera possa essere di una qualche utilità; e poi riposo, natura, libri, musica, amore per il prossimo. Questa è la mia idea di felicità. E poi, al di sopra di tutto, tu per compagna, e dei figli forse. Cosa può desiderare di più il cuore di un uomo?&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;&amp;gt;&amp;gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;Manca solo una cosa per tornare:&lt;i&gt;&amp;lt;&amp;lt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;quando si perdona si ama e quando si ama si è illuminati dalla luce di Dio&lt;/span&gt;&amp;gt;&amp;gt;&lt;/i&gt; Alex ricorda le parole di Ron e sa che in fondo i veri genitori sono loro,e se ogni cosa deve aver il suo nome,è giusto che quell'abbraccio/sogno finale avvenga tra i suoi fragili ed umani familiari. &lt;br /&gt;Tutto il cammino di Chris(chiamiamolo col suo vero nome),tutti i posti visitati,le persone incontrate,gli animali uccisi,il ghiaccio sciolto per dissetarsi,il grano arato per raggiungere la sua meta,2 anni interi,un periodo che può sembrare breve,ma che se confrontato alla routine di tutti i giorni può esser infinito,portano ad una sola certezza,al raggiungimento di quello scopo supremo con cui quest'uomo ha abbandonato tutto: &lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Impact;"&gt;&lt;span style="font-size: 21px; line-height: 100%;"&gt;&amp;lt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;&amp;lt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: arial; font-size: 130%; font-weight: bold;"&gt;e se io stessi sorridendo e correndo verso di voi, riuscireste a vedere quello che &lt;/span&gt;&lt;span style="color: blue; font-family: arial; font-size: 130%; font-weight: bold;"&gt;vedo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: arial; font-size: 130%; font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color: red; font-family: arial; font-size: 130%; font-weight: bold;"&gt;io&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: arial; font-size: 130%; font-weight: bold;"&gt; ora?&lt;/span&gt;&amp;gt;&amp;gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;voto&lt;/span&gt;: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;9&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-3900423813806788892?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/3900423813806788892/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/02/into-wild.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/3900423813806788892'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/3900423813806788892'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/02/into-wild.html' title='Into the wild (S.Penn)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZ26XWjB4HI/AAAAAAAAAIs/4DCHguTE_TI/s72-c/large-into-the-wild-blu-ray.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-7920983398379585758</id><published>2009-02-19T20:43:00.004+01:00</published><updated>2010-06-18T14:07:38.831+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Le notti bianche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Visconti'/><title type='text'>Le notti bianche (L.Visconti)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZ23P-msliI/AAAAAAAAAIU/TWPTp5DzPS4/s1600-h/vlcsnap475896rc9.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5304597421243536930" src="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZ23P-msliI/AAAAAAAAAIU/TWPTp5DzPS4/s400/vlcsnap475896rc9.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 240px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Chissà se esiste un elisir per la felicità.&lt;br /&gt;Le persone si dividono a metà tra chi lo cerca disperatamente e chi s'accontenta di vivere. O sarebbe più corretto dire "sopravvivere".&lt;br /&gt;Mario(&lt;i&gt;Marcello Mastroianni&lt;/i&gt;) è uno di questi. Vive alla giornata,coglie i piccoli piaceri che ogni tanto gli si presentano davanti e &lt;i&gt;tira a campare&lt;/i&gt;!&lt;br /&gt;L'amore non l'ha mai capito(dicono che tra gli elisir sia quello più pregiato),di conseguenza le donne. Così l'ha classificate come esseri superficiali che cattura saltuariamente al bar di turno oppure per strada.&lt;br /&gt;Gioie insipide,ma che ci può fare?Lui ha smesso di credere alle favole ed agl'elisir già da tempo immemore.&lt;br /&gt;È una brava persona,ma estremamente scettico,diffidente.&lt;br /&gt;Passeggia solo tra le stradine deserte,ove a quell'ora, non c'è più nessuno.Poi qualcuno finalmente s'intravede,è una donna.&lt;br /&gt;Mario crede sia una di "quelle", le va incontro cercando un po' di compagnia,poi la sente piangere.&lt;br /&gt;Quelle lacrime scioglieranno per la prima volta il cuore di quell'uomo triste e sfiduciato.Ascolterà la storia di quella ragazza infelice proprio come il figlioletto presta attenzione alla fiaba della mammina: con occhi aperti,enormi,orecchie spalancante piene di voglia d'udire quelle parole magiche.&lt;br /&gt;Quella donna è lì ad aspettare il suo uomo. Lo attende da un anno: ansiosa,fedele,speranzosa.&lt;br /&gt;Mario ne prova pena ed ammirazione insieme, vorrebbe dirgli che quell'uomo non tornerà mai più,che l'ha presa in giro. Come si può essere così stupidi?&lt;br /&gt;Ma quella devozione tanto sincera lo lascia stupefatto.&lt;br /&gt;Natalia(&lt;i&gt;Maria Schell&lt;/i&gt;) sarà per lui un sano bicchiere pieno fino all'orlo di quell'elisir;ogni singola parola di quella storia tanto ingenua quanto appassionante, gli dona una carica immensa mai immaginata,una gioia di vivere impensabile. Più la donna è disperata,più gli racconta la sua abnegazione e più Marcello comincia a riacquistare fiducia nell'uomo,nei sogni,nell'amore.&lt;br /&gt;La forza prodigiosa ed innocente con cui Natalia ha affrontato la solitudine di quel lungo anno, in silenzio,devota,consacrata a qualcosa e qualcuno con un marchio indelebile,vigoroso, donerà a quell'uomo dubbioso e pessimista,la ritrovata voglia di CREDERE,di sperare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Com'è amabile e gentile la figura di Natalia,Luchino la esalta creando un personaggio dalla leggiadria immensa,dalla dolcezza stupefacente.&lt;br /&gt;Maria Schell è candida come la neve della sequenza finale e Marcello Mastroianni dovrebbe vivere altri miliardi di anni per quanto il nostro cinema gli deve esser riconoscente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;voto&lt;/span&gt;: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;9&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-7920983398379585758?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/7920983398379585758/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/02/le-notti-bianche.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/7920983398379585758'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/7920983398379585758'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/02/le-notti-bianche.html' title='Le notti bianche (L.Visconti)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZ23P-msliI/AAAAAAAAAIU/TWPTp5DzPS4/s72-c/vlcsnap475896rc9.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-7391184386048418415</id><published>2009-02-19T20:35:00.004+01:00</published><updated>2010-06-18T14:06:59.128+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gli amanti crocifissi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mizoguchi'/><title type='text'>Gli amanti crocifissi (K.Mizoguchi)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZ21zlNddAI/AAAAAAAAAIM/BqL-K_PdiDs/s1600-h/vlcsnap138936km8.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5304595833878836226" src="http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZ21zlNddAI/AAAAAAAAAIM/BqL-K_PdiDs/s400/vlcsnap138936km8.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 294px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Ogni volta che ho assistito ad un film made in Japan anni 50',da quelli di Ozu al qui presente Mizo,ho avuto sempre l'impressione che i personaggi,la trama,i conflitti,le passioni e le emozioni raccontate avessero una profondità maggiore,una sensibilità che raggiunge livelli che altri toccano, ma non così a fondo.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;"Gli amanti crocifissi&lt;/i&gt;", come &lt;i&gt;"Vita di O-Haru"&lt;/i&gt;, è uno spaccato storico giapponese,secoli di vita racchiusi magicamente in 120' cinefili.Il Giappone atavico,ancorato a vecchie tradizioni che vedevano la donna sempre un gradino più in basso,lo schiavo alla mercè del padrone,l'onore della famiglia come bene più prezioso a costo di sacrificare qualsiasi cosa. Mizoguchi fotografa le malattie del suo paese,la corruzione,la bassezza e l'arrivismo coinvolgendo la politica,gli usi ed i costumi,la cecità di un popolo che fino a quel momento non ha dato cenni di ribellione: non esiste diritto per lo schiavo,non esiste onore per l'impiegato,né perdono per l'adulterio(quando commesso da una schiavo s'intende,i grandi uomini ed i samurai avevano trattamento diverso),ma soprattutto non esiste libertà d'amare: uno schiavo non ha il diritto di desiderare una donna d'alto rango,persino il semplice star con lei è punito. In questo turbine di peccati,di abusi,di padroni che sfruttano schiave a loro uso e consumo,Mizoguchi restituisce la giusta strada a coloro che voglion redimersi,trova a quel Giappone colluso ed infame quella della redenzione, affidando il compito a &lt;i&gt;&lt;i&gt;Mohei&lt;/i&gt;&lt;/i&gt; ed &lt;i&gt;Osan&lt;/i&gt; che insieme,uniti,impavidi del loro amore, urlano in faccia a quel mondo crudele,affrontano ogni sorta d'ingiustizia o d'abominio, con il sorriso di chi, anche di fronte all'imminente morte, sa d'aver dato tutto,sa d'esser puro.I due amanti sfileranno tra la folla con un'espressione felice, quella di chi ha capito finalmente cosa c'è di buono nella vita: fuggiti a causa di un'accusa ingiusta d'adulterio,si sono ritrovati durante il viaggio complici di un amore vero,reciproco,e nascondendosi da possibili aguzzini hanno deciso di andare avanti anche quando il perdono poteva esser loro concesso. Bastava che si dividessero e tutto sarebbe tornato come prima,loro invece hanno deciso di andare avanti,di sfilare di fronte a quella gente incredula ed ancora ignara di ciò che quei due essere umani a cavallo(legati l'uno all'altra quasi come fenomeni da baraccone) stavano provando,e che loro probabilmente mai avrebbero raggiunto tale immensa FELICITÀ,mai l'avrebbero compresa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mizugochi sembra quasi un figlio del neo-realismo,forse un padre,il suo cinema è semplice,cattura la vita di tutti i giorni,denuncia i suoi mali,le sue contraddizioni. Ma in questo pessimismo, come ogni grande regista, riesce a trovare quel &lt;i&gt;"deus ex machina"&lt;/i&gt; che restituisce finalmente dignità all'uomo,quel tocco che fa di un quadro storico dell'isola asiatica un'opera d'arte,perché solo un vero regista potrebbe dipingere la rude realtà della sua patria ,raccontare decenni e decenni di storia,quasi come un cine-giornale e poi donarle quel tocco magico che è tipico solo dell'AMORE". Perché "Gli amanti crocifissi" è sì un film di denuncia,di verità storica sul popolo asiatico di quel periodo, ma è soprattutto un cantico all'amore...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;voto&lt;/span&gt;: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;10&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-7391184386048418415?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/7391184386048418415/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/02/ogni-volta-che-ho-assistito-ad-un-film.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/7391184386048418415'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/7391184386048418415'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/02/ogni-volta-che-ho-assistito-ad-un-film.html' title='Gli amanti crocifissi (K.Mizoguchi)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZ21zlNddAI/AAAAAAAAAIM/BqL-K_PdiDs/s72-c/vlcsnap138936km8.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-384627940469999082</id><published>2009-02-19T19:45:00.004+01:00</published><updated>2010-06-18T13:12:57.990+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Film rosso'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Film blu'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Film bianco'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kieslowski'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tre colori'/><title type='text'>Trois couleurs (Kieslowski)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZ2p4jfOc7I/AAAAAAAAAHU/mXWBfFS-h70/s1600-h/vlcsnap3649751sh1.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5304582725176292274" src="http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZ2p4jfOc7I/AAAAAAAAAHU/mXWBfFS-h70/s400/vlcsnap3649751sh1.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 211px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;Un'immagine suggestiva rimane impressa, un 'emozione piacevole rilascia linfa vitale per molto,molto tempo. &lt;br /&gt;Il nostro cuore è in grado di conservare in parte remote di se stesso ciò che c'è di più BELLO,sembra incamerare in posti talmente profondi ed intimi sensazioni straordinarie. Questo immenso parco d'emozioni, sembra chiudere i suoi cancelli quando "PERDIAMO/SMARRIAMO" quei momenti/persone/cose,cittadini di quei luoghi segreti del cuore. Quella piccola, ma grande "oasi" diviene così una stanza buia e &lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size: 14px; line-height: 100%;"&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;blu&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; chiamata &lt;span style="font-family: Optima;"&gt;&lt;span style="font-size: 14px; line-height: 100%;"&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;"Ricordo"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;di cui ne diventiamo gelosi custodi,negando l'accesso a tutti, in primis a noi stessi, angosciati alla sola idea di non poter più assaporare la vista di quei "prati fioriti",ormai rimpiazzati da "morte nature". &lt;br /&gt;Più era bello un ricordo e più cose lo rimembrano,e di conseguenza più spettri da cacciare. Facciamo a gara con noi stessi tentando di celare,sotterrare,eliminare qualsiasi cosa possa far rivivere quei momenti leggiadri,ormai sotto forma di mostri. &lt;i&gt;Julie&lt;/i&gt; ( &lt;b&gt;Juliette Binoche&lt;/b&gt;) cerca di fuggire via da ogni oggetto,ogni nota,ogni luogo che ricordi il marito e la figlia, inseguendo l'apatia,l'abulia,la totale e ferma inerzia. Non vuole legarsi più a nessuno!Chiude a chiave i ricordi insieme a se stessa facendo "voto" al passato,sposandosi con esso per l'eternità.Non cerca più la felicità,né la Libertà,cerca solo di dimenticare. &lt;br /&gt;Venderà tutto:casa,spartiti,cognome,sperando nell'oblio. Non c'è cosa però che non rifletta l'immagine dei suoi cari. &lt;br /&gt;Come puoi dimenticare tuo marito-compositore quando la musica è dappertutto? &lt;br /&gt;Come puoi dimenticare tua figlia quando una folla festosa di bambini si tuffa all'impazzata in acqua mentre fai il bagno? &lt;br /&gt;Il ricordo è sempre lì,scontento e malinconico, per Julie è un'&lt;u&gt;ossessione&lt;/u&gt;; ha fatto di tutto pur di mandarlo via,ma continua a bussare alla sua porta,pronto ad entrare. &amp;lt;&lt;i&gt;&amp;lt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;chi siete?&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&amp;gt;&amp;gt; risponde Julie,&amp;lt;&amp;lt;&lt;i style="font-weight: bold;"&gt;Cosa volete, tormentarmi&lt;/i&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;?&lt;/span&gt;&amp;gt;&amp;gt; &lt;br /&gt;Kieslowski rende omaggio alla fedeltà del ricordo,alla profonda costanza,ma affronta anche le esigenze della vita,che ci dicono:BISOGNA ANDARE AVANTI. Un'esigenza vitale per l'uomo,quella d'essere e sentirsi &lt;span style="font-size: 14px; line-height: 100%;"&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;Libero&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;;libero non di tradire quegli affetti,ma di riabbracciare il gusto fresco di ciò che c'accade, mentre noi restiamo sigillati in quella "stanza". Julie c'aveva rinchiuso non solo i ricordi,ma anche i suoi futuri sentimenti,bramava il distacco da qualsiasi forma di vita. Evita tutto ciò che aveva già provato in passato,legandosi in modo indissolubile a quelle reminiscenze. Ma quei parchi rigogliosi e floridi che sono stati la nostra casa un tempo,non possono e non devono tramutarsi in stanze anguste,ma aiutarci a sentirci "Liberi"di crearcene altri,ce lo impone il tempo,la vita. Non si può stare alla larga dai sentimenti,non si può per sempre rievocare. Il ricordo deve &lt;i&gt;vivere&lt;/i&gt;,ma più forte è l'esigenza di &lt;i&gt; tornare a vivere&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZ2qbXx5fZI/AAAAAAAAAHc/AB7ppdAvmnc/s1600-h/vlcsnap3651018qd1.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5304583323328806290" src="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZ2qbXx5fZI/AAAAAAAAAHc/AB7ppdAvmnc/s400/vlcsnap3651018qd1.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 211px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;il &lt;span style="font-size: 14px; line-height: 100%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Optima;"&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;blu&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt; si sfuma...diventa man mano sempre più chiaro fino a divenire &lt;span style="font-size: 14px; line-height: 100%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Optima;"&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size: 130%;"&gt;bianco&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;,un bianco energico,potente ed incontaminato come quello di un velo nuziale;come il desiderio che si nasconde tra gli sguardi di chi si rivolge giubilante alla folla dopo il &lt;b&gt;"sì"&lt;/b&gt; tanto anelato. La gioia fluttua in noi stessi,ed ormai quel &lt;i&gt;"biancore&lt;/i&gt;"ne è l'essenza;ma improvvisamente qualcosa accade,ci vediamo privati di quel "colore/calore" sentendoci desolatamente &lt;span style="font-family: Optima;"&gt;&lt;span style="font-size: 14px; line-height: 100%;"&gt;&lt;b&gt;"diversi"&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;,esclusi. Esistono miriadi di colori che l'uomo con i suoi pastelli cerca di ricreare,che tenta d'emulare da chi ha già terminato il suo quadro. Tutto ciò per non sentirsi scartato. Alcune persone riescono ad ottenere &lt;u&gt;tinte&lt;/u&gt; come "l'amicizia",altre la "fede",altre il "sogno realizzato",ma la &lt;u&gt;gradazione &lt;/u&gt; a cui più ambisce l'uomo è senz'altro il &lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;&lt;b&gt;BIANCO-AMORE&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;.Tutti come Karol(Zbigniew Zamachowski) cerchiamo di scoprire i segreti ancora ignoti per "ottenerlo",ma più in generale ognuno di noi s'augura di vedere sul nostro "dipinto" una sfilza di splendidi colori come quelli del nostro vicino, per accorgerci d'esser parte integrante,per sentirci &lt;b&gt;UGUALI&lt;/b&gt;. Ma Karol non è esattamente come gli altri(impotente) e la sua sarà una dura lotta tra Varsavia e Parigi per assaporare nuovamente l'angelica vista di quel "biancore"...&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&amp;lt;&amp;lt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;oggi si può comprare TUTTO nella vita&lt;/span&gt;&amp;gt;&amp;gt;&lt;/i&gt; afferma l'autista di Karol,ormai divenuto un noto industriale. Ora ha un buon lavoro,un buon amico,finalmente un buon posto per dormire, dopo il divorzio e le innumerevoli notti trascorse solo, nella squallida e fredda metropolitana parigina. Ma non è sazio,non erano quelle le "tonalità" che cercava,il suo colore assumeva sfumature molto più candide del "nero successo" ed ha ormai attecchito in ogni angolo del suo corpo e del suo cuore, senza ottenerlo non avverte quell'&lt;span style="font-size: 14px; line-height: 100%;"&gt;&lt;i&gt;UGUAGLIANZA&lt;/i&gt;.&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;Il tono "bianco" che dà Kieslowski al suo "secondo quadro" è composto da questa calda ricerca dell'amore.Il bianco di Kies è un diritto che ogni uomo deve veder rispettato,un dogma che deve pretendere e che merita più d'ogni altra sfumatura esistente. Anche nella più disperata delle giornate il suo Karol insegue quella tinta tanta sognata,proiettando lo spettatore verso quella luce ricca di candore,non vedendo l'ora che il suo protagonista ne venga presto avvolto. &lt;br /&gt;&lt;i&gt;&amp;lt;&amp;lt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;voi meritate&lt;/span&gt;&amp;gt;&amp;gt;&lt;/i&gt;sembra dire Kies. Tutti, nessuno escluso. Ogni singolo individuo è degno di vedere quei "colori",ciascuno "DEVE" poter visionarli uno ad uno,lasciando che sia l'innocenza di quella tonalità rincorsa da Karol, il primo ed il più forte della lista. &lt;br /&gt;&lt;b&gt;TUTTI SOTTO UN UNICO VELO BIANCO&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZ2qyc1gEAI/AAAAAAAAAHk/e6yrZj3a4s4/s1600-h/vlcsnap3651438oz4.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5304583719823085570" src="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZ2qyc1gEAI/AAAAAAAAAHk/e6yrZj3a4s4/s400/vlcsnap3651438oz4.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 211px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;Il volto di una donna triste,pensierosa, avvolta in un rosso morbido ed intenso; quell'immagine che ti sconvolge e ti entra dentro è proprio quella di &lt;i&gt;Valentine&lt;/i&gt;(Irene Jacob),che ora campeggia in tutto il suo splendore in un enorme cartellone pubblicitario di Ginevra. &lt;br /&gt;Fai fatica a dimenticare quella dolcezza che si contrappone in modo netto all'uomo di tutti i giorni: che abbandona il suo più fedele amico(Cane) e con sé ogni gesto di carità,compassione,indulgenza, &lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-family: Optima;"&gt;&lt;span style="font-size: 14px; line-height: 100%;"&gt;FRATELLANZA &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. La foto di Valentine è uno spot che incita all'acquisto di chewing-gum, ma inconsciamente sprona il suo vicino,il passante di turno,il lavavetri e Ginevra intera, a voltarsi indietro verso il "fratello". Quel cartellone è insieme una "&lt;i&gt;richiesta d'aiuto&lt;/i&gt;" ed un "&lt;i&gt;atto d'amore"&lt;/i&gt;,perché, come diceva Karol &lt;i&gt;&amp;lt;&amp;lt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;tutti soffriamo&lt;/span&gt;&amp;gt;&amp;gt;&lt;/i&gt;, ma Valentine sembra esser lì apposta per "PROTEGGERCI" per "SUSSURRARCI" che &lt;u&gt;non siamo soli&lt;/u&gt;. &lt;br /&gt;L'uomo dimentica perché a sua volta è stato dimenticato, fa del male perché un tempo ha sofferto, abbassa le tende di casa sua perché la sua vita gli è sembrata sinora "oscura",perché ha smarrito ormai la fiducia nei suoi simili. Come il giudice (&lt;i&gt; Jean-Luis Trintignant)&lt;/i&gt;,vecchio perfido e misantropo che intercetta tutto il giorno telefonate altrui perché ormai dalla vita non pretende e non vuole più nulla. &lt;br /&gt;Valentine sembra essere la sorella,la madre,l'amante di tutti quegl'uomini/donne sconsolati,una PALADINA che usa come parola d'ordine il verbo "&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-size: 14px; line-height: 100%;"&gt;AIUTARE"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. Ne servirebbero altre di gigantografie come quella ,bisognerebbe attaccarle in ogni angolo del globo per ricordare a coloro che issano la testa che quel verbo è di vitale importanza,che a volte basterebbe metterlo "nero su bianco" per addolcire la vita,per riaccendere le speranze di chi non crede più. Valentine è un lungo abbraccio morbido ed intenso proprio come il suo rosso,che ripristina la pace tra i suoi simili,un abbraccio che dà speranza e forza. Tra il rosso kieslowskiano c'è sofferenza,patimento per tradimenti,delusioni, ma quando una donna si ferma per prestare soccorso ad un cagnolino,per aiutare una povera vecchietta a gettare un bottiglia troppa alta per lei,quando "scioglie" l'animo polare di un vecchio scontroso,capisci che se quel verbo venisse "coniugato" più spesso: Fratellanza-Fratello-Fraterno si potrebbe ancora continuare a credere in qualcosa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;conclusioni&lt;/span&gt;: &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Liberté, Égalité, Fraternité,&lt;/b&gt; la lode che il regista polacco dedica ai motti della Francia rivoluzionaria,quasi a "santificare" quegl'urli di battaglia per cui migliaia di persona hanno donato la vita. la "Bandiera" di Kieslowski cinge i suoi protagonisti, formando un unico colore dedicato alla vita;solo loro si salveranno alla fine in quel naufragio,un'arca di Noè capace di riportare sulla terra-ferma specie ormai estinte: "&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;il desiderio di continuare a vivere ,nonostante il blu-passato&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;" ; &lt;i&gt;&lt;b&gt;"la consapevolezza di meritare quel bacio sotto il bianco-velo"&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; ed &lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;"il dovere di un lungo,soffice e tenero abbraccio al nostro fratello-sconosciuto-amico"&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;La vita vince sempre il confronto con la morte,la resa, nella trilogia Kieslowskiana,soffre ma primeggia,riaffiora e riesplode nonostante tutto. &lt;br /&gt;splendidi tutti i protagonisti,calati perfettamente nei loro "colori"; segnalazione speciale per le musiche sublimi scelte da Kies &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;voto alla trilogia&lt;/span&gt;: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;9+&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-384627940469999082?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/384627940469999082/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/02/trois-couleurs.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/384627940469999082'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/384627940469999082'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/02/trois-couleurs.html' title='Trois couleurs (Kieslowski)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZ2p4jfOc7I/AAAAAAAAAHU/mXWBfFS-h70/s72-c/vlcsnap3649751sh1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-571562311466731000</id><published>2009-02-19T01:48:00.003+01:00</published><updated>2010-06-18T13:17:15.389+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antonioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il deserto rosso'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='monica vitti'/><title type='text'>Il deserto rosso (M.Antonioni)</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZytv09w5qI/AAAAAAAAAG0/QZr22gEt68g/s1600-h/vlcsnap-128389.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5304305498318759586" src="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZytv09w5qI/AAAAAAAAAG0/QZr22gEt68g/s400/vlcsnap-128389.png" style="cursor: pointer; display: block; height: 211px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;Ammirare il panorama visivo antoniano, è questo quello che bisogna fare osservando il capitolo conclusivo,lo stadio finale eppure sempre identico,evoluto ma in fin dei conti sempre più povero. &lt;br /&gt;Giuliana(Monica Vitti) è sposata con Ugo, ingegnere,benestante;la scopriamo comprare un panino da un operaio appena uscito dalla sua fabbrica,misteriosamente,inspiegabilmente! &lt;br /&gt;Ne&lt;i&gt;"l'eclisse"&lt;/i&gt; la borsa cominciava a fare adepti,il mondo si muoveva frenetico, ora è giunto il momento dell'industria, del compra compra costruisci costruisci; "cose" e case una sopra l'altra,&lt;u&gt; e che ci importa di quello che ci sta sotto!&lt;/u&gt;. &lt;br /&gt;Ciò che invece è sempre presente,che riusciamo sempre a toccare con mano è lo smarrimento di Giuliana,ora più che mai palpabile,incontrollabile,quasi a rasentare la follia! &lt;br /&gt;Non c'è pace nel suo sguardo,Ugo è lì solo virtualmente,c'è suo figlio,ma non le basta. &lt;br /&gt;Corrado(Richard Harris) è un amico di famiglia,anch'egli ingegnere,ha girovagato per l'Italia senza mai trovare nulla che valesse la pena "conservare". &lt;br /&gt;Ugo li presenta: &lt;br /&gt;Giuliana &lt;u&gt;&amp;lt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ho conosciuto una ragazza in clinica,stava male,molto male&amp;gt;&lt;/span&gt;! &lt;br /&gt;Corrado &amp;lt;&amp;lt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;male come&lt;/span&gt;?&amp;gt;&amp;gt; &lt;br /&gt;G. &amp;lt;&amp;lt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;è che voleva avere tutto,il dott. le diceva "lei deve imparare ad amare,amare una persona o una cosa,suo marito,suo figlio, ma non marito figlio cane fiume albero,tutte insieme&amp;gt;&amp;gt;&lt;/span&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt; &lt;br /&gt;C. &amp;lt;&amp;lt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ti ha mai detto cosa sentiva?&lt;/span&gt;&amp;gt;&amp;gt;&lt;/u&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;G. &amp;lt;&amp;lt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;le mancava il pavimento,esser sempre lì lì per affogare. Quando è uscita dalla clinica è arrivata ad un punto in cui si domandava "ma io chi sono?&lt;/span&gt;"&amp;gt;&amp;gt;&lt;/u&gt; &lt;br /&gt;il suo affanno è figlio di quelle ripetute e continue corse,di quel sistema che schizza a mille all'ora,ma senza meta, privo di basi e punti di ritorno,privo di certezze! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Italia di Michelangelo è meschina,frivola,troppo occupata per pensare. A tutto invece pensa la sua Giuliana,rapita da un senso di misticismo perenne,tutto intorno a lei pare contaminato,infetto: &lt;br /&gt;&lt;u&gt;&amp;lt;&amp;lt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;mamma perché quel fumo è giallo?&amp;gt;&amp;gt;&lt;/span&gt; &lt;/u&gt;&lt;u&gt;&amp;lt;&amp;lt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;perché c'è il veleno!&lt;/span&gt;&amp;gt;&amp;gt; &lt;br /&gt;&amp;lt;&amp;lt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;e allora quando passano gli uccellini muoiono!&lt;/span&gt;&amp;gt;&amp;gt; &lt;br /&gt;&amp;lt;&amp;lt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;no,non ci passano più,ormai hanno imparato&lt;/span&gt;&amp;gt;&amp;gt;&lt;/u&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Optima;"&gt;&amp;lt;&amp;lt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;c'era una bambina che viveva in un'isola. A stare coi grandi si annoiava, le facevano paura. I ragazzi della sua età non le piacevano perché giocavano a fare i grandi e così stava sempre sola: tra i cormorani, i gabbiani, i conigli selvatici. Aveva scoperto una piccola spiaggia lontano dal paese dove il mare era trasparente e la sabbia rosa,voleva bene a quel posto,la natura aveva dei colori così belli e niente faceva rumore. Una mattina sul mare spuntò un veliero,un vero veliero,diverso dalle altre barche , di quelli che hanno attraversato i mari e le tempeste di tutto il mondo. Visto da lontano faceva uno splendido effetto,ma avvicinandosi aveva un tono misterioso, a bordo non si vedeva nessuno. Restò fermo per pochi minuti,poi si allontanò.La bambina era abituata alle stranezze degl'uomini e non si stupì, ma appena tornata lì ecco che... un mistero va bene,due sono troppi,chi cantava? ...eppure la voce era lì,ora vicina ora lontana.. Si accorse di tante rocce,erano come di carne e la voce in quel punto era molto dolce&lt;/span&gt;.&amp;gt;&amp;gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&amp;lt;&amp;lt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;chi cantava mamma?&lt;/span&gt; &amp;gt;&amp;gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Optima;"&gt;&amp;lt;&lt;t&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;tutti cantavano,tutti&lt;/span&gt;&amp;gt;&amp;gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;voto&lt;/span&gt;:&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;8,5&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;/t&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-571562311466731000?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/571562311466731000/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/02/ammirare-il-panorama-visivo-antoniano-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/571562311466731000'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/571562311466731000'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/02/ammirare-il-panorama-visivo-antoniano-e.html' title='Il deserto rosso (M.Antonioni)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZytv09w5qI/AAAAAAAAAG0/QZr22gEt68g/s72-c/vlcsnap-128389.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-8537922199412770604</id><published>2009-02-19T01:41:00.003+01:00</published><updated>2010-06-18T13:30:22.983+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antonioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='L&apos;eclisse'/><title type='text'>L'eclisse (M.Antonioni)</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZyrbWiCFTI/AAAAAAAAAGk/_HsT4_FAByc/s1600-h/vlcsnap-135467.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5304302947528742194" src="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZyrbWiCFTI/AAAAAAAAAGk/_HsT4_FAByc/s400/vlcsnap-135467.png" style="cursor: pointer; display: block; height: 262px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;Qualcosa deve pur seguire l'oblio,qualche sentimento deve pur giungerci una volta lasciato qualcuno/osa. &lt;br /&gt;Il senso di &lt;b&gt;"perdita" è una percezione che appartiene solo a pochi,a Vittoria(Monica Vitti) ad esempio. &lt;/b&gt;La fine del suo amore per Riccardo la induce a non aver altra scelta che lasciarlo. Ma la sua è stata un'immensa fatica,la fine di quella felicità è stata terribile: &lt;br /&gt;&lt;u&gt;&amp;lt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;anch'io ho sofferto ieri notte,perdonami&lt;/span&gt;&amp;gt;&lt;/u&gt; &lt;br /&gt;Il distacco di Vittoria da Riccardo è secco,ma dolcemente appassionato,emotivo. Chiama Franco un amico,vorrebbe che le stesse vicino in questo momenti penosi che seguono l'abbandono. La Roma che gli sta intorno invece,sembra fregarsene; tutto gira intorno ad una &lt;b&gt;"Borsa"&lt;/b&gt; dei valori(quali?),votati al rialzo ed al ribasso senza tener conto di ciò che si potrebbe perdere,una società che &lt;i&gt;"vuole pretende brama"&lt;/i&gt;,in cui tutto sembra assumere la fisionomia di un oggetto: &lt;br /&gt;&lt;u&gt;&amp;lt;&lt;b style="font-weight: bold;"&gt;ci sono giorno in cui tenere in mano un ago,una stoffa,un libro, un UOMO&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;, è la stessa cosa&lt;/span&gt;!&amp;gt;&lt;/u&gt;. &lt;br /&gt;Vittoria comincia ad invidiare i racconti di un'amica nata nel Kenya, paese incontaminato,semplice,essenziale: &lt;br /&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;forse&gt;&lt;b style="font-weight: bold;"&gt;l'AMORE&lt;/b&gt;&amp;gt;&lt;/forse&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt; &lt;br /&gt;Piero(Alain Delon) è in effetti l'opposto di Vittoria,indaffarato,sempre di corsa,risucchiato dalle leggi di mercato,chiuso a chiave in quella "borsa". Per loro non esiste aggrapparsi a qualcosa, si deve rischiare,mai pensare,mai! &lt;br /&gt;Vittoria invece non desidererebbe altro che svoltare l'angolo e trovare ancora dietro di sé la persona con cui finora aveva passeggiato,vorrebbe che le cose fossero per sempre,eterne,è troppo una fatica sopportare la perdita di qualcosa. &lt;br /&gt;I due si stringono in un abbraccio,non c'è nulla di stonato,patetico,mieloso e lezioso nelle effusioni antoniane,piuttosto c'è il candore e la gioia genuina di Vittoria che ottimista si prepara ad un'altra &lt;span style="font-family: Arial;"&gt;"avventura"&lt;/span&gt;. Eppure è sempre tormentata,un angelo reietto che non trova pace. Il pessimismo di Michelangelo non è vacuità spirituale,ma al contrario frutto di un personaggio ricco,potente,complesso che però non trova riflesso nel mondo,accecata ed attratta incosciamente da un bagliore che assume i connotati di un' &lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;ECLISSE &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;,ma altro non è che l'ingannevole luce di un lampione notturno. &lt;br /&gt;Tutto finisce,tutto si consuma,le sequenze finali sono un viaggio fra le strade bucate,le staccionate spezzate,una casa divenuta un rudere,i segni di un viso invecchiato, un giornale che in prima pagina urla : &lt;br /&gt;&lt;b&gt;" la pace è debole"&lt;/b&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;voto&lt;/span&gt;:&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;8,5&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-8537922199412770604?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/8537922199412770604/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/02/leclisse.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/8537922199412770604'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/8537922199412770604'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/02/leclisse.html' title='L&apos;eclisse (M.Antonioni)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZyrbWiCFTI/AAAAAAAAAGk/_HsT4_FAByc/s72-c/vlcsnap-135467.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-2884966556976772877</id><published>2009-02-19T01:36:00.002+01:00</published><updated>2010-06-18T14:01:17.503+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antonioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La notte'/><title type='text'>La notte (M.Antonioni)</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZyr3_Q8HVI/AAAAAAAAAGs/lv-vj3zJ7OM/s1600-h/vlcsnap-80863.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5304303439499238738" src="http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZyr3_Q8HVI/AAAAAAAAAGs/lv-vj3zJ7OM/s400/vlcsnap-80863.png" style="cursor: pointer; display: block; height: 242px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Potrebbe esser un vantaggio nella vita divenire un&lt;u&gt; intellettuale &lt;/u&gt;,un'aspirazione, uno stadio che sogniamo raggiungere. Infatti nella concezione &lt;i&gt;aristotelica&lt;/i&gt; erano definite &lt;i&gt; intellettuali&lt;/i&gt; quelle virtù come &lt;span style="font-family: Impact;"&gt;scienza, sapienza, intelligenza &lt;/span&gt; e &lt;span style="font-family: Impact;"&gt;arte&lt;/span&gt; che consentivano all'anima intellettiva di &lt;b&gt; "raggiungere la verità"&lt;/b&gt;. Una conoscenza basata però unicamente sulla teoria, relegando infatti l'&lt;i&gt;esperienza&lt;/i&gt;,l'empirismo,la &lt;u&gt;&lt;b&gt;sensibilità&lt;/b&gt;&lt;/u&gt; ad un grado conoscitivo inferiore,quasi barbaro.&lt;br /&gt;Giovanni&lt;i&gt;(Marcello Mastroianni)&lt;/i&gt; possiede tutte le caratteristiche per ottenere finalmente quell'&lt;i&gt;epiteto&lt;/i&gt; così ambito:&lt;br /&gt;è uno scrittore,persona distinta,assolutamente non superficiale,colta; insomma un uomo modello!&lt;br /&gt;Lidia&lt;i&gt;(Jeanne Moreau)&lt;/i&gt; è sua moglie,bella,ricca,apparentemente sembra aver tutto,ma sarà proprio lei che in una delle scene iniziali,vagando sola per le strade di Milano,inizia a costruire sul suo volto un'aria afflitta, indefinita,terribilmente triste. Giovanni pare non capire ciò che implorano quegl'occhi delusi,perfino la sua mente, consapevole d'aver raggiunto quello stadio così acclamato non riesce ad arrivarci.&lt;br /&gt;Lidia trascorre il giorno passeggiando senza meta,posandosi un po' qua, un po' là. Ferma un gruppo di ragazzi che si menano a vicenda,cerca di divertirsi guardando un altro gruppo che fa volare in cielo razzi pirotecnici, ma senza riuscirci,è troppo distante,assente,la sua mente vaga,vaga,vaga in cerca di quel &lt;b&gt;"qualcosa"&lt;/b&gt; che veramente la &lt;i&gt;diverta&lt;/i&gt;,che non sia effimero,fugace ma definito,concreto,eterno.&lt;br /&gt;Se neanche l'animo intellettivo di Giovanni,che teoricamente &lt;b&gt;conosce la verità&lt;/b&gt;,riesce a capirla,non le resta che la solitudine.&lt;br /&gt;Valentina(&lt;i&gt;Monica Vitti&lt;/i&gt;) è giovane,radiosa,figlia di un ricco industriale che indice uno di quei party borghesi in cui ci si ubriaca per non pensare. Anche lei però sembra amar &lt;i&gt;"giocar da sola"&lt;/i&gt;,tutto quel "baccano" non la diverte.&lt;br /&gt;L'incomunicabilità sarà il punto d'incontro di questo ménage à trois. Quella solitudine forse cercata,voluta,figlia di una ricerca interiore estenuante,ma che probabilmente non ha seguito le strade giuste.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;"la Notte"&lt;/b&gt; di Antonioni è forse la ricostruzione dell'animo di chi "vaga" incontentabile,incompiuto,assetato di un "quid" misterioso,che finisce per diventare ossessione,dannazione.&lt;br /&gt;È un estenuante cammino che però non porta a nulla, se non ad una vana consolazione che rimane rinchiusa fra i confini di un libro, che si fa bella a parole,che gigioneggia, ma che in fin dei conti è soltanto "intellettuale", astratta.&lt;br /&gt;Michelangelo soffermandosi su quei volti irrequieti,dannati,rispecchia quelli di chi cerca la &lt;i&gt;verità&lt;/i&gt; con tanta costanza,sofferenza,tanti pensieri e che poi si arrende sfinito,gettando le armi.&lt;br /&gt;Le armi invece Michelangelo vuole riconsegnargliele sotto forma di &lt;b&gt;"emozioni"&lt;/b&gt;,"&lt;b&gt;sensazioni&lt;/b&gt;" "&lt;b&gt;passioni&lt;/b&gt;" sotto forma di vita vissuta,amata,consumata, e non aristotelica.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;"Forse non c'è bisogno più di tanto dell'arte,della scienza,della sapienza,piuttosto dell'amore."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;voto&lt;/span&gt;&lt;b&gt;: 9&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-2884966556976772877?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/2884966556976772877/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/02/potrebbe-esser-un-vantaggio-nella-vita.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/2884966556976772877'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/2884966556976772877'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/02/potrebbe-esser-un-vantaggio-nella-vita.html' title='La notte (M.Antonioni)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZyr3_Q8HVI/AAAAAAAAAGs/lv-vj3zJ7OM/s72-c/vlcsnap-80863.png' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6991017330412770813.post-7416760395586774800</id><published>2009-02-19T01:21:00.003+01:00</published><updated>2010-06-18T14:06:18.852+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antonioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='L&apos;avventura'/><title type='text'>L'avventura (M.Antonioni)</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZymNhVYN0I/AAAAAAAAAGU/Jd2QCAfL9W0/s1600-h/vlcsnap-15624.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5304297212352149314" src="http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZymNhVYN0I/AAAAAAAAAGU/Jd2QCAfL9W0/s400/vlcsnap-15624.png" style="cursor: pointer; display: block; height: 229px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;Basterebbero queste parole: &lt;io&gt;&amp;lt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;io le isole non l'ho mai capite. Con tutto questo mare intorno&lt;/span&gt;&amp;gt; &lt;br /&gt;per comprendere l'insaziabile sete dell'animo dei personaggi di Michelangelo. La loro incomprensione: &lt;eppure&gt;&amp;lt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;eppure s'è comportata come se il nostro affetto,mio,suo,di suo padre, in un certo senso non le bastasse, non le servisse a niente&lt;/span&gt;&amp;gt;. Cercano e cercheranno qualcosa le sue: Lidia,Valentina,ora Claudia(Monica Vitti),che però non è né chiaro né limpido, ma indefinito,sfuggente: &lt;br /&gt;- &amp;lt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;che cos'è?&lt;/span&gt;&amp;gt;&lt;che&gt; &lt;br /&gt;- &amp;lt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;un vaso,un vaso antico! Qui sotto c'è una città sepolta&lt;/span&gt;&amp;gt;&lt;un&gt; &lt;br /&gt;Già, sepolta, nascosta,dissimulata fra quelle rocciose ed aride coste che conservano gelose quel tesoro che il mare vorrebbe portarsi via,ma che arriva a toccare solo la loro "base",che come chi ci attornia non percepisce minimamente quelle alture, né comprende la loro solitudine, la loro irrequietudine.&lt;br /&gt;Dimenticare, questa è la chiave di lettura di Michelangelo,l'inevitabilità dell'oblio. &lt;br /&gt;Claudia è in treno insieme a Sandro(Gabriele Ferzetti). La ricerca di una persona scomparsa(Anna,la fidanzanta di Sandro) li ha riuniti nello stesso vagone, la cercano da tempo. Pare che ad un tratto non abbia più voluto vedere nessuno,è sparita senza lasciare traccia. Eppure la più sconvolta sembra Claudia. Sandro pare sereno,rilassato. &lt;br /&gt;Il tempo del ricordo di lei ,del sacrificio per trovarla sarà breve,veloce tanto quanto il passaggio da una stazione all'altra, non esiste il sacrificio di fermarsi: &lt;br /&gt;Claudia - &amp;lt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;io non voglio vederti e siccome dovremmo farne a meno, tant'è meglio farlo subito questo sacrificio&lt;/span&gt;&amp;gt;&lt;io&gt; &lt;br /&gt;Sandro - &amp;lt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sacrificio? Io non ho nessuna voglia di sacrificarmi,è idiota sacrificarsi,ma perché? PER CHI?&lt;/span&gt;&amp;gt;&lt;sacrificio?,io&gt; &lt;br /&gt;I due si avvicinano sempre più,legati da quella "perdita",uniti da un rapporto che è si dolce,ma profondamente e sconsideratamente cinico, impudente, privo di rispetto. Claudia questo lo sa: &amp;lt;M&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;a è possibile che passi così tanto poco tempo a cambiare, a dimenticare. È triste, è triste da morire.&lt;/span&gt;..&amp;gt;. &lt;br /&gt;Claudia e Anna sono anime parallele,temono entrambe la "fine" ed&lt;esci,ma&gt; è questa la brama che le accomuna, il desiderio d'avere tutto chiaro davanti a sé,sicuro,che non scappi via. L'assenza per lei vuol dire : affondare la testa nella sua camicia per inebriarsi del suo odore; per lui invece: libertà di un'altra AVVENTURA: &lt;br /&gt;- &amp;lt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sandro ma cos'hai? NON TI RICONOSCO!&lt;/span&gt;&amp;gt;&lt;sandro&gt; &lt;br /&gt;- &amp;lt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;be', è più bello,sembra un'&lt;span style="color: red;"&gt;avventura&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&amp;gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;voto&lt;/span&gt;: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;9.5&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;bhe&gt;&lt;io con="" ho="" intorno="" isole="" l="" le="" mai="" mare="" non="" questo="" tutto=""&gt;&lt;che cos=""&gt;&lt;un c="" qui="" sepolta="" sotto="" un="" una="" vaso=""&gt;&lt;io a="" dovremmo="" e="" farlo="" farne="" meglio="" non="" questo="" sacrificio="" siccome="" subito="" tant="" voglio=""&gt;&lt;sacrificio?,io chi="" di="" ho="" idiota="" ma="" nessuna="" non="" per="" voglia=""&gt;&lt;esci,ma che="" come="" devi="" di="" dirmi="" la="" ma="" mancasse="" me="" per="" prima="" pure="" se="" senza="" ti="" una="" vai="" zoppicherai=""&gt;&lt;sandro cos="" ma="" non="" ti=""&gt;&lt;bhe avventura="" piu="" sembra="" un=""&gt;&lt;/bhe&gt;&lt;/sandro&gt;&lt;/esci,ma&gt;&lt;/sacrificio?,io&gt;&lt;/io&gt;&lt;/un&gt;&lt;/che&gt;&lt;/io&gt;&lt;/bhe&gt;&lt;/sandro&gt;&lt;/esci,ma&gt;&lt;/sacrificio?,io&gt;&lt;/io&gt;&lt;/un&gt;&lt;/che&gt;&lt;/eppure&gt;&lt;/io&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6991017330412770813-7416760395586774800?l=antoinedoineletsescopains.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/feeds/7416760395586774800/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/02/lavventura_18.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/7416760395586774800'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6991017330412770813/posts/default/7416760395586774800'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoinedoineletsescopains.blogspot.com/2009/02/lavventura_18.html' title='L&apos;avventura (M.Antonioni)'/><author><name>Filippo Cassavetes</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05722831968787832058</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='26' src='http://1.bp.blogspot.com/-cZZhJ9ux4L4/TWlpRduQ8YI/AAAAAAAAAkw/VCRJeZjZRQQ/s220/vlcsnap-2011-01-26-19h34m28s18.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_g82jaF03Cnw/SZymNhVYN0I/AAAAAAAAAGU/Jd2QCAfL9W0/s72-c/vlcsnap-15624.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
